Dipendenza da dolci: sintomi, cause e rimedi.

Esiste davvero la dipendenza da dolci? Se si, quali sono i sintomi e cosa la scatena? E soprattutto, cosa si può fare per combatterla? Proviamo a rispondere queste domande per combattere questa dolcissima ma pericolosa schiavitù!

Dipendenza da dolci: sintomi, cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Rimedi
  5. Approfondimenti

Dipendenza da dolci: cos’è?

La dipendenza da dolci è il bisogno mentale e fisico di consumare con frequenza cibi e bevande ricchi di zuccheri!

Questa necessità può comparire da bambini e mantenersi per buona parte della vita, oppure può esordire in adolescenza o età adulta, magari a seguito di eventi scatenanti sul piano fisico oppure psicologico.

Entro certi limiti, l’essere golosi di dolci, non può e non deve essere considerato una patologia. Ma quali sono questi limiti?

Come si passa dalla sacrosanta acquolina in bocca davanti alla vetrina colorata ed invitante di una pasticceria, al non poter più fare a meno di mangiare notevoli quantità di zuccheri ogni giorno, per mesi o anni?

Cerchiamo di capire cosa succede, nel nostro corpo e nel nostro cervello, quando diventiamo dipendenti dai dolci.

Per farlo, tuttavia, occorre spiegare brevemente quali tipi di zuccheri esistono e cosa li differenzia.

Zuccheri semplici naturali: sono quelli presenti nella frutta (fruttosio e glucosio) ma anche nei latticini, sotto forma di lattosio (zucchero del latte).Hanno ottime proprietà nutritive, molte vitamine e minerali e vengono direttamente utilizzati dalle cellule per produrre energia. La presenza di fibre nella frutta e proteine nei latticini, ne rallenta l’assorbimento evitando pericolosi “picchi glicemici”, che vedremo più avanti.

Carboidrati complessi: sono ad esempio il pane, la pasta, il riso e pur non essendo dolci, contengono zuccheri e danno energia. Se non vengono introdotti in eccesso, non causano squilibri nell’organismo perché il corpo umano impiega tempo a scinderli in zuccheri semplici e dunque il glucosio da essi ricavato arriva alle cellule in modo più lento rispetto agli zuccheri raffinati.

Zuccheri semplici raffinati: parliamo dello zucchero per eccellenza, bianco a granelli più o meno fini, ovvero il saccarosio, ma anche di tutti i dolcificanti alimentari (glucosio, sciroppo di glucosio, destrosio, aspartame ecc.) pieni di calorie oppure ipocalorici ma comunque privi di sostanze nutritive vere e proprie. Li aggiungiamo al caffè o li usiamo per preparare i dolci fatti in casa. Questi zuccheri “cattivi” sono anche sapientemente nascosti nella maggior parte delle preparazioni industriali, dalle torte, ai biscotti, ai gelati. Causano aumenti improvvisi della glicemia ed il loro uso eccessivo e prolungato può creare problemi anche molto seri alla salute.

Sintomi: come si manifestano la dipendenza e l’ astinenza da zuccheri.

Chi non ne soffre probabilmente sta sorridendo.

Coloro i quali invece, più o meno consapevolmente, hanno un vero, potente e frequente bisogno di zuccheri e sono incapaci di gestirlo o controllarlo, sanno perfettamente cosa accade nella fase di dipendenza e cosa succede se si prova invece a fare a meno di mangiare o bere sostanze dolci: compaiono una serie di sintomi fisici e mentali, che la comunità scientifica ha dimostrato essere comparabili alle crisi d’astinenza indotte da droghe, nicotina o alcool.

I sintomi della dipendenza da zuccheri sono spesso nascosti e subdoli ma distinguono il semplice e comune golosone da quello che clinicamente viene detto “addicted”, cioè il “dipendente” vero e proprio. Vediamo quali sono.

  • Incapacità di controllare l’impulso a mangiare dolci dopo i pasti o in qualunque momento della giornata, persino di notte. Attenzione: non parliamo del fisiologico e semplice “desiderio” di una fetta di crostata ma di una vera e propria mancanza di controllo che ci spinge a mangiare dolci a stomaco pieno e pur volendo razionalmente evitare di farlo.
  • Mangiare dolci di nascosto. Sembra assurdo per qualcuno, eppure, quando le abbuffate di zuccheri incontrollabili, prendono il sopravvento, chi ne è “vittima” tende a vergognarsi, di fronte ad amici e parenti e finisce per dare sfogo al bisogno di zuccheri, di nascosto, lontano da sguardi indiscreti o “giudicanti”. Questo accade frequentemente anche in persone che non dovrebbero mangiare zuccheri, ad esempio, chi soffre di diabete e ci porta direttamente al prossimo sintomo.
  • Incapacità di controllarsi malgrado i problemi di salute, legati all’eccesso di zuccheri. Non vale per tutti, ovviamente. E non si parla del dessert dopo la cena al ristorante. Il riferimento, in questi casi, è a tutte le persone affette da patologie dismetaboliche, come diabete od obesità patologica. Le abbuffate di dolci in questi casi possono portare a stati di iper glicemia (eccessivo aumento di glucosio nel sangue) davvero pericolosi, se il corpo non è in grado di utilizzare e smaltire lo zucchero in eccesso.
  • Incapacità di controllare le quantità di zuccheri introdotti. I biscotti, in partcolare sembrano creati appositamente per farci perdere il controllo. Sono piccoli, si mangiano in un solo boccone...Avevi detto soltanto 3... ma arrivato all’ultimo, il limite che ti eri imposto sembra ridicolo: Perché non posso mangiarne 5? Il risultato è mangiarne una confezione intera, scatenando il sintomo seguente.
  • Senso di colpa. E’ un altro segno evidente del comportamento dipendente dagli zuccheri. La mancanza di controllo spinge a mangiare dolci, di nascosto ed in quantità smodate. Purtroppo però, se questo ci appaga per qualche decina di minuti, ben presto lascia il posto al senso di colpa. La sensazione di frustrazione e fallimento può arrivare, in casi estremi, a forme di disgusto vero e proprio verso se stessi, scatenando nel tempo disturbi alimentari come la bulimia.
  • Tentativi di giustificare le abbuffate zuccherine. Altro sintomo piuttosto tipico, per lenire il senso di colpa, è trovare tutte le possibili scuse al comportamento fuori controllo. Lo stress, la cena o il pranzo troppo miseri e qualunque altra ragione che renda plausibile e comprensibile il ricorso massiccio ai dolci, appena messo in atto.
  • Assuefazione agli zuccheri. Si è infine davanti ad una “dipendenza patologica” quando, l’abitudine di consumare dolci, così come l’abbiamo descritta fin qui, produce un effetto di “assuefazione” che spinge chi ne è colpito, a ricercare quantità di dolci sempre maggiori per raggiungere lo stato di forte benessere e soddisfazione prima descritto.

In tutti questi casi, durante e dopo l’assunzione di zucchero, il corpo e la mente ritrovano equilibrio, i sintomi si dissolvono (anche se solo momentaneamente) ed i sensi del “goloso patologico” risultano fortemente appagati.

Proprio questa sensazione di piacere e tranquillità crea il terreno ideale per il mantenimento della dipendenza.

I sintomi principali e più evidenti “dell’astinenza” da zuccheri sono:

  • Irritabilità e nervosismo anche estremi
  • Ansia
  • Iperventilazione
  • Vertigini
  • Ipersudorazione
  • Nausea
  • Sensazione di svenimento

Al di là delle occasionali abbuffate “consolatorie” di gelato o biscotti, quando si è stressati e frustarti per le ragioni più disparate (rapporti turbolenti con i genitori, liti con il partner o i figli, problemi di lavoro, ansia o noia), le cause della dipendenza e dell’astinenza da dolci hanno meccanismi biochimici veri e propri.

Cause: perchè si diventa dipendenti degli alimenti dolci e zuccherini.

Analizziamo quindi nel dettaglio tutte le condizioni che possono portare un soggetto a diventare materialmente dipenende dagli alimenti ricchi di zucchero.

La principale causa è l’alimentazione scorretta.

Un’alimentazione sregolata, priva o carente delle fibre contenute in frutta e verdura fresche e povera di proteine vegetali o animali magre, risulterà ricca di carboidrati e dolci!

Tutti gli alimenti che contengono zuccheri raffinati in grandi quantità, sono carenti di quei principi nutritivi (fibre, proteine, vitamine e minerali) in grado di rallentare la velocità di assorbimento dello zucchero stesso, da parte delle cellule.

Questo regime alimentare mantenuto nel tempo, crea una serie di squilibri a livello metabolico e biochimico, in molti organi e tessuti del nostro corpo, tra cui intestino e sistema nervoso centrale.

In dettaglio, si verificano 4 fenomeni che causano lo stato di dipendenza fisica da zuccheri:

  • Produzione massiccia di insulina. l livelli elevatissimi ed improvvisi di glucosio circolante (picchi glicemici), dopo il consumo di zuccheri sotto forma di cibi o bevante, stimolano il pancreas, un organo importantissimo dell’apparato ghiandolare e digerente, a produrre insulina. Questo ormone, una volta immesso nel sangue, fa in modo che il glucosio penetri nelle cellule del corpo, dove verrà utilizzato e dunque smaltito. Lo scopo finale è abbassare i livelli ematici di zucchero in modo che non siano pericolosi per la salute.
  • Ipoglicemia. A seguito di ogni picco glicemico, la produzione di insulina pancreatica è davvero massiccia. Questo provoca, nel giro di poco tempo, il rapido calo dei livelli di glucosio nel sangue. Sembra positivo, giusto? “...Se il glucosio in eccesso è dannoso, allora va abbassato rapidamente!” In realtà livelli eccessivi di insulina, producono uno stato di ipo-glicemia ovvero di eccessiva carenza di zuccheri nel sangue. Il nostro corpo allora, manda segnali potenti al cervello, dicendogli che occorre assumere di nuovo zuccheri, per colmare questa carenza! Si innesca un circolo vizioso in cui il bisogno di zuccheri (craving) diventa sempre più pressante.
  • Aumento eccessivo del rilascio di dopamina. La quantità abnorme di glucosio che improvvisamente arriva nelle nostre cellule, provoca il rilascio di potenti neurotrasmettitori cerebrali come la dopamina, capaci di dare forti sensazioni di soddisfazione, appagamento e dunque creare uno stato di buonumore e talvolta di euforia.
  • Alterazione dei meccanismi di regolazione cerebrali. Continui picchi di dopamina alterano la capacità cerebrale di valutare quanto zucchero serva davvero all’organismo, finendo per danneggiare in modo pericolosissimo anche le funzioni di autoregolazione dell’appetito e della sazietà.

In tal senso un famoso studio statunitense del National Institute of Health (NIH) pubblicato nel 2007, non solo stabilisce l’esistenza scientifica della dipendenza da zucchero ma anche che essa può essere comparata per sintomi ed effetti, alla dipendenza da droghe.

C’è poi la dipendenza mentale, quella che s’instaura a seguito del bisogno fisico di zucchero e della “capacità consolatoria” dei cibi dolci o del cioccolato, che contiene Anandamide (sostanza analoga alla Cannabis, capace di creare dipendenza anche psicologica).

In linea di massima, il rilascio continuo e anomalo di mediatori chimici nel cervello, endorfine e antidepressivi endogeni come la serotonina, capaci di dare forte benessere, felicità e sollievo, è ciò che accade a seguito dell’assunzione di droghe come la cocaina e le metanfetamine.

Ed è ciò che crea e rafforza continuamente il meccanismo alla base di qualunque tipo di dipendenza fisica e psichica.

Rimedi: cosa fare per non dipendere dai dolci?

Eccoci dunque al capitolo cruciale del nostro percorso alla scoperta del bisogno incontrollato di cibi e bevande dolci.

I rimedi vanno dalla modifica dei comportamenti, ai Fiori di Bach, alla psicoterapia nei casi più seri.

Quando il goloso non è più tale ma diviene un vero e proprio “zucchero dipendente” e se, per giunta, si stanno già manifestando i segni fisici dell’eccesso di zuccheri assunti quotidianamente, come ad esempio:

  • Sovrappeso
  • Obesità
  • Ridotta tolleranza al glucosio con conseguenti alterazioni della glicemia, anche a digiuno (valori di glicemia a digiuno superiori a 110 mg/dl)
  • Insulino resistenza, ovvero bassa risposta cellulare all’insulina

Allora è il momento di correre ai ripari!

Rimedi “comportamentali” alla dipendenza da zuccheri

Le indicazione pratiche e concrete per contrastare la schiavitù fisica e mentale da zucchero, possono riassunte in 3 passi, apparentemente semplici ma in realtà difficili da attuare e mantenere nel tempo.

Attenzione: in caso di intolleranza agli zuccheri, insulino-resistenza, diabete o gravidanza, così come in presenza di particolari patologie o forte obesità, occorre sempre far riferimento al medico specialista competente prima di modificare l’alimentazione o intraprendere qualunque tipo di attività fisica, specie se intensa.

Primo passo: Seguire un’alimentazione corretta

Come abbiamo già chiarito in precedenza, tutte le categorie alimentari sono fondamentali per una buona salute, anche i carboidrati e gli zuccheri.

Quello che è opportuno fare, dunque, non è eliminarli ma imparare a sceglierli.

Partiamo proprio dal nocciolo della questione, gli zuccheri!

Cosa evitare: eliminarli di colpo e totalmente. La crisi d’astinenza è sempre in agguato e porta con sé frustrazione e rabbia. Pensare che siano insostituibili e che non riusciremo mai a liberarcene.

Cosa fare: ridurre gradualmente gli zuccheri artificiali ed i cibi che li contengono, sostituendoli con alimenti dolci ma naturali, come la frutta fresca intera o frullata, italiana o esotica magari accompagnata da cereali integrali, oppure congelata sotto forma di sorbetto. Da provare anche leggermente tiepida (basta farla a pezzetti, aggiungere poca acqua e lasciarla andare in un pentolino antiaderente finché non si ammorbidisce) in modo che il fruttosio in essa contenuto risalti e contrasti con la freschezza e l’acidità, ad esempio, dello yogurt naturale.

Risultato: il cervello rieduca progressivamente i nostri sensi al piacere di mangiare cibi naturalmente dolci, accostandoli anche a sapori più aspri, acidi o pungenti, per fare il pieno di gusto!

Carboidrati

Cosa evitare: eliminarli totalmente dall’alimentazione, a meno che non sia un nutrizionista a consigliarlo. L’organismo non può fare a meno, per lunghi periodi, dei carboidrati!

Cosa fare: cominciare sostituendo il pane, la pasta ed il riso “bianchi”, con quelli integrali.

Questi carboidrati complessi vengono ridotti dal corpo a zuccheri semplici ma le fibre rallentano molto questo processo.

Da provare conditi con sughi freschi a base di verdure, dai peperoni, alle zucchine ai carciofi, le melanzane o la zucca, secondo stagione!

Risultato: sazi, soddisfatti, pieni di energia ma senza picchi glicemici! Anche quei tremendi colpi di sonno dopo i pasti a base di pasta o riso raffinati saranno solo un brutto ricordo!

Proteine

Importantissime, specie se di fanno lavori pesanti o attività fisica costante

Cosa evitare: esagerare con il consumo di carni, latticini o uova, soprattutto per non esagerare con i grassi animali.

Cosa fare: sostituire gli snack dolci a colazione, durante il giorno o la sera, con alternative gustose ma più sane. Un esempio? Al posto del cono gelato industriale, una bella coppa di ottimo yogurt naturale, arricchito da frutta fresca a pezzi, scelta tra le varianti di stagione o frutta esotica. Il tutto ingolosito dalla frutta secca: Noci, nocciole, mandorle e arachidi, possibilmente non sgusciate e non trattate, forniscono proteine, grassi “buoni” e soddisfano il palato.

Risultato: il sapore finale comunque dolce ma molto meno estremo, riabituerà progressivamente le papille gustative ed il cervello ad una dolcezza più naturale e più salutare, allentando poco alla volta il rapporto di dipendenza dagli zuccheri raffinati.

Fibre

Fondamentali per la salute.

Cosa evitare: nutrirsi solo di alimenti ricchi di fibre, dimenticando del tutto il gusto! Sano si ma non sostenibile nel lungo termine.

Cosa fare: una volta al giorno, sostituire una porzione di dolci, ad esempio a colazione, come spuntino o dessert serale, con una di cereali integrali ricchi di fibre tipo fiochi d’avena o crusca d’avena, ravvivati con frutta di stagione, con la buccia (mele, pere, susine, albicocche, pesche, frutti di bosco ecc.) latte scremato o yogurt naturale.

Una colazione superba, un pranzo veloce sul lavoro, invece del solito panino ma anche un piacevole spuntino la sera, al posto di una scatola di biscotti.

Da provare anche le insalate miste di verdure e frutta: lattuga, pomodori addolciti con mela, ananas o pesche, ad esempio!

Risultato: sapore dolce, possibilità di variare i gusti ed i colori in base alla stagione, sazietà, meno sonnolenza, più energia, intestino regolare e progressiva disintossicazione delle papille gustative dai potenti zuccheri artificiali!

Sarà l’organismo stesso a chiedervi di aumentare progressivamente questo tipo di pasto a discapito dei dolci!

Attenzione: modificando progressivamente il vostro regime alimentare, ricordatevi di ripulire casa dalle tentazioni! Riempite dispense e frigorifero di cereali e carboidrati integrali e frutta e verdura ma preparatele già pronte all’utilizzo!Se il peperone o l’ananas sono già sbucciati sarà più pratico e semplice aggiungerli all’insalata!

Secondo passo: Restare idratati

Prima di tutto bevendo acqua! Non si può avere uno stile di vita sano e neppure combattere la dipendenza da zuccheri, se ci si dimentica di bere acqua, fondamentale anche per raggiungere più velocemente il senso di sazietà o individuare i sapori troppo dolci.

Cosa evitare: cadere in tentazione con le acque aromatizzate o il thè freddo industriale! All’apparenza trasparenti e salutari, possono essere imbottiti letteralmente di zuccheri ed aromi artificiali e diventare anch’essi una fonte di dipendenza da dolci!

Cosa fare: se proprio non si riesce a bere l’acqua naturale allora berla aromatizzata da noi aggiungendo una spremuta di limone, lime, arancia o mandarino.

Idem per il thè freddo: preparalo in casa consente di scegliere l’aroma più gradito (limone, bergamotto, pesca e persino liquirizia, e dolcificarlo il minimo indispensabile! Con un po’ di limone spremuto, diventa una bevanda dissetante ed economica ideale in primavera!

E soprattutto occorre abituarsi o riabituarsi a bere acqua a stomaco vuoto e prima dei pasti o degli spuntini! Aiuta a saziarsi più in fretta e rieduca i sensi a riconoscere i sapori troppo dolci ed artificiali.

Risultato: liquidi in eccesso diminuiti, reni perfettamente funzionati ed anche pelle più giovane ed elastica ma soprattutto palato più sensibile ai sapori troppo dolci ed artificiali.

Evitare succhi di frutta e centrifughe come sostituti dell’acqua o della frutta.

Bere solo quelli di frutta al 100% e senza zuccheri aggiunti. La soluzione migliore e più economica è preparali da se!

Frutta di stagione ma anche verdure come zucchine, sedano, carote, finocchi, possono essere combinati per ottenere bevande con gradi di dolcezza modulabili a seconda del vostro gusto.

Puoi approfiondire i benefici dei centrifugati

Sono fonti eccellenti di liquidi, vitamine e minerali e, se assunti con costanza, possono essere un grandissimo alleato contro la dipendenza o l’astinenza dai gelati industriali e dai frappè del fast food!

Se vi piace la consistenza “smoothie”, basterà aggiungere al vostro succo o centrifuga, un paio di mele!

Risultato: ritrovata energia e potente disintossicazione dell’organismo ma anche enorme aiuto alle difese immunitarie. Vogliamo parlare anche dei soldi risparmiati per integratori alimentari di fibre o multivitaminici?

Terzo passo: fare regolare attività fisica

Tappa fondamentale per chiunque decida di rimettersi in forma fisicamente ma anche liberarsi dallo stress, dall’ansia e dalle dipendenze.

Tenere il corpo attivo e occupato è fondamentale anche per infondere energia positiva al cervello ed attenuare lo sconforto tipico di tutti i percorsi disintossicanti, dalla nicotina allo zucchero!

Non dimentichiamo che l’attività fisica provoca il rilascio di endorfine, mediatori cerebrali del buonumore e dell’appagamento!

Cosa evitare: iniziare l’attività fisica, specie se intensa, senza un’alimentazione adeguata, la giusta idratazione oppure a stomaco completamente vuoto!

Il rischio è quello di ipoglicemia con capogiri, debolezza ed il tipico buco allo stomaco che ci spinge verso la prima gelateria o pasticceria!

Cosa fare: qualunque tipo di sport, dalla passeggiata a passo svelto, al giro in bici, al nuoto alla corsa, meglio se nei momenti in cui solito arriva la voglia di dolci.

La mattina, in pausa pranzo, a fine giornata oppure, perché no, anche dopo cena, se quello è il momento in cui si subisce il richiamo della scatola di biscotti!

E’ importante fare la giusta scorta di energia, da 1 a 3 ore prima dello sport. Ideali banane e mele (meglio senza buccia in caso di intestino sensibile) ma anche pane, fette biscottate o crackers.

I carboidrati complessi, nello sport, sono molto importanti perché forniscono il glicogeno, ovvero il “carburante” muscolare per gli sforzi prolungati.

Il pasto successivo all’allenamento, invece, potrà integrare nutrienti e fibre con cibi integrali e frutta con la buccia, come suggerito prima.

Risultato: è evidente più o meno a tutti che chi pratica attività fisica regolare tende anche a mangiare in modo più sano!

I risultati sono spesso strabilianti: miglioramento delle funzioni cardiovascolari, riduzione del peso corporeo, migliore forma fisica, pensieri positivi, soddisfazione e soprattutto liberazione progressiva dalla schiavitù dell’accoppiata divano-dolci oppure PC-dolci o ancora TV-dolci.

Attenzione: questo percorso, non è semplice da mettere in pratica e mantenere nel tempo.Per maggiori possibilità di successo occorrerebbe dire No
  • A diete drastiche e poco realistiche
  • All’eliminazione improvvisa e totale degli zuccheri.
  • All’attività fisica estrema ed improvvisata dopo anni di sedentarietà!

Anche se le intenzioni sono le migliori, cambiamenti troppo drastici di stile di vita ed alimentazione, senza un controllo medico e/o sportivo possono portare a squilibri metabolici o traumi fisici e pertanto vanno evitati.Inoltre il rischio di fallimento e frustrazione è molto alto. Il segreto per seguire le regole che abbiamo citato prima, è procedere gradualmente, con buon senso ed a piccoli passi.Solo così le nuove abitudine potranno essere permanenti e sostenibili nel tempo, fisicamente e psicologicamente.

Fiori di Bach contro la dipendenza da zuccheri

In aiuto ai cambiamenti di alimentazione e abitudini di vita che abbiamo visto fin qui, anche i fiori vengono in soccorso.

Secondo la medicina alternativa, hanno la capacità di positivizzare stati d’animo e sentimenti negativi.

In particolare i principi attivi contenuti nei mix di fiori di Bach, assunti per qualche settimana e con costanza, possono interferire con la richiesta continua di zucchero da parte del corpo ma soprattutto della mente.

I fiori principali sono:

Crab Apple: è il fiore del Melo selvatico il cui olio essenziale è indicato per stati d’animo ossessivi e paurosi soprattutto rispetto alla forma fisica ed all’aspetto esteriore del corpo. In floriterapia infatti, sembra capace di convertire queste sensazioni negative in amore verso se stessi, accettazione del proprio aspetto e serenità.
Honeysuckle: il fiore del Caprifoglio, legato ai rimpianti ed al passato sarebbe capace, grazie al suo profumato e ricco olio essenziale di trasformare vecchi rimorsi in nuovi stimoli vitali.
St. John’s Worth: è il fiore giallo dell’Hypericum perforatum, i cui olii essenziali sono ideali nei casi di paure profonde e mancanza di controllo psichico, perché idonei a reindirizzare questi stati d’animo negativi verso altri positivi caratterizzati da maggiore forza e comprensione di sé.

Per la loro composizione e diluizione, è opportuno rivolgersi ad un esperto di medicine alternative oppure alle ormai numerose farmacie che trattano i Fiori di Bach.

Dipendenza da dolci: quando serve la psicoterapia

Parliamo di una minoranza di casi, senza dubbio.

Eppure quando lo zucchero diventa un’ossessione, una droga per il corpo e per la mente e quando questo interferisce con la normale quotidianità di una persona, rendendo impossibile concentrarsi, lavorare, studiare o persino riposare, allora diventa necessario chiedere aiuto allo psicologo.

Ciò accade più frequentemente in certi momenti della vita, come l’adolescenza, oppure in occasioni di traumi fisici o emotivi che portano a rifugiarsi nei dolci per trovare sollievo da stati di angoscia, rabbia, dolore o paura incontrollabili.

Sfortunatamente in questi casi, non è possibile eliminare tutte le potenziali fonti di zuccheri e neppure riuscire a seguire un regime alimentare adeguato.

I percorsi psicoterapeutici sono molti, dalle terapie comportamentali, all’ipnosi ed alla psicanalisi, e presentano affinità con quelli per combattere la dipendenza da alcool, droghe e nicotina.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Alessandra Cavallari (Medicina e Chirurgia - Laurea in Ostetricia)

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