Biodanza: sessualità e trascendenza. Benefici e controindicazioni.

Viaggio al centro della biodanza, tra sessualità e trascendenza. Scopriamo benefici e rischi di questa disciplina sempre più diffusa anche nella sua versione in acqua.

Biodanza: sessualità e trascendenza. Benefici e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Benefici
  3. Biodanza in acqua
  4. Gli esercizi
  5. Controindicazioni
  6. Approfondimenti

La biodanza è un modo di esprimere le proprie emozioni, di imparare ad interagire con gli altri e a conoscere sé stessi.

Chi ha difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali o chi è semplicemente stressato, può trovare nella biodanza un valido modo per accedere ai propri bisogni e alle proprie necessità. Nel corso dell’articolo scopriremo la storia della biodanza, come agisce su di noi e quali sono le sue principali potenzialità.

Ci soffermeremo anche sugli aspetti meno piacevoli che questa pratica tanto coinvolgente e stimolante possa comportare, ricordando che può essere sostanzialmente un modo nuovo e stimolante di socializzare e rilassarsi.

Che cos’è la biodanza e quali sono le sue origini?

La biodanza è anzitutto movimento. Si tratta di un moto verso l’esterno, per imparare a comunicare più facilmente, quanto di un moto verso l’interno, per imparare ad apprezzarsi di più nel proprio intimo. Attraverso una serie di esercizi mirati, la biodanza si propone una generale “riformazione” dell’individuo. Le sue caratteristiche principali, psicologia, movimento, danza e filosofia si uniscono, creando una miscela volta a migliorare il benessere psicofisico di chi decide di intraprendere questa danza che vede la bios, cioè la vita e la vitalità dell’individuo, come suo punto centrale.

Chi l’ha provata, ne è convinto: la biodanza ha innumerevoli effetti benefici sulle problematiche psicosomatiche e sulla capacità di autocontrollo.

Questa disciplina trae origine dal lavoro dello psicologo cileno Rolando Toro, il quale studiò e valutò, intorno al 1960, gli esiti benefici che il movimento accompagnato da musica aveva sui suoi pazienti. Toro dedusse allora che la struttura stessa della danza poteva rivelarsi un modo di “rigenerazione esistenziale”, un modo per rinascere psicologicamente, eliminando lo stress ed abbracciando una vita più serena, fondata sulle emozioni e, contemporaneamente, sul controllo di queste. Attraverso la biodanza, allora, scoprì che era possibile contenere gli scatti di rabbia, attraverso movimenti che simulassero la pace della fase prima della nascita e quella immediatamente successiva.

La "Vivencia": le linee guida della "danza trascendentale".

Il principio che anima la biodanza è la possibilità di creare uno stato di trascendenza e regressione all’infanzia, che donino immediato sollievo, attraverso uno stato quasi di torpore, come fosse indotto da ipnosi.

L’essenza della biodanza è rinchiusa in un’unica parola: “vivencia”, ossia, letteralmente, “vivenza”. È proprio lo spirito di vitalità, di rinnovamento dell’organismo nella sua interezza, il principio cardine di questa disciplina. La vivencia presenta cinque linee guida, che sono:

  • La trascendenza, ossia la possibilità, attraverso la biodanza, di andare “fuori di sé”, di raggiungere uno stadio di totale rilassamento;
  • La creatività, letteralmente la capacità di creare o, per meglio dire, di ricrearsi, abbandonando gli stati pregressi di irritazione e stress;
  • L’affettività, ossia l’accettazione dell’altro per ciò che è, senza pregiudizi e preconcetti;
  • La vitalità, la possibilità di acquisire nuova forza vitale;
  • La sessualità, cioè l’istinto sessuale, l’attrazione fisica.

La vivencia, in definitiva, rappresenta la capacità dell’uomo di vivere pienamente la sua esistenza, di assorbire ogni emozione in modo esponenziale, di vivere in modo compiuto ogni singolo giorno, tenendo sempre bene a mente il concetto del carpe diem. Cogli l’attimo e vivilo fino in fondo, insomma!

Gli strumenti di questo percorso: musica, movimento e relazioni interpersonali per scoprire se stessi.

Gli strumenti fondamentali della biodanza sono:

  • Le relazioni interpersonali
  • Il movimento
  • La musica
  • La rivelazione dei propri stati d’animo

La vicinanza tra gli individui, resi più prossimi grazie ad una serie di esercizi e movimenti, è il primo strumento di cui la biodanza si serve per migliorare le relazioni tra persone anche molto diverse. Relazioni personali, movimento e rivelazione degli stati d’animo si legano tra loro, indissolubilmente. Infatti, ogni esercizio rappresenta uno strumento molto valido per superare la solitudine e riuscire a svelare qualcosa di sè.

La musica, a sua volta, si rivela uno degli stimoli più immediati ad entrare in contatto con un altro individuo, agendo su tutto il suo corpo ed incitandolo in modo spontaneo al movimento, permettendo alla persona di “scioglersi” e di lasciarsi andare.

La musica o le musiche, quindi, agiscono profondamente sulla mente degli individui.

A seconda del genere musicale, il corpo risponderà in modo diverso:

  • Musica rilassante: il corpo sarà indotto ad uno stato di generale rilassamento, tranquillità e armonia;
  • Musica energizzante: il corpo sarà investito da una forza vitale ed allegra, con un generale miglioramento dell’ umore.

Benefici della biodanza sul nostro equilibrio psico-fisico.

  • Generale benessere sia del corpo che della mente
  • Accrescimento dell’autostima
  • Miglioramento della qualità di relazione interpersonale
  • Energia
  • Diminuzione di stati di tensione ed ansia
  • Aumento del piacere
  • Sensazione di gioia e allegria diffuse

L’ansia, lo stress, la tensione, vengono accantonati in favore di una vita più pacifica, in cui aumenta anche la fiducia nelle proprie capacità. La sessualità, che è una delle cinque linee della vivencia, stimolata attraverso movimenti più lenti e sensuali, viene gradualmente liberata.

Approfondisci le varie tecniche per combattere lo stress senza ricorrere a cure farmacologiche o di psicoterapia.

La biodanza si rivolge a tutti coloro che, per i motivi più svariati, abbiano voglia di sperimentare un modo nuovo per rilassarsi e ritrovare pace interiore.

Per questo motivo non ha c’è un’età prestabilita in cui si possa praticare, va bene per i bambini come per gli anziani e per chiunque voglia farsi coinvolgere in questo nuovo gioco sensoriale.

Una variazione sul tema: la biodanza acquatica.

Come il nome stesso suggerisce, la biodanza acquatica si pratica in acqua, generalmente in piscina, con l’acqua ad una temperatura sui 35°.

Le acque termali sono particolarmente indicate per questa disciplina, poiché contribuiscono ad uno stato di pieno rilassamento, sia dello spirito che del corpo.

L’acqua infatti, simbolo di vita, fertilità ed effervescenza, trasmette pace e serenità. L’intuizione dell’acqua come elemento centrale per una “risorgimento” dello spirito, si deve, però, alla dottoressa Matuk, che fu aiutante del dottor Toro e che si dedicò proprio a questo aspetto dello studio.

L’acqua, inoltre, è l’elemento primordiale per eccellenza, ricordo ancestrale del liquido amniotico in cui ciascuno di noi nasce. Proprio per questo, la biodanza acquatica sfrutta questo elemento della natura per creare uno status di rapimento e regresso della psiche allo stato fetale. Chi fa biodanza acquatica potrà affrontare un’esperienza unica, che aprirà la sua mente, coinvolgendo l’individuo emotivamente e rendendolo più ben disposto verso la vita in generale.

L’unica differenza tra biodanza acquatica e non, è forse che quella acquatica, proprio grazie al tepore delle acque che lambiscono le membra e le massaggiano ad ogni movimento, riesce a portare ad uno stato di abbandono ancora più profondo, quasi di trance, un momento di assoluta simbiosi con chi ci sta a fianco.

E’ un momento di sensazioni uniche, velate da suggestioni capaci di accrescere e far volare la fantasia.

La biodanza in pratica: esercizi e coreografie per tutti!

Gli esercizi di biodanza, acquatica e non, sono molto vari e, la cosa più bella, è che non occorre essere dei provetti ballerini per cimentarsi nelle figure che gli istruttori propongono ai loro allievi. Si tratta spesso di esercizi base, divertenti, il cui fine primario è quello di creare un contatto empatico tra i vari partecipanti. Ricordate che è tutto basato sull’emotività e la suggestione, per cui l’atmosfera ed il clima, il sottofondo musicale o le pause/silenzi sono di gran lunga più importanti della coreografia in sé.

Non si tratta come negli sport o per la ginnastica di esercizi rigidamente prefissati e regolamentati, ma piuttosto di una ricerca personale.

Esercizi “acquatici” per la coppia...

Biodanza per la coppia

Gli esercizi di coppia sono basati spesso più che altro su uno stato di attesa e pathos.

Spesso risulta dunque molto semplice confondere dei gesti affettuosi o senza malizia, per manifestazioni di desiderio o altro. Ecco perché bisogna sempre lasciarsi trasportare dalla musica, ma facendo un po’ più d’attenzione qualora non si stia danzando con il proprio compagno o la propria compagna. Ma vediamo nello specifico.

  • Lo sguardo: Due persone, una di fronte all’altra, si guardano fisso negli occhi, nell’attesa che qualcosa “accada”, che la magia si sprigioni.
  • Le carezze: Una donna e un uomo si accarezzano e si sfiorano vicendevolmente per imparare a conoscersi, come ad esempio accade ai ciechi che “conoscono” attraverso il tatto.
  • La fiducia: L’uomo dietro e la donna davanti. La donna si rilassa completamente contro il petto dell’uomo che, spesso, a sua volta, le poggia la testa sull’incavo della spalla.

Per il gruppo...

Biodanza per il gruppo

  • Il cerchio: È il classico esercizio della biodanza acquatica di gruppo: uomini e donne si prendono per mano e iniziano un magico e surreale girotondo, eseguito lentamente e con dolcezza. Ne esiste una vaiante identica, ma che si pratica sdraiati su dei materassini o facendo il “morto a galla”.
  • Il ponte: Due file, una di fronte all’altra. Ognuno prende le mani della persona che si ha di fronte, formando un lungo “ponte” di braccia e mani. A questo punto, due allievi si girano di spalle e si danno uno slancio all’indietro, lasciandosi trasportare dalla corrente su questo ponte di braccia. Ogni allievo aiuta questi corpi galleggianti a compiere il loro percorso verso estremità opposta “del ponte”.
  • Improvvisazione: Ognuno improvvisa dei movimenti spontanei, cercando di crescere in armonia con la musica e con gli altri.

Per il singolo...

Biodanza per il singolo

Si tratta in tal caso di esercizi svolti singolarmente e in totale autonomia.

  • Senza meta: consiste nel camminare senza alcuna meta nella piscina, lentamente e facendo esercizi di respirazione.
  • Cerchi sul posto: da fermi, si gira su se stessi, con le braccia tese fuori dall’acqua, dritte davanti a sé.
  • La meditazione: in genere sono svolti con una base musicale molto rilassante o etnica. Da fermi, si compiono dei movimenti molto lenti ed orientaleggianti con le braccia. Alla fine dell’esercizio spesso si congiungono le mani in preghiera di fronte al viso.

E adesso spostiamoci sulla “Terra ferma”!

Gli esercizi da praticare sulla “terra ferma”, quindi in palestra o in un parco, sono sostanzialmente variazioni degli stessi esercizi della biodanza acquatica.

Troviamo quindi le stesse distinzioni tra gruppi, coppie e singoli e le stesse sfumature a seconda della musica utilizzata. Certo l’assenza d’acqua garantisce una maggiore libertà di movimenti.

Un modo molto divertente per coinvolgere tutti è quello di inserire nella cornice dei palloncini colorati che tendono a liberare lo spirito fanciullesco di ciascuno e aiutano a creare situazioni di divertimento giocoso e spontaneo.

Possibili controindicazioni alla biodanza.

La biodanza, quindi, ha davvero innumerevoli vantaggi e, spesso, è addirittura consigliata da alcuni psicologi per aiutare i propri pazienti a superare stati di forte stress emotivo.

Questa disciplina però, tentando di agire sull’inconscio degli individui, può avere effetti tanto positivi su alcuni, quanto devastanti su personalità più fragili.

Si tratta di casi molto rari, ma è opportuno farne menzione per fornire un quadro completo delle possibilità.

Durante gli esercizi, spesso, si creano relazioni molto forti, giochi di sguardi ed emozioni in cui chi è coinvolto si sente completamente partecipe delle sensazioni dell’altro.

Questo può generare una certa confusione in chi vive queste emozioni, che arriva, in alcuni casi, a non essere più in grado di distinguere la realtà da quello che è solo un momento di condivisione limitato nel tempo.

Tutti questi elementi possono dunque portare anche ad una certa destabilizzazione che andrebbe eventualmente gestita con professionalità e coscienza da chi guida questi corsi.

I rischi più frequenti possono essere:

  • Allontanamento dalla realtà
  • Rifiuto dei legami precedenti e delle regole sociali, con conseguenti atteggiamenti infantili e negazione delle proprie responsabilità
  • Confusione sentimentale
  • Eccessivo coinvolgimento emotivo
  • Shock dovuto alla consapevolezza della fine del ciclo
  • Senso di vuoto e smarrimento.

È importante sottolineare che si tratta di casi limite dovuti più che altro all’incapacità dell’istruttore di inserire la persona in un gruppo adeguato, costituito da persone che vivano con autentica empatia e consapevolezza questa esperienza.

Quindi risulterà molto positivo, qualora ci si voglia approcciare a questa disciplina, affidarsi a psicologi e istruttori preparati e affidabili, che possano aiutarci a scegliere ed, eventualmente, possano guidarci e supportarci durante tutto il nostro percorso alla scoperta di questa nuova dimensione.

Supervisione: Collaboratori: Mariarita Jolly Gigante - Silvia Barcellona

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