Caviglie gonfie, cosa fare? Cause e rimedi.

Quali sono le cause delle caviglie gonfie e doloranti. Approfondiamo quali sono i rimedi per contrastare il problema che il più delle volte viene visto come un semplice inestetismo ma che realtà può nascondere origini serie legate a problemi di cuore o di ritenzione idrica.

Caviglie gonfie, cosa fare? Cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause non patologiche
  3. Cause patologiche
  4. Rimedi naturali, farmacologici e chirurgici
  5. Prevenzione
  6. Approfondimenti

Come si presentano le caviglie gonfie?

La caviglia, importante articolazione che si frappone tra la gamba e il piede, può essere soggetta per cause diverse a gonfiore. Quest’ultimo si manifesta come un ingrossamento che talvolta può essere accompagnato da dolore e pigmentazione rossa o violacea della pelle. Questo fenomeno tende a colpire in maniera particolare le donne, che più degli uomini, sono soggette alla ritenzione idrica ovvero ad un ristagno dei liquidi nell’organismo i quali tendono a localizzarsi in specifiche zone del corpo. Ci sono poi anche precisi periodi dell’anno o momenti del giorno in cui tale problema si presenta con una frequenza maggiore, ad esempio in gravidanza a causa degli ormoni, o alla sera dopo un’estenuante giornata di lavoro. Ma quali sono le cause che generano turgore e gonfiore alle caviglie?

Gonfiore e dolore alle caviglie: semplice predisposizone genetica o campanello d’allarme?

Come abbiamo detto, spesso si tende a sottovalutare il gonfiore alle caviglie, classificandolo come un semplice disagio estetico. Sebbene in alcuni casi possa realmente essere cosi, in quanto il gonfiore dipende esclusivamente da fattori temporanei e di passaggio, vi sono casi in cui il gonfiore può essere campanello d’allarme di disturbi e patologie più gravi, ecco perchè, soprattutto se le caviglie iniziano a gonfiarsi con certa frequenza, sarebbe bene non sottovalutare il problema ed indagarne le origini.

Vediamo quindi cosa può portare gonfiore e dolore alle caviglie partendo dalle cause comuni e fisiologiche fino ad arrivare alle patologiche.

Cause transitorie o legate a fattori esterni.

Ci sono situazioni di gonfiore alle caviglie che non dipendono da alcuna malattia o condizione clinica ma che sono il risultato di fattori esterni e hanno carattere non permanente.

Ad esempio alcune di esse seguono il normale processo fisiologico delle donne.Possono infatti presentarsi in prossimità del ciclo mestruale o nella menopausa.

Nel primo caso, gli estrogeni e il progesterone, ormoni con capacità vasodilatatorie, sono particolarmente elevati e pertanto provocano un maggiore ristagno di liquidi in eccesso. Questi ultimi tendono a depositarsi, a causa della gravità, principalmente nelle parti inferiori del corpo e dunque anche nelle caviglie.

Durante la menopausa, invece, è comune l’uso di farmaci atti alla sua regolazione i quali tra gli effetti collaterali annoverano la tanto fastidiosa ritenzione idrica che induce non solo le caviglie a gonfiarsi ma molto spesso crea una situazione di affaticamento e dolore.

Quali zone colpisce la ritenzione idrica e come porvi rimedio? Puoi approfondire il tema.

Altre cause non fisiologiche ma comunque legate a fattori esterni e quindi di carattere non patologico e temporaneo sono:

  • L’uso di particolari farmaci come gli Alfa - Bloccanti, per curare la pressione arteriosa, possono provocare gonfiore alle caviglie, in quanto abbassano la pressione ingrossando e dilatando le arterie.
  • Un altro farmaco il cui effetto collaterale può agire a danno delle caviglie, aumentandone il volume, è il cortisone. Quest’ultimo appartiene alla categoria dei farmaci glucocorticoidi e come tale stimola la maggiore presenza di zucchero nel sangue. Gli effetti, si può immaginare, sono gli stessi che si verificano in caso di diabete.
  • Infine, una situazione in cui un ingrossamento delle caviglie non dovrebbe destare troppa preoccupazione, è nella stagione estiva. Infatti il caldo e il sole, comuni vasodilatatori, provocano e non di rado l’insorgere di questo problema.

Circolazione venosa: come capire se è una causa temporanea o permanente?

La prima causa di gonfiore agli arti inferiori e non solo, è senza dubbio un’insufficiente circolazione venosa: se vi è assenza di movimento muscolare (dovuto ad una vita troppo sedentaria o alle troppe ore passate in piedi), il sangue circola a stento nelle caviglie, provocando un ristagno che porta ad un aumento della pressione venosa.

Quest’ultima, quando è più elevata, permette il passaggio dei liquidi plasmatici, i quali non essendo stati drenati a dovere dal sistema linfatico, si accumulano nei tessuti dando origine ad un edema, cioè ad un gonfiore. Sebbene una circolazione venosa non funzionale sia molto spesso indice di disturbi e patologie va comunque detto che in alcuni casi questa può essere condizionata da fattori esterni come una faticosa giornata di lavoro se ad esempio si è stati troppo tempo in piedi o troppo seduti, un lungo viaggio in aereo dove purtroppo si è costretti a stare troppo tempo in una posizione in cui è impossibile alzarsi, tutte condizioni in cui il sangue non può circolare correttamente e quindi si determina gonfiore e dolore.

Naturalmente in questi casi la cattiva circolazione ed il conseguente gonfiore sono classificabili come temporanei e non legati a patologie.

Diverso è il caso in cui la condizione di insufficienza circolatoria diventa patologica come quando si è in presenza di flebite (infiammazione di una vena), trombosi (accumulo di piastrine, fibrina e altre cellule ematiche a danno di arterie, capillari e vene che ne provocano l’ostruzione) e vene varicose (situazione in cui le vene perdono il loro consueto aspetto per apparire ingrossate, dilatate e nodose) sono alla base di caviglie gonfie e a volte anche rosse se non addirittura violacee.

Ma come fare a capire se i problemi di circolazione sono circostanziali o patologici?

Per farlo è sufficiente effettuare un esame specifico, l’ eco-doppler, per vedere se si riscontrano anomalie nella struttura dei vasi sanguigni e del flusso ematico, nel caso di esito negativo per evitare il gonfiore alle caviglie sarà sufficiente modificare alcuni abitudini di vita e mettere in atto dei comportamenti preventivi, mentre se l’esame dovesse mostrare delle anomalie potrà essere necessario intervenire con rimedi specifici per evitare gonfiore e dolore.

Cause di origine patologica.

Cause delle caviglie gonfie

In altri casi invece il gonfiore può dipendere da situazioni patologiche più o meno gravi, vediamole nel dettaglio:

  • Anche problemi legati al cuore possono essere all’origine di caviglie gonfie ad esempio se ci troviamo al cospetto di uno scompenso cardiaco. In questo caso il cuore, trovandosi in una situazione di affaticamento, opera con minor forza rilasciando di conseguenza minor quantità di sangue nell’organismo e meno ossigeno. Quest’ultimo stenta ad arrivare alle parti più periferiche del nostro corpo, favorendo in tal modo un ristagno di liquidi ed un ingrossamento delle caviglie.E’ una condizione questa che si presenta, in chi è malato di cuore, con una certa frequenza e colpisce in modo particolare gli anziani in cui i disturbi cardiaci sono avvertiti con maggiore intensità.
  • Il cattivo funzionamento del fegato provoca il mancato rilascio di una sostanza proteica, l’albumina, la cui funzione è quella di regolare la giusta ripartizione dei liquidi nell’organismo. Dunque, mancando di una supervisione da parte dell’albumina i liquidi corporei si distribuiscono in maniera del tutto incontrollata con una concentrazione maggiore nelle caviglie.
  • Nei pazienti affetti da diabete, l’edema alle caviglie è una conseguenza di ciò che la malattia potrebbe provocare a danno dei reni. Infatti l’accumulo di zuccheri nel sangue, se non tenuto sotto controllo, può determinare l’incapacità da parte dell’albumina di svolgere la sua funzione. Una bassa affluenza di albumina nelle urine indica il non corretto funzionamento dei reni che non riescono a filtrare adeguatamente i liquidi. Ciò comporta un accumulo di scorie nel sangue e ritenzione idrica. Cause, queste, di caviglie gonfie e doloranti.
  • Altra causa delle caviglie gonfie è il cattivo funzionamento della tiroide che rallenta il metabolismo, in generale di tutto l’organismo e quindi anche dei liquidi, che come abbiamo visto, stagnandosi, sono causa di gonfiore.
  • Il rallentato metabolismo, eccessi alimentari, mancata attività fisica sono all’origine di una patologia seria che è l’ obesità. Quest’ultima, come sappiamo, non comporta soltanto un disagio estetico, ma anche e soprattutto disfunzioni a livello cardiovascolare e circolatorio. Dunque, non è inusuale, che in una situazione del genere anche le caviglie possano risentirne diventando grosse, rosse e doloranti come non è inusuale che tale condizione si presenti molto di frequente.
  • Gonfiore e dolore alle caviglie possono essere anche dovuti ad una particolare patologia delle articolazioni, gotta, un’ infiammazione che per l’appunto si manifesta con gonfiore, dolore e rossore, accompagnato a volte da febbre e spossatezza.
  • Un danno delle articolazioni si può verificare anche con una distorsione. In tal caso è inevitabile la comparsa di un edema e di dolore alla caviglia, effetto non altro del trauma subito.
  • Ci sono poi situazioni molto più gravi, come ad esempio un tumore, in cui gonfiore e dolore alle caviglie, possono essere un malessere correlato o purtroppo una normale conseguenza.

Alcuni casi particolari: anziani, bambini, gravidanza e allattamento.

Oltre quelli elencati fino ad ora esistono, poi casi particolari, come la gravidanza per una donna o l’arrivo della vecchiaia, in cui tale condizione è una normale e dovuta conseguenza del periodo di vita che ci si trova ad affrontare. In gravidanza, infatti la presenza di caviglie gonfie sembra essere quasi inevitabile a causa di un aumentato peso corporeo, che rende le gambe più stanche; di un aumentato numero di ormoni di progesterone, che ricordiamo essere un vasodilatatore; di un aumentato flusso sanguigno, atto al nutrimento del feto, che comporta un carico maggiore per le vene e, infine, a causa di un aumentato volume nelle dimensioni dell’utero, che pressa così sui vasi sanguigni presenti nelle gambe impedendo la normale circolazione. Non bisogna spaventarsi se tale situazione si protrae anche in fase di allattamento. Le motivazioni per la quale si verifica sono le stesse della gravidanza e tendono a scomparire una volta che ci si rimette completamente in forma.

Cosa fare per combattere il gonfiore delle caviglie in gravidanza? Alcuni rimedi naturali possono fare la differenza: una sana alimentazione priva di grassi e zuccheri, bere molta acqua, dormire con i piedi alzati, fare lunghe e piacevoli passeggiate e utilizzare creme a base di ippocastano, vite rossa e centella asiatica aiutano a sentirsi meglio. Attenzione invece a tutti gli altri rimedi naturali, in gravidanza infatti non tutto è permesso ed anche prima di mettere in pratica rimedi naturali è sempre meglio consultare il proprio ginecologo.

Negli anziani la comparsa di un edema alle caviglie può essere il risultato di patologie tipiche dell’età senile (diabete, pressione arteriosa, disfunzioni cardiache o renali). In tal caso è bene seguire le indicazioni del medico circa la giusta cura farmacologica che non solo curerà la malattia ma avrà di certo ripercussioni positive anche sulle caviglie ingrossate e molto spesso sofferenti.

Infine non è insolito riscontrare nei bambini la presenza di caviglie gonfie. In tal caso è molto meno probabile che ci si trovi in presenza di patologie serie, piuttosto potrebbe essere causa di distorsioni o punture di insetti, che non di rado provocano fenomeni di allergia in soggetti sensibili come i bambini. E’ sempre opportuno però richiedere un consulto specialistico del vostro medico curante, per non escludere qualsiasi tipo di evenienza.

I rimedi per combattere il gonfiore alle caviglie: erbe naturali, massaggi e farmaci.

A seconda dell’intensità e della frequenza con cui le caviglie si gonfiano è possibile scegliere tra diversi rimedi per cercare di ridurre il gonfiore e fare in modo che questo non si ripresenti, vediamo nel dettaglio i più efficaci.

Rimedi naturali.

Questa tipologia di rimedi aiuta a prevenire il gonfiore e in alcuni casi anche a risolverlo. Ad esempio:

  • Aiutatevi con degli integratori a base di ippocastano, il quale grazie alla presenza dell’escina che rende meno assorbenti le pareti delle vene, previene il gonfiore. L’ippocastano lo si trova in erboristeria anche nelle vesti di tintura madre (se ne consiglia l’assunzione tre volte al giorno. Venti gocce disciolte in mezzo bicchiere d’acqua) ed essiccato in semi per la preparazione di tisane (da assumere tre volte al giorno, dopo i pasti).
  • Anche l’edera può essere utilizzata nei casi di cattiva circolazione. Preparando un decotto con le sue foglie si ha un risultato positivo nel combattere la ritenzione idrica, e di conseguenza evitando l’accumulo di liquidi nell’organismo è possibile non incorrere nel fastidioso problema delle caviglie gonfie.
  • Potete impiegare altresì alcune gocce di Vitis vinifera, ricca di principi attivi, in particolar modo di tannini. Sono proprio quest’ultimi che migliorano la resistenza capillare ed impediscono la formazione di edemi.
  • Utile risulta essere allo stesso modo la Centella asiatica, pianta con effetto drenante che aiuta il corpo ad eliminare le tossine grazie alla presenza di flavonoidi e terpeni.
  • Sono da menzionare anche i bioflavonoidi (vitamina P), che aiutano molto contro i problemi circolatori.

I pediluvi e i massaggi per caviglie doloranti.

I pediluvi come i massaggi possono essere considerati dei validi palliativi che aiutano nel dare sollievo alle caviglie gonfie e pesanti.

  • Per quanto riguarda il pediluvio é consigliato fare un’idroterapia mettendo i piedi in acqua tiepida con l’aggiunta di sale grosso per circa 10 minuti. Trascorso tale periodo camminate per ancora 10 minuti.
  • Riguardo invece l’automassaggio praticatelo disegnando con le dita dei movimenti rotatori che partono dal basso verso l’alto, magari utilizzando delle creme specifiche. E’ bene sapere però che in presenza di vene varicose qualsiasi tipo di massaggio è da evitare, in quanto la pressione delle dita potrebbe provocare la rottura delle vene con rischio di trombosi.
  • Esiste poi il linfodrenaggio. Si tratta di un massaggio, manuale o meccanico, che ha lo scopo di riattivare la circolazione linfatica e favorire il riassorbimento dell’edema. Per sottoporsi a queste sedute bisogna recarsi in un centro estetico o dal dermatologo; il trattamento costa intorno € 50, 00 e va ripetuto due volte la settimana per un mese. Occorre poi continuare con una seduta di mantenimento al mese.

Chirurgia estetica e farmaci.

La chirurgia estetica come la terapia farmacologica possono rappresentare, qualora il medico lo suggerisca, una soluzione definitiva del problema, e sono particolarmente utili quindi nel caso in cui le caviglie gonfie e doloranti dipendano da cause di origine patologica.

  • La liposcultura (liposuzione) rientra nelle possibili soluzioni per sconfiggere il gonfiore alle caviglie qualora si tratti però di semplice grasso in eccesso. In tal caso ci si avvale della chirurgia estetica ed il costo è di circa € 2000.
  • C’è poi la laserlisi. Essa consiste nell’eliminazione del grasso superfluo mediante l’uso di energia laser semplicemente inserendo una fibra ottica microscopica nei cuscinetti adiposi delle caviglie. Il costo è sui € 750, 00.
  • Qualora ci si voglia affidare alla farmacologia esistono per l’appunto dei medicinali che aiutano a sconfiggere il gonfiore alle caviglie. Ovviamente in questa sede non offriamo alcuna indicazione di carattere sanitario. A tal proposito è giusto rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Come prevenire gonfiore e dolore alle caviglie? Il movimento, l’alimentazione e gli indumenti.

Il movimento come una giusta ed equilibrata alimentazione e l’uso di indumenti adeguati possono contribuire a migliorare notevolmente le condizioni tanto patologiche quanto momentanee relative alle caviglie gonfie.

  • Fare sport, qualunque tipo di sport va sempre bene. Nel nostro caso è importante però che si tratti di un tipo di ginnastica basata maggiormente sul movimento di gambe e caviglie. Praticatelo almeno trenta minuti al giorno per cinque giorni la settimana. Se impegni di lavoro o familiari vi impediscono di praticare dello sport, ritagliatevi un po’ di tempo per fare delle lunghe passeggiate, sollevandovi spesso sui talloni in modo da stimolare la circolazione.
  • Nei momenti di relax poi, quando siete sdraiati o seduti, roteate spesso le caviglie, allungate le punte dei piedi e piegate il ginocchio. Ripetete quante più volte potete.
  • Quando siete a letto distesi sarebbe opportuno avere un rialzo sotto i piedi, in modo da favorire il flusso del sangue al cuore.
  • Evitate l’uso del sale nei cibi, favorisce la ritenzione idrica. A tal proposito sono da evitare anche gli insaccati e i cibi in scatola.
  • Mangiate frutta e verdura che contengano vitamina C (albicocche, arance, fragole, frutti di bosco, kiwi, pompelmo rosa e mirtilli) che rinforzano le pareti delle vene e arginano la filtrazione dei liquidi stagnanti.
  • Bevete molto. E’ sempre consigliato bere almeno otto bicchieri di acqua al giorno. Aiutatevi anche con tisane a base di ippocastano, centella asiatica e uva. Ma anche con altre tisane dal potere diuretico e drenante.
  • Se siete in sovrappeso cercate di perdere qualche chilo. Abbiamo visto come i grassi in eccesso e l’obesità siano cattivi compagni di vita.
  • Evitate indumenti troppo stretti che impediscono la corretta circolazione sanguigna.
  • Utilizzate delle calze elastiche a compressione graduata sulle caviglie, in modo da facilitare il riassorbimento dei liquidi plasmatici non drenati.
  • Evitate l’utilizzo dei tacchi a spillo o delle ballerine, il tacco perfetto da utilizzare deve essere sui 3 cm.

Supervisione: Collaboratori: Dott.sa Dott.sa Elisabetta Tranchese



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