Correre per dimagrire.

L'articolo riporta una breve guida sul trucco da sera, da cosa serve alla base del trucco, dal trucco degli occhi al trucco della bocca.

Correre per dimagrire

Correre per dimagrire. Quest’espressione, che quasi risuona come un diktat nella nostra mente, racchiude l’emblema della nostra esistenza: perdere peso e mantenersi in forma.

Con il sopraggiungere della bella stagione, sono in molti che, scarpe ai piedi e lettore mp3 alle orecchie, armati delle migliori intenzioni, sperano di eliminare con il sudore quei chiletti in più accumulati durante l’inverno.

Molto spesso, il tempo e la fatica spesi nell’allenamento non ricompensano e, trascorse le prime settimane, non si ottengono i risultati sperati: i chili in più continuano a rimanere indisturbati sull’addome e i buoni propositi vengono soventemente abbandonati.

Purtroppo in pochissimi riescono a raggiungere le due settimane di allenamento; il 60% dei neo atleti abbandona l’intento dopo il primo mese, il 40% dopo due mesi.

L’allenamento ideale.

Per dimagrire ed ottenere buoni risultati con la corsa è essenziale scegliere un tipo di allenamento aerobico.

L’allenamento aerobico è quello che avviene in presenza di ossigeno, sfruttando le riserve energetiche del nostro organismo: l’ossigeno che si produce con una corsa di intensità medio bassa, dopo i primi venti minuti di corsa, brucia il grasso accumulato come fonte energetica.

Correre e rimanere nell’ambito di un allenamento anaerobico non serve, invece, a perdere peso.

L’allenamento anaerobico, che avviene in assenza di ossigeno, infatti, sfrutta dapprima lo zucchero presente nel sangue e poi il glicogeno e le proteine dei muscoli, creando come materiale di scarto l’acido lattico.

Corsa all’aria aperta o trenta minuti di tapis roulant non fa differenza, ciò che conta è un’attività costante e non troppo faticosa: soltanto in tal modo riusciremo ad assottigliare quel fastidiosissimo strato adiposo in più.

Jogging: i vantaggi.

La corsa costante e duratura, si sa, arreca un’innumerevole quantità di benefici al nostro organismo: a cominciare dalla circolazione cardiaca e dalle sue prestazioni che vengono notevolmente migliorate, grazie alle sostanze vasodilatatrici che vengono prodotte durante la corsa e che agiscono sui muscoli e sulle arterie. Grazie a queste sostanze, i vasi arteriosi si dilatano consentendo al sangue un flusso più fluido e annullando la resistenza dei vasi al passaggio del circolo sanguigno. Ottimo rimedio per chi soffre di ipertensione arteriosa, la corsa limita o annulla il rischio delle cosiddette malattie della sedentarietà (trombosi, ictus).

Una buona corsa aumenta l’ossigenazione del nostro organismo e riduce la quantità di zuccheri nel sangue: una sana attività sportiva è particolarmente indicata per chi soffre di diabete perchè, prelevando lo zucchero come fonte di energia, ne riduce il suo tasso nel sangue.

Uno studio recentissimo ha dimostrato che 45 minuti di corsa per 5 giorni alla settimana, per un periodo di tempo di 6 mesi, influisce positivamente sull’HDL - il colesterolo buono - che funge da riduttore dell’ LDL - il colesterolo cattivo - che si accumula lungo le pareti dei vasi sanguigni ostruendone il passaggio.

Oltre a ridurre la cellulite e i sintomi della stanchezza, la corsa ha un effetto benefico sull’umore: l’attività fisica alza il livello della serotonina, l’ormone del benessere, ed abbassa quello del cortisolo, l’ormone dello stress.

Grazie all’attività fisica si combattono e si riducono lo stress e l’ansia.

Lo stress è la diretta conseguenza delle catecolamine prodotte dalle ghiandole surrenali che fanno aumentare la frequenza dei battiti del cuore; l’attività fisica stimola la produzione di endorfine, miranti a contrastare i sintomi dell’ansia e dello stress.

Qualche svantaggio non manca.

Se per un’infinità di motivi il jogging è un’attività salutare e benefica, per almeno due categorie di persone è, invece, uno sport pericoloso: le persone in sovrappeso e chi non riesce a camminare per almeno due ore.

In questi soggetti, infatti, mancano i presupposti fondamentali all’allenamento, manca cioè la predisposizione fisica.

Le regole fondamentali per un approccio corretto alla corsa.

Da evitare...

Chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di attività, deve partire da un presupposto fondamentale: mai abusare delle proprie forze e delle proprie potenzialità. Come in tutti i campi, bisogna crearsi dei piccoli traguardi, aumentare gradualmente chilometraggio e tempo, per non incorrere nell’esatto effetto contrario.

E’ necessario evitare di correre:

  • quando si è troppo stanchi o si ha dormito poco;
  • quando si versa in uno stato cagionevole di salute (anche un banale mal di testa o un raffreddore possono essere nocivi);
  • in giornate troppo calde o, al contrario, in giornate troppo fredde;
  • su strade sconnesse, che potrebbero affaticare di più e mettere sotto inutile sforzo i tendini.

Il decalogo d’oro: le dieci regole da tenere a mente.

  • La corsa non deve mai essere affannosa, ma lenta e di media intensità: con una corsa stupidamente affannosa o una gara in velocità, si rischierebbe soltanto di sottoporre ad uno sforzo sovrumano il nostro organismo.
  • L’intensità della corsa è equilibrata se ci consente di parlare mentre corriamo: questo è sintomo dell’ossigeno che non viene a mancare.
  • Una corsa efficace non può durare meno di trenta minuti: dobbiamo infatti ricordare che, per iniziare a bruciare le prime quantità di grassi, occorrono venti minuti di attività aerobica.
  • Bisogna allenarsi almeno tre volte alla settimana, intervallate da un giorno di riposo: in attività di questo tipo il recupero ed il riposo sono fondamentali per il ripristino delle funzioni organiche.
  • Molto importante è lo stretching che prepara l’organismo all’allenamento.
  • La parola chiave è: bere molto. Preferire l’acqua agli integratori di sali minerali.
  • Indossare non solo scarpe belle esteticamente, ma scarpe comode e funzionali: esistono in commercio scarpe specifiche da running, per l’appunto, con suole confortevoli e adattabili alla pianta del piede.
  • Correre preferibilmente a digiuno.
  • Praticare l’ attività fisica al mattino.
  • Reintegrare i sali minerali persi con una sana nutrizione post-corsa: un bicchiere di succo d’arancia e delle proteine (uova, carne, bresaola) costituiscono il fabbisogno necessario per il recupero organico.

Esistono, poi, delle tabelle che servono a calcolare i quantitativi di kcal bruciate per ogni ora di allenamento, in relazione al proprio peso corporeo: è stato stimato che un’ora di jogging sia sufficiente a bruciare 7, 5 kcal. Con un piccolo calcolo saremo, quindi, in grado di calcolare le calorie che abbiamo bruciato, cronometrando la durata della nostra corsa.

La postura ideale per una corsa senza rischi.

Non esiste una postura standard da adottare durante la corsa: esistono dei piccoli accorgimenti per cercare di ridurre al minimo i fastidi post allenamento, i piccoli dolori che solitamente si avvertono il giorno dopo.

Tra questi:

  • I muscoli del collo devono essere completamente rilassati.
  • La testa deve essere in posizione fissa, non troppo avanti nè troppo indietro.
  • Le spalle devono essere decontratte e rilassate.
  • Il busto deve essere leggermente inclinato in avanti.
  • Il piede perfettamente aderente al suolo.
  • Le ginocchia non devono mai essere portate troppo in alto e non si deve mai correre sulla punta dei piedi;
  • E’ indispensabile una minima coordinazione del movimento delle gambe con quello delle braccia.

Consigli e suggerimenti.

Nella fase post-allenamento, ci si potrebbe trovare di fronte a dolori e piccoli inconvenienti che è bene saper affrontare.

Conseguenza diretta dell’allenamento sono i crampi, spia di una carenza di sali minerali che sono stati espulsi con il sudore: sarà sufficiente un reintegro con l’alimentazione giusta, tanta acqua ed un massaggio tonificante per far sparire il dolore.

I dolori alle cosce e ai polpacci, che solitamente si avvertono il giorno successivo all’allenamento, spariscono in brevissimo tempo e da soli, se abbiamo seguito alla perfezione gli accorgimenti poc’anzi descritti.

In ogni allenamento che si rispetti, è importante misurare la frequenza cardiaca massima di ciascun individuo.

La frequenza cardiaca massima si calcola molto facilmente con la formula: 220 - età dell’individuo.

E’ importante tenere a mente questi dati: in un’attività fisica media - lenta non bisogna superare il 60% della propria frequenza cardiaca massima; in un’attività fisica più veloce non bisogna mai superare il 75-80%.

E’ bene, infine, ricordare che non è solo sufficiente correre e praticare attività fisica costante: per dimagrire è necessario seguire scrupolosamente una dieta sana ed equilibrata.

Soltanto le due cose, messe insieme, potranno farci ottenere i risultati tanto desiderati.

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