Bulimia: sintomi, cause e conseguenze del disturbo

La bulimia nervosa è uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, caratterizzato dalla presenza di abbuffate e condotte di eliminazione di vario tipo. Tale patologia è molto complessa, può comportare conseguenze molto gravi, anche fatali. Analizziamo i sintomi, le cause e le possibili terapie per uscire dal tunnel..

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Sintomi fisici
  3. Sintomi psicologici
  4. Cause
  5. Conseguenze
  6. Diagnosi
  7. Terapie

Cos’è la bulimia nervosa?

La bulimia è un disturbo alimentare che si caratterizza per il ciclo abbuffata- espulsione del cibo ingurgitato.

I soggetti che ne soffrono tendono a presentare un quadro tipico: sono spesso tristi, annoiati, si sentono soli o inutili e per questo mangiano fino quasi a scoppiare, per poi sentirsi terribilmente in colpa; presentano inoltre una autostima molto bassa e tendenze compulsive.

Il rapporto con il cibo, infatti, spesso rispecchia il modo di affrontare la vita e le interazioni sociali.

L’arrendevolezza già sperimentata nella vita si ritrova a tavola, dove ogni 3-4 giorni il bulimico mangia fino a sentirsi male. A quel punto la pesantezza fisica e il senso di colpa spingono a mettere in pratica “condotte di eliminazione” (vomito, digiuno, sport eccessivo o abuso di lassativi), facendo instaurare un circolo vizioso.

Nessi e differenze tra la bulimia e le altre patologie alimentari: anoressia e disturbo d’alimentazione incontrollata.

La bulimia nervosa presenta alcuni punti in comune con altri tipi di disturbi del comportamento alimentare ed, in particolare, con l’anoressia e con il Disturbo d`Alimentazione Incontrollata.
  • Bulimia e Anoressia: il legame tra le due patologie è tale che inizialmente la bulimia era considerata come una variante dell`anoressia, in cui si presentava un`alimentazione caotica. La principale differenza tra le due forme sta nella presenza frequente di abbuffate nella BN. In ogni caso le due forme spesso si presentano congiuntamente, a tal punto che esiste una forma di anoressia definita bulimica, in cui, a seguito di una eccessiva restrizione alimentare, si cade nelle abbuffate, con conseguenti comportamenti di eliminazione e o dieta ancora più restrittiva, che innesca un circolo vizioso.
  • Bulimia e Disturbo d`Alimentazione Incontrollata (DAI): entrambi i disturbi sono caratterizzati delle abbuffate di cibo. L`abbuffata consiste in un episodio in cui, in un periodo di tempo limitato, 2-3 ore, un individuo mangia una quantità di cibo ingente, superiore a quella che una persona “normale” riuscirebbe a mangiare nello stesso intervallo di tempo. Durante questi episodi il soggetto non mangia per fame o per desiderio di quegli alimenti, ma semplicemente per il bisogno di riempire un vuoto e placare l`ansia. Durante questi raptus, infatti, i soggetti mangiano di tutto e possono tranquillamente passare da cibi dolci a salati nel giro di pochi minuti. In ogni caso le differenza tra i due disturbi sono molteplici: nel DAI le abbuffate sono difficilmente delimitabili, potendo durare anche intere giornate, mentre nella BN hanno una durata di qualche ora; nel DAI non è presente una dieta ferrea tra le abbuffate e i comportamenti di compenso (vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici, digiuno e attività fisica eccessiva) sono solo saltuari, inoltre la magrezza e il peso non sono molto rilevanti e vengono vissuti con meno angoscia rispetto alla BN. I bulimici, infatti, cercano sia di risolvere che di nascondere il problema. Questi soggetti non solo premeditano il momento in cui dare sfogo al suo bisogno di cibo, ma in seguito cercano anche di porvi rimedio provocandosi il vomito, assumendo ingenti quantità di lassativi o diuretici. Inoltre sono ossessionati dal pensiero del peso e della forma fisica e quindi fanno di tutto per cercare di non ingrassare; spesso si sottopongono anche a stressanti sedute di attività fisica, o a giorni di digiuno per cercare di espiare e compensare le abbuffate passate e quelle che già progettano inconsciamente. Chi soffre di bulimia nervosa, inoltre, cerca in tutti i modi di nascondere il proprio problema: le crisi si manifestano sempre in momenti di assoluta solitudine; questo disturbo è molto diffuso tra ragazze adolescenti e donne giovani, che, vivendo solitamente in casa con la famiglia, ricorrono a piani e strategie per fare in modo che gli altri non si accorgano del problema.

Sintomi fisici di questo disturbo dell’alimentazione.

Riconoscere il disturbo è particolarmente difficile perché il senso di colpa e di vergogna del bulimico lo rende anche estremamente attento a nascondere le manifestazioni più evidenti della malattia.

Per questo, è necessario prestare molta attenzione a tutti i comportamenti del soggetto per osservare se sono presenti:

Puoi approdfondire cause e caratteristiche delle abbuffate compulsive.

Sintomi psicologici che accompagnano la bulimia.

Oltre ai problemi fisici il soggetto bulimico può manifestare anche disturbi psicologici come:

Cause: perchè il soggetto perde il controllo e mangia troppo?

Le cause del disturbo sono assimilabili a quelle che provocano altri disturbi alimentari.

Si possono riconoscere un insieme di elementi di tipo individuale, familiare e socioculturale che possono predisporre, scatenare e mantenere il disturbo.

Tutti questi fattori incidono congiuntamente in vario modo alla determinazione e al mantenimento del disturbo.

Conseguenze delle abbuffate seguite da eliminazione.

La Bulimia Nervosa è un disturbo complesso, che può comportare conseguenze anche gravi.

Le conseguenze fisiche.

Le conseguenze fisiche a causa delle condotte di eliminazione (soprattutto per il vomito autoindotto e per l`eccessivo utilizzo di lassativi e diuretici), di cui i soggetti fanno uso sono:

Conseguenze psicologiche.

Importanti sono anche le implicazioni psicologiche:

Come riconoscere un bulimico?

Per effettuare la diagnosi può essere utile attuare sia un esame medico sia un esame psicodiagnostico.

L’esame Medico permette di individuare sintomi e segni conseguenti ad una difficile relazione col cibo.

L’esame psicodiagnostico si basa su un colloquio preliminare col soggetto, con raccolta delle informazioni anamnestiche e riflessione sul sintomo. Può essere correlato dall'utilizzo di strumenti psicodiagnostici (test), tra i quali si possono citare:

Una volta individuata la malattia però è necessario affrontare il primo grande ostacolo ovvero far riconoscere al soggetto la sua patologia; solo dopo la fase dell’accettazione, infatti, è possibile intervenire con le cure adeguate.

Come uscire da questo disturbo del comportamento alimentare?

Come accade per l’anoressia, anche la bulimia richiede innanzitutto il riconoscimento della malattia stessa da parte del malato, che deve acquisire la consapevolezza di doversi curare. Per questo è importante essere aperti e sinceri, manifestando le proprie preoccupazioni al soggetto bulimico, facendo capire la gravità della patologia e l'importanza di un intervento specializzato.

Inoltre, è anche importante documentarsi sul disturbo, valutando i fattori che possono averlo scatenato, richiedendo l'aiuto di uno psicoterapeuta specializzato nei disturbo del comportamento alimentare, che possa aiutare a risolvere le difficoltà presenti a livello individuale e familiare.

Per quanto concerne la terapia, per la bulimia nervosa è necessario un intervento multidisciplinare, in cui cooperino diverse figure professionali, con lo scopo di favorire una presa in carico globale del soggetto, considerando così i molteplici aspetti coinvolti.

Per cui è importante integrare:

La bulimia è una patologia da non sottovalutare: può avere risvolti rischiosi sulla vita stessa e va curata col supporto degli specialisti!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Maria Grazia Maggio (Laurea in Scienze della formazione/ psicologia) - Dott.sa Francesca Vassallo