Autostima.

L’autostima è il giudizio che ognuno ha di sé stesso e la valutazione che diamo noi stessi alle nostre capacità e azioni. Si tratta quindi di una “stima” del proprio valore personale.

Come nasce l’autostima

Qualsiasi essere umano usa come termine per giudicare le cose sé stesso, le proprie conoscenze e le proprie esperienze in relazione a ciò che giudica.

Anche per l’autostima, che è un giudizio che diamo su noi stessi, entrano in gioco gli stessi fattori. Le nostre conoscenze, la conoscenza che abbiamo di noi, i rapporti che allacciamo con gli altri, l’opinione che essi hanno di noi, tutto ciò concorre nel creare il nostro livello di autostima.

Per la precisione si tratta di analizzare tre percezioni di sé stessi:

  • Il sé reale, una valutazione oggettiva di ciò che siamo in grado di fare e delle conoscenze acquisite;

  • Il sé percepito, ossia come noi valutiamo il sé reale. Percezione e realtà è molto raro che coincidano, e le discrepanze generano delle supervalutazioni o delle sminuizioni del proprio valore effettivo;

  • Il sé ideale, ossia l’immagine idealizzata di come vorremmo essere, che ognuno forma in base ai contesti socio-culturali in cui vive e si relaziona.

Come si valuta l’autostima

Tanto più le tre visioni coincidono, maggiore sarà la sensazione di benessere, perché ciò che siamo si avvicina il più possibile a ciò che vorremmo essere, e la valutazione che abbiamo di noi è oggettiva.

Il rapporto tra l’immagine idealizzata che abbiamo di noi e l’immagine idealizzata di ciò che vorremmo essere (in base anche ai condizionamenti socio culturali che l’ambiente in cui viviamo ci mette di fronte) sono i due estremi in base ai quali calcoliamo se il livello di autostima che abbiamo è alto o basso.

Inoltre l’autostima può essere maggiore o minore a seconda dei contesti. Ad esempio un ragazzo che magari va male a scuola ma eccelle nello sport avrà una maggiore valutazione di sé in un campo piuttosto che in un altro, oppure situazioni lavorative lontane dai nostri sogni possono però essere controbilanciate da situazioni familiari ideali e così via. Inoltre non è una condizione stabile nel tempo, per cui a seconda di ciò che dovremo affrontare nella vita il nostro livello di autostima varierà.

La formazione dell’autostima

Particolarmente importanti per la formazione dell’autostima sono i primi anni di vita, l’infanzia e l’adolescenza. Spesso si tende a sottovalutare quanto i bambini siano fragili e qual’è la loro percezione del mondo e soprattutto delle figure adulte di riferimento. Quest’aspetto invece andrebbe sempre tenuto ben presente da genitori, maestri e tutti coloro che vivono a stretto contatto con bambini piccoli. Anche un semplice rimprovero fatto con le parole sbagliate, il ridere di un gesto o di un comportamento del piccolo o non apprezzare a sufficienza i suoi sforzi in qualche campo possono provocare uno stato di frustazione che può compromettere lo sviluppo dell’autostima nel bambino con riflessi sulla sua vita di adolescente e perfino di adulto.

L’importanza dell’autostima

L’autostima funziona come un visore attraverso il quale percepiamo ingigantite o diminuite le nostre risorse personali.

Nei periodi in cui l’autostima è bassa un soggetto è preda dell’incertezza e del dubbio, ha paura nel compiere delle scelte per timore di sbagliare, evita di confrontarsi con le sfide per la paura di fallire e tutto ciò porta ad un vero e proprio blocco nel normale corso della vita. Inoltre gli insuccessi vengono vissuti con una sofferenza maggiore, perché associati a mancanze di qualità proprie, mentre il valore dei possibili successi viene sminuito. Con una bassa autostima si hanno problemi nella ricerca di un partner (si è portati a pensare che “nessuno ci vuole” o non si prova neanche ad instaurare una relazione per il timore di essere respinti) e nelle amicizie, diventa molto più difficile raggiungere una realizzazione personale (“non posso affrontare quel colloquio perché non sceglieranno mai un buono a nulla come me”e frasi simili portano il soggetto ad evitare il confronto), e anche i rapporti lavorativi e familiari vengono pesantemente danneggiati (il soggetto può ritenersi incapace sul lavoro, o sentirsi colpevole di una situazione familiare non proprio idilliaca, tendendo così a perdere ancora di più fiducia in sé stesso e perdendo di vista le possibili soluzioni ai problemi).

Ecco perchè non è errato dire che si “soffre” di mancanza di autostima, avere una percezione bassa di se stessi infatti può diventare una vera e propria malattia e condizionare in maniera determinante la vita di un soggetto. Non è raro infatti che una forte mancanza di autostima porti all’insorgere di patologie psico-fisiche come i disturbi alimentari o anche ansia e naturalmente depressione.

Come aumentare l’autostima

È possibile quindi aumentare l’autostima per migliorare la qualità della propria vita?

Naturalmente è possibile, ma è necessario seguire un percorso che parta dall’individuare i propri valori fondamentali. Troppo spesso nel mondo di oggi si è portati ad accostare la felicità con parametri come soldi, o con il successo, come se il proprio valore dipendesse dai risultati che si ottengono in un campo. In realtà l’associare la felicità con un risultato equivale ad avere un autostima zero, perché la valutazione che abbiamo d noi dipende soltanto da fattori esterni a noi.

Più che guardare la risultato sarebbe ad esempio utile impegnarsi con tutte le forze, e godere del traguardo raggiunto, senza però avere il peso della “vittoria o niente”, perché qualsiasi risultato si raggiunge è sempre un passo avanti. Di fronte poi a questi risultati potremmo calcolare i nostri limiti oggettivi e porci traguardi raggiungibili e alla nostra portata. Quindi il primo step per migliorare la propria autostima è capire che il proprio valore non è vincolato al parere e al giudizio degli altri.

Siamo tutti uguali!

Il secondo passo verso il raggiungimento di un più alto livello di autostima prevede l’assimilazione di un concetto importantissimo, ossia che non esiste nessuna persona il cui valore sia superiore a quello delle altre persone. Per cui non dobbiamo ritenerci inferiori o “meno” a nessun altro. Annullarsi di fronte agli altri è una cosa che dobbiamo sempre evitare di fare: ben venga il rispetto, o la stima nei confronti di qualcuno, come ad esempio un superiore a lavoro, ma l’adorazione, la sottomissione o il terrore devono essere banditi. Il discorso vale anche al rovescio: chi crede di essere superiore agli altri, di meritare privilegi di vario genere in base alla sua posizione, ha una bassissima autostima, perché gli basterà incappare in qualcuno più potente di lui per vedere la sua sicurezza e la sua arroganza ridotte a zero e piegate di fronte al nuovo arrivato.

Autostima ed apparenza

Un errore comune è quello di pensare che soggetti che invece cercano costantemente di dimostrare per forza il proprio valore in ogni occasione, vivendo ogni situazione come una competizione, siano persone sicure e con una forte fiducia in se stessi. Nulla di più sbagliato. Chi vive e si i valuta solo in relazione a qualcun altro, che deve necessariamente essere meno valente di lui, è in realtà una persona che ha un’autostima bassissima. Chi invece vale davvero non ha bisogno di dimostrarlo ad ogni occasione, è conscio del proprio valore e delle proprie possibilità e sa sfruttarle quando serve.

Conclusione e consigli

Per migliorare la propria autostima quindi è innanzitutto necessario conoscere gli errori che ci portano ad avere una scarsa autostima e correggerli, accettandoci per quello che siamo e puntando al miglioramento personale per noi stessi e non per altri scopi.

Valutando onestamente capacità e limiti saremo in grado di affrontare con più calma la vita, gestendo correttamente le nostre emozioni e confrontandoci con le sfide quotidiane consapevoli di ciò che possiamo fare. Per farlo si possono fare dei veri e propri esercizi per l’autostima, da mettere in pratica ogni giorno fino a quando non si otterranno i risultati aspirati. Possono aiutare poi a migliorare la propria autostima l’apprendimento di nuove capacità (come una nuova lingua o un nuovo sport), ma il lavoro fondamentale è quello che dobbiamo portare avanti all’interno di noi stessi.



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