Chitosano: funziona per dimagrire? Benefici e controindicazioni.

Il chitosano è una sostanza ricavata dalla chitina, presente nel guscio dei crostacei, la cui principale caratteristica è quella di ridurre l'assorbimento dei grassi a livello intestinale. Proprio per questo viene utilizzato per dimagrire, ma funziona? Analizziamo i benefici e le controindicazioni di questo polimero impiegato in ambito farmaceutico ed industriale!

Chitosano: funziona per dimagrire?  Benefici e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. A cosa serve?
  3. Funziona per dimagrire?
  4. Benefici
  5. Controindicazioni ed effetti collaterali
  6. Formulazioni e dosaggio
  7. Approfondimenti

Che cos’è il chitosano?

Probabilmente, chi è sovrappeso ha già sentito parlare del chitosano, elemento che deriva dalla chitina, un componente dell'esoscheletro dei crostacei (cioè gamberi, aragoste, granchi e via dicendo) simile alla cellulosa, tramite processo di deacetilazione (eliminazione di un gruppo acetile). Questa sostanza, chiamata anche “magnete del grasso”, fu scoperta casualmente in Francia già agli inizi dell’Ottocento ed è oggi ampiamente usata in vari campi.

Chimicamente, il chitosano è un polisaccaride formato da due monomeri, legati tra di loro mediante un legame beta (1,4) glicosidico. Inoltre, è un prodotto biocompatibile (cioè può essere metabolizzato dall’organismo senza problemi), anallergico, atossico e biodegradabile, con caratteristiche antibatteriche e di scarsa permeabilità all'ossigeno, il che lo rende resistente all’ossidazione. Attualmente esso è al centro dell'attenzione per le sue presunte proprietà dimagranti, che ne hanno incrementato la produzione e la vendita da parte delle industrie farmacetiche. Ma in quali altri modi può essere utilizzato? Vediamolo insieme!

A cosa serve questa sostanza estratta dai crostacei.

 Il principale meccanismo di azione del chitosano risiede nella capacità di legare, grazie alla sua composizione chimica, i grassi e le sostanze oleose in generale, favorendone l'eliminazione, pertanto viene utilizzato per diverse preparazioni chimico-farmaceutiche. Nello specifico è usato:

  • Nelle diete dimagranti e nel settore “benessere”: come già detto, per la sua proprietà di ridurre l'assorbimento dei grassi, il chitosano è ampiamente sfruttato per la preparazione di integratori volti a favorire la perdita di peso e nei piani alimentari degli sportivi (per esempio, di chi pratica body-building e deve ridurre al minimo i grassi). Si stima che questo polimero sia in grado di assorbire una quantità di grassi superiore a 4-6 volte il suo peso, ma non vi sono conferme scientifiche su tale dato.

  • In cosmesi: ha effetti idratanti ed è scarsamente permeabile all'ossigeno, impedendo a quest'ultimo di svolgere la sua azione ossidante. Per tale motivo si utilizza nella preparazione di creme anti-età per il viso e per il corpo, prodotti per capelli, come gli shampoo, e per la cura delle unghie, ma anche in altri campi della cosmetica.

  • Nell’industria farmaceutica: il chitosano viene utilizzato per migliorare l'efficienza dei farmaci, in quanto una sua aggiunta alla composizione fa sì che il principio attivo sia veicolato meglio; grazie alle sue proprietà bioadesive (aderisce, cioè, al tessuto biologico) è utile anche per la preparazioni di soluzioni oftalmiche, orali e nasali.

Il tuo obiettivo primario è perdere peso? Vuoi saperne di più sul chitosano utilizzato nel campo del benessere, per la preparazione di integratori volti a migliorare la qualità della vita e a favorire il dimagrimento? Nel prossimo paragrafo, ci occuperemo proprio di questo!

Approfondisci quali sono gli altri integratori che aiutano a perdere peso.

 Ma funziona davvero per dimagrire?

Secondo molti esperti del settore, assumendo questa sostanza per via orale mediante appositi integratori, si riduce l’assorbimento dei grassi ingeriti con la dieta. Il chitosano, infatti, si lega ai grassi per poi avvolgerli in una sorta di involucro gelatinoso, fino a che diventano parzialmente indigeribili e vengono eliminati con le feci. In questo modo si limita, di conseguenza, l'accumulo di tessuto adiposo e ciò risulta molto utile in caso di obesità.

Sembra, inoltre, che l'utilizzo di integratori contenenti questa sostanza possano anche diminuire il senso di fame, compresa quella nervosa! Tali prodotti di integrazione alimentare possono contenere chitosano naturale oppure un composto comprendente anche altre sostanze, che paiono potenziarne gli effetti. Le principali sono:

  • Fucus: si ricava da un'alga, ha la capacità di accelerare il metabolismo e pertanto rafforza il potere dimagrante del chitosano. Nel caso in cui si soffra di problemi tiroidei, in particolare di ipertiroidismo, o di pressione alta, gli integratori combinati di queste due sostanze non vanno assunti perché possono aggravare i disturbi, aumentando l'attività della tiroide o causando un peggioramento dell’ipertensione.

  • Vitamina C: l'acido ascorbico è noto a tutti per le sue proprietà antiossidanti e sembra che, assunto insieme al chitosano, ne potenzi l'attività di inibizione dell'assorbimento dei grassi. Perché non approfittarne?

  • Acido idrossicitrico: si estrae da una pianta, la Garcinia Cambogia, ed ha molte proprietà utili per chi vuole dimagrire, tra cui quella di evitare che gli zuccheri assunti con la dieta si trasformino in grassi. Combinato al chitosano, quindi, costituisce un rimedio anti-obesità molto valido!

In verità, attualmente, non vi è la conferma scientifica sulla funzione dimagrante del chitosano, anzi, numerose teorie la mettono fortemente in discussione. Comunque, trattandosi di studi ancora in corso, non si è giunti ad un'univoca sentenza, ma piuttosto si ritiene che tale sostanza derivata dalla chitina sia efficace solo se viene affiancata ad un'alimentazione ipocalorica e all'attività fisica regolare.

 I benefici per la salute di questo polimero.

Gli stessi motivi che sembrano fare del chitosano un valido alleato nelle diete dimagranti, fanno sì che esso sia anche molto indicato per mantenere l’organismo in buona salute! Difatti, grazie ad esso è possibile:

  • Tenere sotto controllo ipertensione, ipercolesterolemia e trigliceridi alti: per la sua efficacia bruciagrassi il chitosano, oltre a far perdere peso, aiuta ad abbassare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue.

  • Combattere la stitichezza: in quanto simile alla cellulosa, questa sostanza ha una struttura fibrosa che sembrerebbe renderla adatta alla prevenzione ed al trattamento della stipsi. Però, il suo ruolo in tale ambito è tutt'ora controverso poiché alcuni soggetti accusano un aggravamento della stitichezza assumendo prodotti a base di chitosano, mentre altri ne ricavano un buon effetto lassativo. Insomma, la questione è ancora aperta!

  • Abbassare alcuni importanti parametri ematici: sembra che il chitosano sia in grado di ridurre i livelli di glicemia, acido urico e di creatinina, sebbene non sia ancora chiaro in che modo avvenga, e pertanto potrebbe risultare utile nei casi di insufficienza renale o di iperglicemia, come terapia di supporto.

Ma non finisce qui! Il chitosano viene impiegato anche in altri modi e in particolari settori dell’industria, vuoi sapere quali?

Conosci gli altri usi del chitosano?

Per le sue singolari caratteristiche chimiche il chitosano può essere usato in attività industriali che richiedano specifiche capacità purificanti, resistenti e antibatteriche. Ad esempio, esso trova vasto utilizzo:

  • Nel trattamento delle acque reflue: questa sostanza, avendo la capacità di eliminare le impurità e le sostanze oleose, rende le acque pulite e riutilizzabili più volte.

  • Nell’industria cartaria: la carta diventa più resistente se trattata con il “magnete del grasso”.

  • Nell'industria agricola: per trattare i semi e i frutti, si sfruttano le proprietà antibatteriche e di scarsa permeabilità all'ossigeno del chitosano.

  • Nelle industrie tessili: questo polisaccaride serve per migliorare la qualità della tinteggiatura dei tessuti.

  • Nella produzione di imballaggi per uso alimentare e nella preparazione di strumenti sterili come garze o bendaggi: in questi campi è utile per via delle caratteristiche antibatteriche a anallergiche.

A questo punto possiamo passare alle “dolenti note”, ossia gli effetti collaterali della sostanza che finora abbiamo tanto decantato. Ne parliamo proprio nel prossimo paragrafo!

 E gli effetti collaterali? Scopriamo i “contro” del derivato della chitina.

Dopo tanti lati positivi, veniamo ora al rovescio della medaglia: l'assunzione di integratori a base di chitosano, infatti, può provocare degli effetti collaterali, talvolta anche molto seri. Tra questi possiamo citare:

  • Carenze nutrizionali: il chitosano può interferire con l'assorbimento delle vitamine, in particolare quelle liposolubili (A, E, K e D), di acidi grassi essenziali come omega 3 ed omega 6, e di alcuni minerali, provocando carenze nutrizionali e malassorbimento di macro e micro nutrienti. Per tale motivo, si raccomanda un'assunzione continua di questa sostanza per un tempo inferiore a tre mesi.

  • Interazione con i farmaci: il chitosano può interferire anche con l'assorbimento di alcuni farmaci quali antidiabetici, anticoagulanti, ipocolesterolemizzanti, anticoncezionali e altri, riducendone quindi l'efficacia poiché viene assunto meno principio attivo. Dunque, se segui qualche terapia farmacologica, meglio consultare il medico, prima di prendere iniziative in questo senso!

  • Disturbi gastrointestinali: dopo l'assunzione di chitosano possono manifestarsi sintomi di tipo gastrointestinale come meteorismo, sensazione di gonfiore allo stomaco, nausea, costipazione. Anche in questo caso, il tuo medico saprà consigliarti nel modo migliore!

  • Problemi cutanei: talvolta il chitosano può provocare problemi a livello cutaneo come orticaria, prurito, eruzioni cutanee. Normalmente questi disturbi spariscono da soli abbastanza in fretta, ma se ciò non dovesse succedere rivolgiti subito al tuo medico!

Questi sopraelencati sono i possibili effetti collaterali derivanti dall’assunzione di prodotti a base di chitosano, ma esistono soggetti ai quali essi sono proprio sconsigliati?

Che controindicazioni ha il chitosano?

Per quanto si possa considerare una sostanza innocua, il chitosano non è adatto a tutti. Difatti, vi sono alcuni casi particolari in cui la sua assunzione è fortemente sconsigliata, come per esempio:

  • Gravidanza e allattamento: gli integratori a base di chitosano vanno evitati dalle donne che attendono un bambino o allattano poiché spesso in tali prodotti sono presenti tracce di metalli pesanti, quali mercurio, arsenico, piombo, rame e ferro, molto nocivi per la crescita e lo sviluppo del feto, nonché per la salute del neonato, in cui potrebbero verificarsi reazioni di ipersensibilità.

  • Accertata allergia ai crostacei: tutti gli allergici ai crostacei non dovrebbero, per cautela, assumere chitosano. Sebbene, infatti, tale sostanza sia estratta dai gusci di gamberi, granchi, aragoste e crostacei in generale, può comunque contenere tracce degli allergeni responsabili della reazione anafilattica in soggetti predisposti.

  • Assunzione di farmaci salvavita: chi assume questi medicinali necessari per la sopravvivenza, in caso di emergenza o di patologie gravi (ad esempio, l’insulina per i diabetici o gli antidoti per alcuni veleni), non deve prendere integratori di chitosano poiché questi potrebbero interferire con l'assorbimento del farmaco e provocare spiacevoli conseguenze.

Se ti riconosci in una di queste situazioni, tieniti alla larga dal chitosano per sfuggire ai rischi! Altrimenti, non puoi assolutamente perdere il prossimo paragrafo!

 Informazioni pratiche sull’assunzione del “magnete del grasso”.

 Come già detto, il chitosano si trova in commercio sotto forma di integratori, che però possono essere di numerose tipologie e avere prezzi diversi proprio per accontentare tutti. Vuoi scoprire le modalità di assunzione di tali prodotti e soprattutto le dosi giornaliere consigliate?

Questi preparati sono solitamente acquistabili in compresse, tavolette o capsule. Non ne esiste uno migliore dell'altro in termini assoluti e, per scegliere quale acquistare, ti suggeriamo di rivolgerti al tuo erborista o farmacista di fiducia, il quale saprà consigliarti l'integratore più adatto a seconda dell’obiettivo che desideri conseguire.

E i prezzi? Sono variabili, in quanto vanno da un minimo di 8 euro per una scatola da 60 compresse, ad un massimo di 27-30 euro per confezioni da 200 capsule. La dose giornaliera efficace, ad esempio, per la riduzione del colesterolo è di circa 3 g ed in generale si consiglia di assumere circa 1-1,2 g di chitosano al giorno, in base alla posologia delle singole compresse, che dipende dalla casa produttrice. Le compresse vanno assunte preferibilmente 10 minuti prima dei pasti principali, insieme ad un bicchiere d'acqua.

Ora che abbiamo un quadro più o meno completo, possiamo finalmente tracciare un bilancio complessivo sull’argomento, importante non solo per coloro che hanno dei chili di troppo!

In conclusione...

Alla fin fine, che si può dire del chitosano, una sostanza davvero ricca di sorprese, sia usata da sola che combinata ad altre?

Al di là degli studi ancora in via di svolgimento, di certo il “magnete del grasso” non fa miracoli per la linea, come del resto nessun integratore alimentare, ma può aiutare molto, soprattutto se abbinato a una dieta corretta e alla pratica di uno sport!

Le controversie sulla sua reale efficacia dimagrante sono tuttora nel vivo, ma gli usi che se ne possono fare sono talmente tanti che è comunque consigliabile averlo a disposizione e beneficiarne quando si presenti la necessità! Non lo pensi anche tu?

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)- Dott.sa Luigia Torrusio

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