Bulimia sintomi.
Oggi cercheremo di fornire una guida per riconoscere i sintomi della bulimia, uno dei peggiori disturbi alimentari insieme all’anoressia, dato che sono sempre di più le persone –soprattutto giovani donne- che esternano il loro malessere interiore creando un rapporto conflittuale con il cibo.
Cos’è la bulimia
Essere tristi, annoiati, sentirsi soli o inutili e mangiare fino quasi a scoppiare, per poi sentirsi terribilmente in colpa: questo è quello che provano i bulimici, soggetti solitamente con autostima molto bassa e tendenze compulsive. Il rapporto con il cibo, infatti, spesso rispecchia il modo di affrontare la vita e le interazioni sociali. L’arrendevolezza già sperimentata nella vita si ritrova a tavola, dove almeno ogni 3-4 giorni il bulimico mangia fino a sentirsi male. A quel punto la pesantezza fisica e il senso di colpa spingono a mettere in pratica “condotte di eliminazione” (vomito, digiuno, sport eccessivo o abuso di lassativi).
Sintomi della bulimia
Prima di parlare dei sintomi è d’obbligo fare una premessa ovvero che il senso di colpa e di vergogna dei bulimici li rende anche estremamente attenti a nascondere le manifestazioni più evidenti della malattia, è necessario prestare molta attenzione a tutti i comportamenti del soggetto. Ad ogni modo siamo in presenza di una persona bulimica se:
notiamo spesso abbuffate, durante le quali in poco tempo viene ingurgitata una quantità di cibo inusuale; questi episodi –che possono durare anche due ore- si ripetono almeno un paio di volte a settimana, e sono accompagnati dalla sensazione di aver perso il controllo. Come già accennato il senso di vergogna spinge gradualmente i bulimici a isolarsi per mangiare, quindi potrebbe non essere facile accorgersi del disturbo. Quando è in pubblico al contrario il soggetto bulimico tende a mangiare poco o addirittura nulla, motivo per cui per scoprire se un soggetto ad esempio una figlia/o soffrono di questa patalogia i genitori dovrebbero fare attenzione ad esempio alla mancanza di cibo dalla dispensa o dal frigo, o altri comportamenti strani del soggetto.
Dopo aver mangiato in modo incontrollato, il soggetto cerca di compensare questo comportamento procurandosi il vomito, utilizzando lassativi o diuretici, . Con il tempo inoltre il soggetto è indotto ad estendere questi comportamenti non solo al post abbuffate solitarie, ma anche a tutte le situazioni in cui sente di aver mangiato di più di quel che merita ecco perchè bisogna fare attenzione a quanto tempo un soggetto passa in bagno e se manifesta comportamenti strani come fretta di alzarsi da tavola dopo un pranzo o una cena particolare nervosismo
Altro sintomo evidente è la pratica di molto esercizio fisico. Motivo per cui bisogna fare attenzione al cambiamento di abitudini di un soggetto ad esempio se smette di fare sport con regolarità ma alterna a giorni di pausa giornate di sfiaccanti e stressanti allenamenti soprattutto aerobici e cardiovascolari.
Attraverso il vomito e l’attività fisica inoltre il peso rimane costante e la malattia salta meno agli occhi rispetto, ad esempio, all’anoressia, che fin dall’inizio causa forte dimagrimento.
Il soggetto dimostra forte preoccupazione e cura maniacale del proprio aspetto fisico: l’autostima dei bulimici è strettamente legata al peso.
Le abbuffate
Le frequenti crisi dei bulimici servono ad assecondare e in un certo senso confermare la paura più grande dei soggetti, ovvero quella di non valere niente, di non riuscire a portare a termine ciò che ci si prefigge, di essere dei falliti e quindi di non avere nessun controllo su se stessi. La bulimia è in un certo senso complementare rispetto all’anoressia: molti sintomi –come le condotte compensative o la chiusura in sé stessi, la difficoltà di comunicare- accomunano le due malattie, che spesso si alternano. A volte infatti la bulimia appare in risposta alla fame causata dall’anoressia. Secondo alcuni psicologi la bulimia sarebbe invece una reazione al conformismo quotidiano dal quale il soggetto si sente schiacciato. Non potendosi ribellare apertamente trova nella trasgressione alimentare la sua rivincita, ribellandosi al mondo che lo tiene sotto scacco.
Condotte di eliminazione
Subito dopo aver mangiato fino a sentirsi fisicamente male, il bulimico inizia ad avvertire anche un malessere psicologico, dovuto alla consapevolezza di aver perso il controllo. Il senso di colpa e di fallimento, ma anche il terrore di ingrassare, spingono a cercare di rimediare alla mancanza provocandosi, ad esempio, il vomito. Questo comportamento viene messo in pratica così spesso che alcuni soggetti formano dei calli sulla mano utilizzata. Numerosi i danni all’apparato digerente: a causa della risalita dei succhi gastrici, infatti, si possono formare micro lacerazioni nelle pareti dello stomaco, si danneggia la valvola cardiale, si assottiglia lo smalto dei denti e si rovinano le gengive, si irrita la gola e persino le ghiandole salivari possono creare problemi. Se il bulimico, invece, utilizza diuretici e lassativi, spesso sviluppa danni a carico dei reni, disidratazione, alterazioni del battito cardiaco e del ciclo mestruale, disturbi intestinali, epilessia. Altre volte per compensare un’abbuffata si sceglie di fare molto sport o, semplicemente, di digiunare. Si mettono in atto, a questo punto, comportamenti tipici degli anoressici: si riducono determinati alimenti, considerati molto calorici, oppure a sminuzzare il cibo, a cucinare per gli altri senza però mangiare, ad isolarsi dagli amici e dalla famiglia pur di non mangiare.
Cura ossessiva del corpo
Sia i bulimici che gli anoressici hanno l’ossessione del corpo perfetto, controllano in modo maniacale il proprio peso e tendono ad abusare di attività in grado di bruciare calorie, come lo sport. In particolare vengono scelte le discipline che di per sé richiedono un fisico magro, come la danza e l’atletica, oppure ad alto rischio doping come il ciclismo.
Cure per la bulimia
Come accade per l’anoressia, anche la bulimia richiede innanzi tutto il riconoscimento della malattia stessa da parte del malato, che deve acquisire la consapevolezza di doversi curare. La terapia, che deve essere messa a punto da medici specializzati in disturbi dell’alimentazione, associa terapie classiche -psicologiche e psichiatriche, cure a base di antidepressivi- con le più nuove terapie di gruppo (auto-mutuo aiuto) o naturali, come quelle che prevedono l’uso dei fiori di Bach, la Valeriana, l’Iperico.
Gruppi di auto-mutuo aiuto
Questa terapia consiste nel condividere la propria esperienza con persone che hanno avuto problemi analoghi. In tal modo si aiuta il soggetto a superare innanzi tutto le difficoltà comunicative che hanno contribuito allo sviluppo della bulimia, migliorando l’autostima e quindi indirizzando verso il raggiungimento del proprio obiettivo: la guarigione. Diffusi soprattutto negli USA, oggi questi gruppi stanno prendendo piede anche in Italia. Molti si sviluppano utilizzando il web, che consente di creare comunità online facilitando il dialogo, per quanto “virtuale”.
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