Arsenico: cos’è? Dove si trova? Effetti, utilizzo e dosaggio.

L'arsenico è una sostanza chimica che si trova solitamente in natura sottoforma di solido cristallino grigio o nero, o in forma amorfa di colore giallo. Questa sostanza viene utilizzata in campo medico e cosmetico, ed anche industriale. Ad elevate concentrazioni però è tossico e velenoso per l'organismo umano. Dove si trova questo elemento e qual’è la dose letale per l'uomo? Approfondiamo il tema.

Arsenico: cos’è? Dove si trova? Effetti, utilizzo e dosaggio

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Dove si trova?
  3. Utilizzo
  4. Effetti e dosaggio
  5. Intossicazione
  6. Approfondimenti

Cos’è l’arsenico?

L'arsenico è un elemento chimico che si presenta in natura come un solido cristallino di colore grigio - argento, ma che può esistere anche di colore giallo (in stato amorfo) o nero (con forma cristallina). Questa sostanza trova largo impiego nella formulazione dei fitofarmaci, nei processi industriali e nel settore medico- cosmetico.

Se assunto in quantità elevate, o in basse quantità per un tempo prolungato, l’arsenico è tossico per l’organismo umano.

Dove si trova in natura?

Essendo un elemento chimico lo ritroviamo a livello della crosta terrestre e nell'atmosfera; in questo secondo caso la sua presenza è legata alle emissioni vulcaniche (che liberano circa 3000 tonnellate l'anno di arsenico nell'aria), ed alle emissioni da parte dei microorganismi (20.000 tonnellate l'anno). Tuttavia è l'uomo, a causa dei suoi processi industriali, a liberare nell'atmosfera la grande maggioranza dell'arsenico: si stima che le industrie liberino nell'aria circa 80000 tonnellate di questa sostanza l'anno. La presenza di arsenico nel suolo e nelle falde acquifere lascia, inevitabilmente, sue tracce anche nelle coltivazioni e quindi negli alimenti.

In quali alimenti è contenuto questo metallo?

I cibi maggiormente ricchi di arsenico inorganico (forma tossica) sono cereali e derivati; pane e pasta, seppure ne contengono basse quantità, trovano largo consumo a tavola ed espongono maggiormente l’uomo ai rischi di questa sostanza tossica. Anche il riso può contenere molto arsenico inorganico.

Dopo il gruppo dei cereali, altri alimenti che contengono arsenico sono i prodotti alimentari per usi dietetici speciali, l’acqua potabile e in bottiglia, il caffè e la birra, il pesce e le verdure.

Cosa dice la normativa.

L’UE non ha stabilito valori massimi di arsenico consentiti negli alimenti, mentre per l’acqua potabile e in bottiglia il limite massimo della concentrazione di arsenico è pari 10 µg/L (microgrammi/litro)

I diversi utilizzi dell’arsenico.

Questa sostanza ha diversi utilizzi, viene impiegata infatti in campo medico farmaceutico ed anche nel settore industriale.

Approfondiamo.

Curiosità.

L’arsenico nel medioevo veniva utilizzato come ingrediente per la preparazione di cosmetici, ma il suo utilizzo fu poi sospeso perchè risultava tossico.

  • Il triossido di arsenico viene impiegato come farmaco (con il nome di trisenox) per il trattamento di particolari tipologie di cancro come la leucemia promielocitica acuta.
  • Sempre il triossido di arsenico viene talvolta utilizzato come sostanza per necrotizzare la polpa dentaria (la cosiddetta devitalizzazione del dente).
  • L'acido arsenacetico viene utilizzato in farmacologia veterinaria per diverse preparazioni.
  • L'acido arsenioso si utilizza come farmaco per la cura di diverse affezioni della cute.
  • Il triioduro di arsenico è impiegato nel trattamento di alcune dermatiti.
  • Il triossido di arsenico si utilizza anche come rimedio omeopatico e prende il nome di Arsenicum album. Viene diluito in soluzione alcolica e si utilizza per problemi gastrointestinali, problemi all'apparato respiratorio, cardiovascolare ed urinario, per dolori e crampi e per problemi di cefalea e congiuntivite.

Puoi approfondire cosa sono e come vengono utilizzati i rimedi omeopatici.

Utilizzi industriali.

L'arsenico trova impiego in numerosi processi industriali. Può essere utilizzato in diverse forme date dall’unione con altre sostanze chimiche, ad esempio:

  • Selenio di arsenico, che viene utilizzato nell'industria del vetro.
  • Triossido di arsenico, utilizzato sia nell'industria del vetro che come composto base per la preparazione di composti contenenti arsenico. Viene anche utilizzato come insetticida contro le termiti.
  • Disolfuro di arsenico, utilizzato per realizzare pigmenti, fuochi artificiali e nell'industria conciaria.
  • Composti arsenicali, utilizzati per la creazione di diverse tipologie di gas.
  • Pentasolfuro di arsenico, utilizzato nell'industria della ceramica.
  • Arseniato di piombo, utilizzato in passato come insetticida per gli alberi da frutto. Non viene più utilizzato in quanto tossico.
  • Arseniuro di gallio, usato come materiale semiconduttore nei pannelli fotovoltaici ed in alcuni circuiti.
  • Arsenocromato di rame, utilizzato per trattare il legno, ma ne è stato proibito l'uso dopo che ne è stata accertata la tossicità per gli esseri umani.

Quali sono gli effetti sulla salute?

Se assunto in alte concentrazioni l'arsenico è velenoso e tossico per la salute dell'uomo. Come precedentemente accennato, i principali danni da assunzione di arsenico vengono causati dall' arsenico inorganico che può accumularsi nel suolo e contaminare le acque ed alcune coltivazioni, ad esempio il riso.

L'ingestione di acqua o di alimenti con un alto tenore di arsenico può provocare effetti di intossicazione acuta o cronica nell'organismo umano, fino al decesso.

Dose letale di arsenico.

Generalmente, la dose di arsenico indicata come letale, per assunzione monodose, è di 60- 120 mg.

Intossicazione acuta: da grandi quantità di arsenico inorganico.

L'intossicazione acuta da arsenico inorganico si verifica quando si assumono acque o alimenti che contengono grosse quantità di arsenico, oppure quando l'arsenico viene assunto mediante inalazione di vapori contenenti la sostanza o viene assorbito attraverso la cute. I sintomi che si manifestano sono:

  • Nausea e vomito.
  • Diarrea con sangue e dolori addominali.
  • Formazione di vescicole sulla cute ed irritazione cutanea.
  • Insorgenza di laringite e bronchite e difficoltà respiratorie.
  • Vasodilatazione, abbassamento della pressione sanguigna fino allo stato di shock.
  • Danno renale e proteinuria (escrezione di proteine con le urine) o emissione di urine scure (legata alla rottura dei globuli rossi, un fenomeno definito emolisi).
  • Danni epatici con formazione di cirrosi epatica, steatosi epatica o necrosi epatica.
  • Vertigini e sintomi simili a delirio.

Intossicazione cronica da accumulo costante di piccole dosi di arsenico.

L'intossicazione cronica da arsenico prende il nome di arsenicosi ed è una condizione in cui si verifica nell'organismo un accumulo di arsenico legato all'assunzione costante e duratura di piccole dosi di arsenico in quantità non tossiche.

L' arsenicosi si manifesta con i seguenti sintomi:

  • tossicità epatica, che si manifesta con alterazione degli enzimi epatici, aumento della bilirubina, necrosi epatica e tutte le manifestazioni sintomatiche causate dalla sofferenza epatica.
  • Tossicità ematica, ovvero si possono avere problemi a livello del sangue come ad esempio l'emolisi, cioè la rottura dei globuli rossi.
  • Neurotossicità, cioè lesioni ai nervi periferici che provocano sintomi variabili in base al nervo colpito.
  • Alito che sa di aglio.
  • Formazione di lesioni cutanee definite melanosi (accumulo di melanina) e cheratosi (accumulo di cheratina).

Per saperne di più...

L’esposizione prolungata all’arsenico inorganico è stata collegata all’insorgenza di diverse forme di tumore: cute, vescica, rene, polmone, fegato, colon, prostata.

Terapia: cosa fare in caso di intossicazione?

Quando si verifica un'intossicazione acuta da arsenico è necessario intervenire il più tempestivamente possibile per evitare lo shock e la morte del paziente.

In particolare si può intervenire:

  • se l'arsenico è ancora in circolo ma non ha raggiunto i tessuti è possibile sottoporre il paziente a sedute di emodialisi al fine di purificare il sangue e rimuovere tutto l'arsenico presente.
  • Se l'arsenico si è già legato ai tessuti è possibile sottoporre il paziente a trasfusioni di sangue in modo da eliminare la sostanza mediante il fisiologico ricambio del sangue.
  • Se l'arsenico è stato ingerito si può ricorrere alla lavanda gastrica.
  • In tutti i casi è possibile ricorrere alla terapia chelante, si utilizzano cioè particolari sostanze somministrate per via endovenosa che legano l'arsenico e ne consentono l'espulsione con le urine.

Se l'intervento è tempestivo o la quantità di arsenico assunta è bassa (si ricordi che la dose letale di arsenico è fissata a 100 mg) il paziente dovrebbe avere una buona prognosi. Tuttavia in molti casi rimangono disturbi permanenti quali disturbi sensoriali e motori legati a danni ai nervi periferici, disturbi cardiaci e problemi epatici e renali.

La terapia per l'arsenicosi invece prevede la somministrazione endovenosa di agenti chelanti come l'acido alfa lipoico.

Ricordiamo che l’articolo ha uno scopo esclusivamente informativo.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo

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