Dieta oloproteica: schema, alimenti e menù di esempio.

La dieta oloproteica è un regime alimentare dietetico medico che si basa sul protocollo Blackburn, ovvero una dieta priva o povera di carboidrati e ricca in proteine. Si articola in tre fasi, la prima più drastica e le altre due man mano più complete. Vediamo nel dettaglio lo schema di tale dieta e gli alimenti che possono essere inseriti nel menù per godere di un dimagrimento veloce e della perdita di peso localizzata.

Dieta oloproteica: schema, alimenti e menù di esempio

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Schema
  3. Menù di esempio
  4. Vantaggi e svantaggi
  5. Controindicazioni ed effetti collaterali
  6. Approfondimenti

Dieta oloproteica: caratteristiche.

La dieta oloproteica, definita anche liposuzione alimentare per la sua azione sulle adiposità localizzate, è una tipologia di dieta, dalla durata di 21 giorni, utilizzata prevalentemente in ambito medico per il trattamento dei grandi obesi. Fu introdotta circa 20 anni fa dal Prof. Blackburn ed è stata ripresa e modificata in Italia intorno alla fine degli anni 90, dal Dott. Giuseppe Castaldo (responsabile dell'Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica del San Giuseppe Moscati di Avellino). La base teorica su cui poggia la dieta oloproteica è un regime alimentare povero o totalmente privo di carboidrati, con un aumento dell'introito proteico (da 1,2 a 1,5 g per kg di peso corporeo) per preservare la massa magra. Essendo un regime alimentare strettamente ipocalorico, che porta l'organismo in uno stato di chetosi (provoca cioè la formazione dei cosiddetti corpi chetonici a causa della privazione dei carboidrati), va sempre prescritta e seguita da un medico specializzato.

Come funziona? Le differenze con la blackburn.

La dieta oloproteica rappresenta quindi una modernizzazione del protocollo Blackburn, rispetto al quale presenta alcune modifiche tra cui:

  • Introduzione di una ridotta quota di carboidrati compresa tra 10 e 20 g al giorno e derivati solo dal fruttosio della frutta o degli ortaggi.

  • Introduzione di 10 g di lipidi derivanti esclusivamente dall'olio extravergine di oliva.

  • Introduzione di proteine per il 50% sotto forma di alimenti e per il restante 50% sotto forma di integratori.

  • Uso di aminoacidi e proteine purificate sia per mantenere l'apporto proteico corretto per non perdere massa magra, sia per stimolare la sintesi di GH (ormone della crescita).

  • Integrazione di sali minerali alcalinizzanti, per contrastare l'acidità data dalla chetosi, e di specifici sali minerali quali potassio, magnesio e calcio, che vengono persi a causa della chetosi.

  • Integrazione con omega 3, fruttooligosaccaridi (FOS) e drenanti a base di erbe.

  • Rieducazione alimentare basata sul protocollo della dieta mediterranea.

  • Durata di massimo 21 giorni

  • Prescrizione esclusivamente medica.

Grazie all'applicazione di queste regole la dieta oloproteica stimola i sistemi di lipolisi, cioè di distruzione dei grassi, agendo a livello ormonale. In particolare lo scopo di tale dieta è di diminuire la sintesi dell'insulina, un ormone a cui si correla la lipogenesi cioè la sintesi degli acidi grassi e il loro deposito nel tessuto adiposo, e aumentare la sintesi di GH, l'ormone della crescita, che invece stimola la lipolisi, la mobilizzazione dei grassi dal tessuto adiposo e il loro utilizzo come fonte energetica.

La dieta in pratica: schema ed alimenti

Vediamo adesso come si struttura una dieta oloproteica, quali sono gli alimenti che si utilizzano e le fasi in cui si articola la dieta.

La dieta oloproteica si articola in tre fasi principali, ognuna delle quali prevede l'assunzione di particolari tipi di alimenti. In particolare:

  • La prima fase ha una durata di 21 giorni e rappresenta la fase più drastica ma anche quella in cui si perde più peso. In questa fase si ha un apporto proteico derivante per il 50% da aminoacidi e proteine sottoforma di integratori, e per il 50% da alimenti di origine proteica quali carne bianca, pesce, pollo, fesa di tacchino, bresaola, uova. L'apporto di grassi è di massimo 10 g al giorno e quello di carboidrati di massimo 20 g, con la clausola che questi ultimi siano presi solo dal fruttosio presente in frutta e verdura.

  • La seconda fase ha una durata di 42 giorni ed è definita come dissociata integrata, ovvero è una dieta in cui si reintroducono in minima parte i carboidrati ma questi vanno consumati lontano dalle proteine, quindi in due pasti diversi.

  • La terza fase è quella in cui si reintroducono tutti gli alimenti nelle quantità stabilite dalla classica dieta mediterranea ed in cui si possono associare diversi macronutrienti nello stesso pasto.

Approfondisci come funziona la dieta mediterranea.

Stilare un vero e proprio menù di esempio per la dieta oloproteica non è possibile in quanto tale dieta è un atto medico e soltanto il medico può decidere le giuste proporzioni degli alimenti e le quantità individuali in base al singolo problema da trattare (stadio dell’obesità, patologie metaboliche concomitanti quali ipercolesterolemia o diabete e così via). Riportiamo quindi qui di seguito un esempio generico della prima fase della dieta oloproteica sottolineando che si tratta solo di esempi da non seguire senza l’ausilio del proprio medico.

Soggetto di esempio: maschio, 90 kg, 1,70 m di altezza

Fase 1:

Fabbisogno proteico generale: 90*1,5 = 135 g totali di proteine.

67,5 g di proteine = da assumere sotto forma di integratori nell’arco della giornata

67,5 g di proteine = da assumere sotto forma di alimenti a colazione, pranzo e a cena ad esempio:

60 g di bresaola (circa 16 g di proteine) a colazione + 100 g di merluzzo (20,9 g di proteine) a pranzo + 100 g di petto di pollo ai ferri a cena (30,2 g di proteine).

Tipologie di verdure e carboidrati vanno stabiliti dal medico in base ai casi.

Pro e contro della oloproteica.

Vediamo quali sono i benefici della dieta oloproteica, oltre alla perdita di peso, che possono farci prendere in considerazione questa tipologia di alimentazione. Vediamo anche gli effetti collaterali e le controindicazioni di questo regime alimentare.

I benefici.

La dieta oloproteica ha come beneficio primario quello di ridurre il grasso corporeo in eccesso e viene chiamata liposuzione alimentare poichè elimina le adiposità localizzate in particolare nella zona delle cosce, dei fianchi, dei glutei e della pancia. Oltre a questo la dieta oloproteica sembra anche utile per:

  • Ridurre i problemi legati alla sindrome premestruale, grazie alla stimolazione della sintesi di GH il quale avrebbe un effetto contrario a quello degli estrogeni e ne ridurrebbe pertanto gli effetti durante quel periodo.

  • Ridurre la ritenzione idrica ed i problemi correlati alla circolazione linfatica e venosa quali ad esempio gli edemi, il prurito agli arti inferiori e i crampi.

  • Riduzione della fame dopo circa 48 ore dall'inizio della dieta associata ad una condizione di euforia, tali effetti sono dovuti all'aumento dei corpi chetonici.

  • Perdita rapida di peso (dai 3 ai 4 kg di massa grassa a settimana, più precisamente dal 7 al 10% del peso di partenza iniziale), con mantenimento del tono muscolare e della massa magra.

  • Miglioramento della cellulite sia grazie all'azione lipolitica che all'azione sulla ritenzione idrica.

  • Inoltre la dieta oloproteica è utile per prevenire o trattare tutte le condizioni patologiche o sub patologiche legate all'obesità ed alla sindrome metabolica, ovvero diabete di tipo II, problemi cardiovascolari, problemi di pressione e alterazioni dell'assetto lipidico (colesterolo e trigliceridi).

Controindicazioni ed effetti collaterali di questa dieta.

La dieta oloproteica, essendo un regime alimentare molto restrittivo che provoca una condizione simil patologica come la chetosi, va prescritta solo ed esclusivamente da un medico competente. In alcuni casi risulta assolutamente controindicata come per esempio in gravidanza ed in allattamento, poichè è un regime alimentare non compatibile con queste due condizioni a causa della riduzione delle calorie. In tutti gli altri casi sarà il medico a valutare quando il paziente può sottoporsi a tale dieta e quando no.

Gli effetti collaterali sono per lo più legati allo stato di chetosi, e si possono così riassumere:

  • Spossatezza, mal di testa, giramenti di testa e sensazione di nausea. Questi effetti si verificano solitamente nelle prime 48 ore di trattamento, prima che si instauri la chetosi.

  • Alitosi, stipsi, emicrania, che si verificano solitamente dopo le 48 ore di trattamento.

Non sono riscontrati altri effetti collaterali o controindicazioni per la dieta oloproteica, purchè venga seguita per il tempo corretto.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)

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