Dieta del sondino con e senza sondino: come funziona, fasi e controindicazioni.

Scopriamo cosa è la dieta del sondino, vediamo come funziona, lo schema delle fasi ed i menù previsti nelle versioni con o senza sondino, i costi da affrontare ed i benefici e le controindicazioni che hanno diviso gli esperti in nutrizione, dietologi e nutrizionisti.

Dieta del sondino con e senza sondino: come funziona, fasi e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Come funziona?
    1. Versioni: con e senza sondino
  2. Quando si può fare?
  3. Schema delle fasi
  4. Quanto costa?
  5. Benefici
  6. Controindicazioni
  7. Le opinion degli esperti
  8. Approfondimenti

La dieta del sondino: come funziona la nutrizione enterogena.

La dieta del sondino, nata ad opera del Professor Cappello, è chiamata anche nutrizione enterale proteica o chetogena (Nep o Nec). E’ un sistema di dimagrimento pensato originariamente per i grandi obesi e perciò viene considerata più una terapia che un regime dietetico. Consiste nell’assumere per 10 giorni una miscela di aminoacidi ed elettroliti in forma liquida, al fine di preservare la massa magra ed eliminare la massa grassa attraverso l’induzione del meccanismo di chetogenesi. Gli aminoacidi vengono assunti o attraverso un sondino naso gastrico collegato a una pompa che li invia direttamente allo stomaco, o per via orale (senza sondino). L’instaurarsi della chetosi si ha dopo 2 – 3 giorni dall’inizio del trattamento e fa si che il paziente non avverta il senso di fame e che quindi dimagrisca e riesca a continuare la dieta nonostante non assuma cibi solidi, permettendo un dimagrimento molto veloce.

Solitamente alla miscela di aminoacidi si aggiungono anche farmaci per alleviare ulteriormente il senso di fame e per potenziare quindi l’azione dei corpi chetonici. Si somministrano inoltre lassativi per eliminare i liquidi in eccesso e favorire la perdita di peso e inibitori gastrici per evitare l’eccesso di acidità gastrica. La composizione della miscela aminoacidica è la seguente:

  • 1,4 g di proteine per chilogrammo di peso negli uomini (e la quantità scende a 1,2 g di proteine se si segue uno stile di vita sedentario
  • 1,2 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo nelle donne (in caso di sedentarietà la quantità scende a 1 g di proteine)

Il successo di questa dieta è legata al fatto che permette una rapidissima perdita di peso, circa un chilo al giorno, per cui il paziente risulta fortemente motivato ad andare avanti. Nonostante sia indicata come terapia nel trattamento dell’obesità, non tutti gli esperti sono d’accordo. Prevede una fase di dimagrimento e una di mantenimento e i cicli di Nec possono essere ripetuti più di una volta. Si tratta di un trattamento piuttosto costoso.

Le possibili versioni: con e senza sondino.

Esistono due versioni di questa dieta, una con il sondino, che è la vera e propria NEC, e una senza sondino.

  1. Tipologia con sondino: questa tipologia prevede l’utilizzo di un sondino naso gastrico che ha uno spessore di circa 2 – 3 mm, che viene fatto passare attraverso il naso per raggiungere poi lo stomaco. Al sondino sono collegate una sacca, contenente la miscela di aminoacidi associati eventualmente a farmaci, e una pompa la quale a intervalli regolari definiti dal medico, infonde lentamente questa miscela direttamente nello stomaco del paziente, sia durante il giorno che durante la notte. In questo modo il paziente non avverte il senso di fame, dimagrisce e ha un ostacolo “fisico”, rappresentato dal sondino, all’ingestione di cibo solido, ma può tranquillamente bere acqua e liquidi non zuccherati.
  1. Tipologia senza sondino: questa versione prevede una maggiore autogestione da parte del paziente il quale dovrà assumere la miscela di aminoacidi per via orale, durante l’arco della giornata ma non durante la notte. Gli aminoacidi vengono venduti in bustine da sciogliere in almeno due litri acqua e il paziente avrà da bere questi due litri di soluzione nell’arco della giornata. Non si devono mangiare cibi solidi ma si possono bere bevande non zuccherate.

Durante il trattamento non è necessario sospendere le terapie farmacologiche.

E’ importante invece che durante i giorni di trattamento il paziente limiti il più possibile l’attività fisica, perché non vi sono le energie necessarie per sopportare un tale sforzo.

In quali casi si può fare ricorso alla NEC?

Questa dieta va seguita solo sotto stretto controllo medico e non è adatta a tutti. Spesso viene considerata come ultima terapia da provare per dimagrire prima di passare alla chirurgia bariatrica (chirurgia dell’obesità) ma ultimamente viene utilizzata anche per quei casi di sovrappeso in cui la terapia alimentare e comportamentale non abbia dato risultati.

Non è adatta invece a coloro che soffrono di:

  • Insufficienza renale
  • Diabete di tipo I dipendente da insulina
  • Ulcera gastrica o duodenale
  • Problemi cardiovascolari
  • Colesterolo e trigliceridi alti

Le controindicazioni all’utilizzo in questi soggetti si hanno perché questo tipo di nutrizione potrebbe portare ad un aggravarsi delle patologie. Non è inoltre adatta a bambini, adolescenti e soggetti giovani, e donne in gravidanza o allattamento, perché non fornisce tutti i nutrienti necessari.

La fasi in cui si sviluppa la dieta.

Vediamo adesso come funziona praticamente questa dieta, le analisi da eseguire, i costi e il procedimento di inserimento del sondino.

Il programma base prevede essenzialmente due fasi che però possono diventare tre in base al tipo di cura che si segue:

  • Fase di chetogenesi: dura circa 10 giorni durante i quali il paziente può assumere solo e soltanto la miscela aminoacidica e acqua o bevande non zuccherate. Questa fase è una fase di dimagrimento rapido, si può perdere dal 7 al 10% del peso corporeo in 10 giorni, in particolare la donna perde tra il 6 e l’8% del proprio peso iniziale, mentre l’uomo tra il 7 e il 9%.
  • Fase di mantenimento: in questa fase il paziente dovrà seguire una dieta equilibrata che verrà elaborata dal medico caso per caso e che consentirà di continuare a perdere peso e a mantenere i risultati ottenuti con la terapia proteica.

Approfondisci quale è il fabbisogno nutrizionale giornaliero per l'organismo e come strutturare una dieta che rispetti le giuste proporzioni tra i nutrienti.

Esiste una terza fase, intermedia tra la fase di chetogenesi e quella di mantenimento, che prevede di fare, dopo i dieci giorni di assunzione degli aminoacidi, due settimane di terapia mista, associando cibi solidi alle bustine di aminoacidi. Durante questa fase la quantità di proteine verrà fornita per il 50% da alimenti solidi come carne o pesce e per il 50% da bustine di aminoacidi. Si passerà poi definitivamente alla fase di mantenimento. I cicli di nutrizione enterale, con o senza sondino, possono essere ripetuti più volte in base al peso che è necessario perdere e sempre alternandoli alla fase di mantenimento. Sia che la si segua con il sondino sia che la si segua senza sondino è fondamentale l’apporto di almeno due litri d’acqua al giorno per eliminare le scorie azotate che si formano per l’assunzione di aminoacidi.

Analisi cliniche per valutare l’idoneità a questo tipo di alimentazione.

Dal momento che più che di dieta si debba parlare di terapia è necessario che prima di procedere il paziente esegua una batteria di esami del sangue, in particolare:

  • Esami di valutazione della funzionalità renale come azotemia,uricemia e creatinina
  • Esami di valutazione della funzionalità epatica come le transaminasi e l’elettroforesi delle proteine
  • Emocromo completo
  • Glicemia
  • Esame delle urine

Successivamente il medico procederà con l’inserimento del sondino che verrà effettuato in ambulatorio senza anestesia e il paziente dovrà bere un bicchiere d’acqua mentre il medico inserisce il sondino. Non è una procedura dolorosa ma si può avvertire un leggero fastidio e nei giorni seguenti la sensazione di avere qualcosa in gola, ma i fastidi scompaiono in breve tempo.

Per coloro che invece non utilizzeranno il sondino il medico consegnerà le bustine contenenti la miscela di aminoacidi. Al paziente, con sondino o senza, verrà inoltre fornito un diario in cui dovrà annotare ogni giorno i chilogrammi persi, la sensazione di fame in una scala da 0 a 10 e il livello di corpi chetonici, che si rileva mediante un tampone da bagnare con l’urina.

Quanto costa questa dieta? I costi medi della terapia con e senza il sondino.

Il costo di tali procedure varia in base al medico a cui ci si rivolge ma in generale abbiamo:

  • Per la terapia con sondino il costo oscilla tra 370 e 250 euro che comprendono visita iniziale ed esami, inserimento del sondino, visita finale e miscela di aminoacidi. I cicli successivi hanno un costo inferiore, intorno ai 190 euro. La pompa viene fornita in comodato d’uso, pagando una cauzione di 300 euro che verrà poi restituita al momento della riconsegna.
  • Per la terapia senza sondino il costo è di 140 – 120 euro che comprendono la visita e gli esami iniziali, la visita finale, la miscela di aminoacidi e la dieta di mantenimento.

I Benefici della dieta del sondino.

Benefici e controindicazioni della dieta del sondino

I benefici della dieta del sondino sono da ricondurre alla rapida perdita di peso che si verifica nell’arco di dieci giorni. Per una persona gravemente obesa questa perdita di peso può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Inoltre evita che la persona obesa si sottoponga alla chirurgia perché in condizioni di obesità un intervento chirurgico potrebbe essere molto rischioso per la vita del paziente. I benefici si ottengono anche in coloro che sono semplicemente in sovrappeso perché comunque i chili di troppo vengono persi preservando allo stesso tempo la massa magra. I benefici però sono a lungo termine soltanto se il soggetto è intenzionato a cambiare radicalmente il proprio stile di vita e di alimentazione poiché perdere i chili in eccesso con questa dieta e poi continuare a mangiare come prima fa si che i benefici della dieta vengano vanificati.

Controindicazioni, rischi ed effetti collaterali.

Gli effetti collaterali di questa dieta sono dovuti sia alla chetogenesi, sia all’alimentazione con la sola miscela di aminoacidi, sia nel caso di sondino, all’introduzione del sondino. In particolare si possono riscontrare:

  • Nel caso di terapia enterale con sondino questo può provocare crampi e dolori addominali, bruciore, senso di vomito, e nei casi più gravi ulcere e perforazione della parete addominale.
  • L’induzione della chetosi provoca alito cattivo, acidosi metabolica, mal di testa, senso di nausea, vomito, alterazione nell’equilibrio elettrolitico, specialmente del potassio, con conseguenti problemi cardiaci.
  • Un’alimentazione a base di proteine può provocare alterazioni renali ed epatiche in quanto questi organi deputati all’eliminazione delle scorie azotate che si producono dalle proteine vengono messi sotto sforzo.

Le opinioni degli esperti.

La dieta del sondino ha sicuramente diviso gli esperti in nutrizione e molti dietologi e nutrizionisti hanno espresso la loro opinione contraria a tale regime alimentare. La FeSIN (la federazione delle società italiane di nutrizione che riunisce ben sei società che si occupano della materia) ha messo in evidenze delle considerazioni molto importanti.

  • Non è vero che la somministrazione di miscele aminoacidiche preserva la massa magra, anzi ne favorisce la distruzione perché l’apporto in grammi di aminoacidi non è sufficiente ad evitare il catabolismo muscolare derivante dal digiuno.
  • La promessa di perdere peso in maniera rapida senza seguire una dieta corretta basata soprattutto sull’educazione alimentare potrebbe comportare la comparsa di disturbi alimentari.
  • Dal punto di vista di macro e micronutrienti la dieta è totalmente squilibrata, mette a rischio il cuore per la quantità eccessiva di potassio ematico che crea e le ossa perché vengono demineralizzate per la mancanza di calcio.

Secondo gli esperti inoltre questa dieta non sarebbe nemmeno una terapia contro l’obesità perché non ha lo scopo di sviluppare la coscienza alimentare che manca agli obesi. Pertanto la maggior parte degli esperti la sconsiglia vivamente.

Esperienze dirette: le opinioni di chi ha provato la dieta del sondino.

Abbiamo visto come gli esperti in nutrizione non siano d’accordo con questa dieta. Ma cosa ne pensa chi ha provato questa dieta in prima persona? Quali sono i risultati dell’esperienza diretta? Sono emersi diversi aspetti comuni:

  • Il sondino è fastidioso nei primi giorni, si ha la sensazione di avere un corpo in gola, inoltre la pompa che si deve tenere costantemente collegata provoca nei primi giorni un senso di disagio specialmente quando si esce da casa e si viene “osservati”.
  • Dormire con il sondino risulta estremamente fastidioso.
  • Si avvertono alito cattivo, debolezza, e stanchezza, oltre a sconforto e demotivazione nonostante la perdita di peso, e questo limita fortemente la vita sociale.
  • Ha un costo elevato.
  • La perdita di peso è evidente e rapida.
  • Se non si cambia stile di vita si riprendono i chilogrammi persi e cambiare lo stile di vita risulta più difficile che tenere il sondino per 10 giorni.
  • Si avverte il desiderio di mangiare anche i piatti meno appetitosi.
E’ chiaro che ognuno di noi è in grado di valutare la propria situazione personale e scegliere di conseguenza. E’ anche vero però che quando si incontrano grosse difficoltà nella perdita di peso, opzioni di questo tipo si fanno subito particolarmente allettanti. Quello che sembra più importante è quindi trovare dei validi punti di riferimento, medici esperti e affidabili che ci consiglino la via migliore da tentare e chissà che così non si riesca anche nel tentativo di intraprendere uno stile di vita più sano e armonico.

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Margherita Mazzola (Biologa nutrizionista) - Silvia Barcellona



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