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Abbuffate Compulsive E-mail
Il Binge Eating

Le forme di disturbi legati all’alimentazione sono molto più numerose di quanto non si creda. Oltre a quelle patologie che sono diventate tristemente conosciute, come l’obesità, l’anoressia e la bulimia, di cui cause, sintomi e diagnosi sono state in qualche modo riconosciute e classificate ufficialmente, esiste tutta una altra serie di disturbi che vengono genericamente indicati con la sigla “NAS”, ovvero Disturbi Non Altrimenti Specificati. In questa categoria vengono racchiusi tutti quei comportamenti alimentari che, pur presentando molte affinità con anoressia, bulimia o obesità non ne manifestano tutti i sintomi. Molto spesso riuscire a curare i soggetti affetti da NAS può risultare addirittura più difficoltoso rispetto a quelli con patologie completamente conclamate, in quanto la sporadicità dei loro comportamenti, o la non manifestazione dei sintomi più evidenti, come nel caso di un soggetto anoressico che non presenti una rilevante perdita di peso, può portare a sottovalutare il problema. Anche tra le varie forme di NAS è possibile però individuare e distinguere diverse tipologie. In particolare negli ultimi anni si stanno andando delineando in maniera sempre più chiara i sintomi, le cause e, per fortuna anche le terapie, del Binge Eating. Questo disturbo è conosciuto in Italia come “abbuffate compulsive” o “disturbo da alimentazione incontrollata”, i sintomi presentano alcune affinità con quelli della bulimia, i soggetti infatti assumono, in un arco di tempo abbastanza ristretto, quantità di cibo spropositate, perdendo letteralmente il controllo sulle proprie azioni, passando indistintamente da cibi salati a cibi dolci senza prestare alcuna attenzione al gusto, o al senso di sazietà. La differenza fondamentale tra le abbuffate compulsive e la bulimia, è che i soggetti affetti da Binge Eating non cercano di eliminare il cibo ingerito provocandosi il vomito o ricorrendo a purgativi, per questo motivo, spesso, questo tipo di disturbo viene riscontrato in soggetti obesi. Naturalmente la frequenza e la consistenza delle abbuffate varia da soggetto a soggetto, ma in ogni caso esse avvengono anche in momenti in cui il soggetto non avverte un senso di fame, e sono sicuramente scatenate da un disagio psicologico, o un insoddisfazione esistenziale che si cerca di colmare con il cibo. Il pericolo maggiore per chi è soffre di “abbuffate compulsive” è senza dubbio quello di sfociare nell’obesità, con tutte i rischi che questa malattia comporta: problemi cardiovascolari, diabete, colesterolo o ipertensione arteriosa ,causa di ictus ed infarti. Anche per i soggetti che riescono a mantenere l’aumento di peso entro valori “normali”, però, l’avere un regime alimentare squilibrato può essere ugualmente dannoso per l’organismo. Un alta percentuale dei soggetti affetti da disturbi da alimentazione incontrollata sono donne, di età media se non addirittura adulta, che dopo aver sofferto per anni di questo disturbo si recano da uno specialista, di solito un dietologo, per ristabilire il loro peso. Questo dato evidenzia chiaramente come nei soggetti stessi non sia presente la consapevolezza, o meglio la volontà di ammettere, di soffrire di un disturbo di origine psicologica, ritenendo che il problema nasca semplicemente da un errato regime alimentare. Non è raro inoltre che questo disturbi si manifesti in soggetti che già soffrono di depressione, per questo motivo è importante che il dietologo, non si limiti a suggerire un regime alimentare corretto, ma indirizzi ed incoraggi il paziente ad intraprendere una terapia di tipo psicologico.

 
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