Autolesionismo.

L’autolesionismo è un disturbo abbastanza diffuso, soprattutto nei modelli di società occidentale, di cui però ancora oggi si tende a parlare poco. A soffrire di questo disturbo sono prevalentemente le donne di ogni età e fascia sociale; la ragione di questa maggiore diffusione di forme di autolesionismo in soggetti di sesso femminile è legata secondo i più a ragioni socio culturali, le donne infatti sarebbero educata alla repressione di ogni forma sfogo fisico, mentre per gli uomini è più naturale dare sfogo ai propri istinti anche violenti.

Forme di autolesionismo

Il termine autolesionismo deriva dalla parola greca auto che significa se stesso associato al termine latino ledere, ovvero danneggiare da un punto di vista medico invece questo disturbo viene indicato con il termine inglese, ovvero Repetitive Self- Harm Syndrome. Sebbene normalmente si parli di autolesionismo in generale va detto che questo si manifesta in diversi modi, attraverso morsi, tagli, bruciature, provocazione volontaria di fratture, vomito, etc… normalmente però la classificazione viene fatta in relazione all’entità del danno che ci si provoca e si distingue tra:

Autolesionismo leggero: che è la forma più frequente in cui il soggetto si provoca ripetutamente ferite di lieve entità più o meno visibili, dalle bruciature di sigarette a tagli sulle braccia, dallo strapparsi i capelli a sbattere contro il muro la testa o qualche altra parte del corpo fino a provocarsi lividi o perfino rompersi le ossa.

Autolesionismo grave: forma fortunatamente meno diffusa in cui il soggetto arriva a procurarsi ferite permanenti come cicatrici molto profonde, e perfino amputazioni di dita o addirittura arti.

Altre forme di autolesionismo: vi sono poi tutta una serie di comportamenti che seppure meno evidenti all’esterno possono essere considerati come autolesionistici in quanto concorrono direttamente a ledere la salute fisica di un soggetto, tra questi rientrano ad esempio alcuni tipi di disturbi alimentari come le abbuffate compulsive seguite da vomito, quindi la bulimia, ma anche il sottoporsi ad interminabili sessioni di attività fisica fino ad arrivare a non reggersi più in piedi. Come intuibile quindi spesso l’autolesionismo non si presenta da solo ma in associazione ad altri tipi di disturbi di natura psicologica come la depressione, crisi d’ansia etc…

Motivi dell’autolesionismo

Non è possibile indicare con precisione la causa che porta un soggetto a provocarsi danni e ferite fisiche, anche perché nella maggior parte dei casi all’origine dell’autolesionismo vi è un insieme di concause, le più comuni sono:

-) esperienze traumatiche vissute dal soggetto durante l’infanzia e l’adolescenza come l’aver subito abusi fisici o mentali

-) incapacità di gestire emozioni e sofferenza, in questo caso il soggetto preferisce affrontare un forte dolore fisico piuttosto che dover affrontare l’aspetto emotivo e la propria interiorità

-) forti sensi di colpa per cui il soggetto sente di doversi punire per qualche comportamento, azione o semplicemente pensiero

-) profonda insicurezza e totale mancanza di autostima per cui il soggetto si sente quasi invisibile e sente che solo attraverso il dolore e le cicatrici può dimostrare a se stesso ed agli altri la sua presenza

-)insoddisfazione del proprio aspetto

Combattere l’autolesiosismo

Il primo fondamentale passo da compiere per sconfiggere l’autolesionismo, come per molti altri disturbi psichici, è ammettere di avere un problema prima con se stessi e poi con gli altri. Per questo può essere di aiuto ad esempio cercare di gruppi di sostegni, anche online, dedicati proprio a chi soffre di questo disturbo. Capire di non essere da soli infatti è già molto importante e parlare con chi ha affrontato lo stesso percorso e provato le stesse sensazioni può essere un utile supporto per trovare la forza di ammettere e condividere il proprio problema anche con la famiglia gli amici etc… Oltre ad esprimere il propprio disagio è possibile mettere in atto alcuni comportamenti per cercare di tenere sotto controllo l’autolesionismo come ad esempio:

-) fare una lista delle azioni alternative da compiere al posto di ferirsi da mettere in atto ogni volta che si sente lo stimolo

-) chiamare un amico o semplicemente uscire di casa appena si avverte la voglia di ferirsi

-) liberarsi o rendere di difficile accesso gli strumenti che di solito si usano per ferirsi

-) fare con regolarità una qualche attività sportiva che aiuti a ridurre lo stress, va bene anche lo yoga

-) dedicare ogni giorno del tempo ad un hobby o un attività che favorisca il rilassamento

Ad ogni modo per sconfiggere il problema alla radice è sempre meglio ricorre al supporto di un terapeuta e nei casi più gravi può essere utile anche una terapia farmacologica.



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