Contrazioni in gravidanza.

Contrazioni in gravidanza

Le contrazioni sono degli spasmi, di diversa intensità, che si presentano con maggiore o minore frequenza durante tutto i periodo della gravidanza. Sono un fenomeno fisiologico normale, quindi non c’è bisogno di allarmarsi se si presentano anche durante il primo trimestre di gestazione.

Da cosa sono causate le contrazioni?

Movimenti dell’utero che appunto, si contrae, sono alla base delle contrazioni. Questi movimenti sono dovuti all’effetto dell’ossitocina, un ormone peptidico che stimola la muscolatura liscia dell’utero. Le fibre muscolari, per effetto dell’actina e della miosina, si accorciano, generando movimenti, e questo provoca la comparsa di dolori al basso ventre.

Nel corso della gravidanza la produzione di ossitocina aumenta, ed il corpo reagisce con più intensità, fino ad arrivare al momento della rottura delle acque e alle contrazioni pre-parto, il cui scopo è quello di adattare il collo dell’utero alla nascita del bambino. Ci sono però diversi tipi di contrazioni, che non compaiono solo nel momento del travaglio, e che possono essere dovute a diversi motivi.

Le false contrazioni.

È molto frequente che durante la gestazione si avvertano sensazioni dolorose all'addome e al basso ventre. Queste possono essere causate sia da contrazioni uterine, ma anche da problemi intestinali, come ad esempio la stitichezza. Può capitare di provare fitte di lieve entità dolorosa che colpiscono lateralmente l’addome e arrivano fino all’inguine. Non portano conseguenze negative sul bambino, e possono essere causate e accentuate da particolari movimenti o dalla necessità di fare pipì. Ricordiamo sempre che durante la gravidanza il corpo si modifica, per cui la pressione sulla vescica, mano a mano che ci si avvicina al fatidico nono mese, a causa dell’ingrossamento dell’utero diventa più difficile da sopportare.

Le contrazioni di Braxton-Hicks.

Tra le false contrazioni esistono quelle dette di “Braxton-Hicks”, dal nome del medico che primo le identificò nel 1872, John Braxton Hicks. Sono facilmente riconoscibili in quanto possono essere paragonate senza grossi margini d’errore ai dolori mestruali. Soprattutto dal terzo mese in poi queste contrazioni, che arrecano dolori di scarsa intensità, sono il segno che l’utero si sta preparando al momento della nascita, allargandosi per venire incontro alle necessità del feto. Possono essere causate dai primi movimenti del piccolo dentro la pancia della mamma, ma anche da sforzi eccessivi e dallo stress. Si consiglia quindi alla futura mamma di fare un pò di attenzione, evitando ad esempio di portare buste della spesa pesanti o di prendere in braccio spesso un eventuale altro figlio.

Queste contrazioni non sono solitamente pericolose, sono di breve durata e aritmiche, compaiono in maniera sporadica e possono essere mitigate con del semplice riposo e del relax. E’ sempre buona norma comunque avvertire il ginecologo, sopratutto se a questi piccoli dolori si accompagnano perdite di sangue, anche lievi: potrebbe essere il segnale che qualcosa nella gravidanza non sta andando per il verso giusto. Avvertire per tempo il dottore può evitare ad esempio la nascita di bambini prematuri o il verificarsi di aborti.

Le vere contrazioni.

Quando il momento del parto si avvicina ecco comparire le vere contrazioni, quelle che segnalano l’inizio del travaglio. L'utero ha aumentato la sua capienza, passando a più di cinque litri, per cui quando iniziano le contrazioni si può sentire la pancia indurirsi, e si percepisce come una sensazione di peso al basso ventre. Possono iniziare anche qualche giorno prima del parto, e oltre a preparare il corpo servono anche per preparare il nascituro, facendo in modo di eliminare dal suo corpo il liquido amniotico e attivando le funzioni che serviranno per vivere al di fuori del corpo materno. Quando le contrazioni assumono un carattere di ritmicità è il momento di recarsi in ospedale. E’ possibile prendere il tempo semplicemente posando una mano sull’addome e sentendone i movimenti, prendendo il tempo con un qualsiasi orologio a lancette. Le prime contrazioni, che segnano l’inizio del travaglio, durano circa trenta secondi e si presentano ogni trenta minuti. Diventano via via sempre più lunghe e si presentano ad intervalli sempre più brevi, prima ogni quarto d’ora per poi arrivare alla fine a contrazioni della durata di un minuto o più che si presentano ogni cinque-tre minuti. Il dolore si fa più intenso e si estende a lombi e reni, e cresce progressivamente da una contrazione all’altra, segnando l’allargarsi del collo dell’utero. Quando questa dimensione sarà compatibile con quella della testa del bambino allora inizierà la fase espulsiva del parto.

Il momento del parto.

Non abbiate paura di non riconoscere le vere contrazioni da quelle finte: la differenza nell’intensità e nella durata è palesemente riconoscibile, e anche se state dormendo vi sveglierete senza dubbio.

Non pensate oltretutto che dalla prima contrazione non avrete tempo per arrivare in ospedale: potrebbero volerci ore prima che il bimbo nasca.




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