Antidolorifici naturali ed omeopatici: benefici e controindicazioni.

Valida alternativa ai farmaci, gli antidolorifici naturali ed omeopatici possono essere utilizzati in molteplici occasioni,dal mal di denti e mal di schiena. Ma quali benefici apportano? Approfondiamo l’argomento sottolineando i vantaggi ma senza trascurare le eventuali controindicazioni.

Antidolorifici naturali ed omeopatici: benefici e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. A chi sono indicati?
  3. Benefici
  4. Controindicazioni
  5. Posologia
  6. Approfondimenti

 Caratteristiche degli antidolorifici naturali ed omeopatici.

Lo sapevi che molte delle sostanze presenti in natura posseggono un effetto antidolorifico sull’uomo? Sembra incredibile, eppure per combattere il dolore non vi sono solo i farmaci tradizionali a disposizione, dunque, ma anche altri rimedi: gli antidolorifici naturali, appunto. Tra questi, però, vanno distinti gli antidolorifici fitoterapici da quelli omeopatici. Vediamo in cosa sono differenti.

Quali differenze ci sono tra i due tipi di analgesici naturali?

Quando si parla di analgesici naturali ci si riferisce ad una grande varietà di erbe officinali, ma anche a pratiche naturali e sostanze aventi una caratteristica comune: una spiccata proprietà analgesica. Le erbe e le sostanze in questione sono davvero moltissime e possono essere assunte sia sotto forma di fitoterapici sia come farmaci omeopatici. Qual è la differenza?

  • I fitoterapici consistono nelle parti essiccate delle piante, o in olii essenziali, insomma sono derivati direttamente da sostanze vegetali e non subiscono particolari trasformazioni chimiche. Nella pratica fitoterapica, dunque, le erbe officinali si sostituiscono ai farmaci tradizionali nella cura “fai-da-te” della patologia.

  • I farmaci omeopatici, invece, nascono da una scuola di pensiero fondata dal tedesco Samuel Hahnemann, che postula il principio secondo il quale per curare una malattia basta somministrare una sostanza (derivata da piante, animali o corpi inorganici) che provoca i sintomi della stessa malattia ma in concentrazioni molto basse (teoria non accettata dalla medicina ufficiale). Per esempio la china, che provoca in un soggetto sano gli stessi sintomi della malaria, secondo tali principi, può essere usata per curare proprio la stessa malattia.

Ma perché scegliere un antidolorifico naturale? In genere i farmaci omeopatici ed i fitoterapici hanno un numero limitato di effetti collaterali rispetto a quelli tradizionali, essendo più leggeri e non gastrolesivi. Vantaggio o svantaggio (dipende dai punti di vista) è il fatto che rispetto ai farmaci della medicina tradizionale, gli omeopatici e la maggior parte dei fitoterapici hanno un effetto più blando per cui, in genere, per avere un risultato tangibile nella cura di una patologia, la terapia deve avere una durata maggiore. Inoltre, anche gli antidolorifici naturali, sia fitoterapici che omeopatici, al pari dei medicinali classici, possono trovarsi in diverse forme: oltre che per la somministrazione via orale si trovano, per esempio, anche pomate o creme per l’applicazione diretta sulla zona colpita dal dolore.

Quando è utile ricorrere agli antidolorifici naturali per contrastare il dolore.

Ci sono particolari momenti della vita, o specifiche categorie di persone, per cui assumere questi analgesici di origine naturale non è più una scelta ma una vera necessità. Ad esempio:

  • Durante la gravidanza, quando viene escluso o fortemente limitato l’utilizzo della maggior parte dei farmaci tradizionali a causa della loro tossicità nei confronti del feto.

  • Durante l’allattamento per lo stesso motivo, in quanto il farmaco passa nel latte materno e nel lattante può dare effetti indesiderati. Per evitare tali inconvenienti, spesso, durante la gestazione ed il puerperio, all’occorrenza si ricorre all’utilizzo di antidolorifici naturali.

  • I bambini, per via della scarsa tolleranza che possono presentare ai farmaci tradizionali, sono obiettivo di alcuni rimedi naturali “più leggeri” e meno nocivi per l’organismo. Ricordiamo, però, che non tutte le erbe sono innocue: perciò è sempre meglio rivolgersi a un medico, quando si tratta di assumere qualche sostanza!

  • Chi è vegano o vegetariano non di rado usa antidolorifici naturali per motivi etici. Infatti, i farmaci, prima di essere commercializzati, devono necessariamente essere testati sugli animali, pratica disapprovata da queste persone; ma, poichè molti preparati omeopatici derivano da estratti di insetti, i vegani e i vegetariani utilizzano soprattutto rimedi fitoterapici, che invece hanno esclusivamente origine vegetale. 

Proprietà terapeutiche e benefici degli analgesici naturali.

 Al pari dei farmaci convenzionali gli antidolorifici naturali vengono utilizzati per la loro funzione analgesica, ossia per calmare il dolore. Tuttavia le sostanze naturali con questa proprietà, siano esse fitoterapici oppure omeopatici, sono molteplici e risultano più efficaci nell’una o nell’altra affezione dolorosa in modo diverso. Vediamo alcuni esempi distinguendo i rimedi omeopatici da quelli fitoterapici, anche se talvolta si intersecano.

Cure omeopatiche e fitoterapiche contro i dolori più comuni.

La percezione del dolore, si sa, è una condizione naturale che accompagna lo stato infiammatorio di tendini, muscoli, organi. Chi non ne ha mai sofferto, per esempio, di mal di denti, torcicollo, cervicale o cistite? La fitoterapia e l’omeopatia offrono la cura adatta a quasi ogni affezione dolorosa. Vediamo nella seguente tabella una serie di disturbi molto comuni, con i quali possiamo avere a che fare tutti i giorni, e i rimedi più usati nei due tipi di terapie:

Problema Rimedio omeopatico
Emicranie e cefalee: Spigelia, pianta tossica che cresce in Sud America.
Mal di gola: Gelsenium sempervirens, pianta originaria del Nord America.
Mal di schiena (anche cervicale, sciatica e lombalgia): Ruta graveolens, una pianta officinale, e nux vomica, ossia l’albero che produce stricnina.
Mal di denti (anche da dente del giudizio): Mercurius solubilis, quando vi sono anche lingua bianca, alitosi e tonsillite. Negli altri casi la belladonna.
Artrosi e reumatismi: Rhus toxicodendron, cioè l’edera velenosa utilizzata contro dolori osteoarticolari di vario tipo.
Cistite: Chantaris, estratto da un coleottero.
Otite: Apis mellifera, estratto dall’ape domestica.
Nevralgia del trigemino: Agaricus muscarius, estratto da un fungo velenoso.
Dolori post-operatori: Arnica in pomate o gel, come antinfiammatorio. Contro gli effetti dell’anestesia: l’Opium, il papavero da oppio in concentrazioni diluite.
Ustioni da eccessiva esposizione al sole: Apis mellifera o chantaris, sostanze irritanti estratte da insetti.
Reflusso gastroesofageo: Nux vomica, albero i cui principi attivi innescano l’infiammazione.
Dolori mestruali: Actae racemosa, una pianta velenosa.
Ragadi al seno (piccoli tagli che possono comparire intorno al capezzolo durante i primi giorni dell’allattamento): Phytolacca, una pianta stimolante per le ghiandole.
Cellulite e ritenzione idrica: Lymphomyosot, un estratto tossico ricavato da un pianta, che agisce sui livelli ormonali

 

Problema Rimedio fitoterapico
Emicranie e cefalee: Spirea ulmaria, pianta dalle proprietà analgesiche.
Mal di gola: Propoli, la resina antisettica e protettiva raccolta dalle api.
Mal di schiena (anche cervicale, sciatica e lombalgia): La scutellaria, dalle proprietà antinfiammatorie
Mal di denti (anche da dente del giudizio): Colluttori al mentolo, chiodi di garofano, citronella, timo, limone. Un rimedio naturale e casereccio: strofinare uno spicchio d’aglio sulla parte dolente.
Artrosi e reumatismi: Artiglio del diavolo o ribes nigrum, piante dalla forte azione analgesica e antiflogistica.
Cistite: Calendula, salvia ed aloe vera, dall’azione lenitiva e nutritiva sul derma.
Otite: Echinacea, antinfiammatorio ed immunostimolante.
Nevralgia del trigemino: Erba di San Giovanni e verbena blu, degli antinfiammatori.
 Dolori post-operatori:  Pomate o gel a base di arnica da applicare topicamente.
 Ustioni da eccessiva esposizione al sole:  Sostanze lenitive e calmanti come la camomilla e la calendula.
 Reflusso gastroesofageo:  Malva e altea, piante protettive per le mucose, associate a liquirizia e boswellia, antinfiammatori.
 Dolori mestruali:  Erbe dalle proprietà calmanti, e miorilassanti, come la valeriana e la camomilla, associate all’azione lenitiva della calendula per uso esterno.
 Ragadi al seno (piccoli tagli che possono comparire intorno al capezzolo durante i primi giorni dell’allattamento):  L’olio di mandorle, dall’’azione emolliente ed idratante.
Cellulite e ritenzione idrica: Hippocastanum e centella asiatica, utili per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, ma anche tè verde per gli effetti diuretici.

Riassumendo, possiamo affermare che i rimedi proposti dall’omeopatia sono basati su principi che a dosi alte producono gli stessi sintomi del male da curare (la legge secondo cui i simili si curano con i simili), mentre la fitoterapia ricorre a sostanze naturali che possiedono le stesse proprietà (antisettiche, antinfiammatorie, rilassanti etc.) dei farmaci tradizionali. E tu quale pratica sceglieresti? Prima di rispondere, però, scopriamo quali altre terapie naturali contro il dolore è possibile utilizzare.

Come combattere naturalmente il dolore con la naturopatia.

Non solo la medicina tradizionale, l’omeopatia e la fitoterapia hanno come scopo quello di curare patologie o alleviarne i sintomi. Contro le affezioni dolorose sono molti i rimedi che non necessariamente si escludono tra di loro, ma anzi, nella maggior parte dei casi, si completano a vicenda. Vi sono infatti diverse pratiche che, insieme alla riflessologia plantare, l’aromaterapia, la floriterapia, vanno sotto il nome di naturopatia, una medicina alternativa la cui efficacia è sempre al centro di numerosi dibattiti e controversie, tanto che non è stata ancora dimostrata scientificamente. Vediamo insieme alcune di queste discipline naturopatiche:

  • L’idroterapia, praticata fin dall’antichità per decongestionare, con bagni caldi, i dolori ossei mentre con getti di acqua fredda calma il gonfiore e la stanchezza delle gambe.

  • L’agopuntura, una tecnica orientale, che può essere considerato un metodo naturale per combattere il dolore; la pratica consiste nell’applicazione di aghi, da parte di mani esperte, in particolari punti del corpo, ognuno corrispondente a diverse patologie.

  • L’ayurveda, invece, più che un metodo, è uno stile di vita che comprende dieta, massaggi e utilizzo di prodotti erboristici; è la medicina tradizionale indiana, ancora oggi più diffusa di quella occidentale in tutta l’India.

  • La talassoterapia invece, si basa sulle proprietà curative dell’ambiente marino, attraverso bagni di sabbia, immersioni nell’acqua marina, esposizioni al sole e molti altri trattamenti specifici.

 Allora, come vedi, il dolore può essere combattuto in tantissimi modi, alcuni anche insospettabili. Buono a sapersi, no?

Anche gli antidolorifici naturali hanno controindicazioni?

In genere si ricorre all’utilizzo di antidolorifici naturali per sfuggire agli effetti collaterali che i farmaci classici possono recare. Ma è corretto affermare che i rimedi fitoterapici e omeopatici sono privi di controindicazioni? Certo che no! Purtroppo anche questi analgesici alternativi comportano dei rischi, che ora analizzeremo singolarmente!

La potenziale tossicità dei rimedi usati in omeopatia.

I rischi derivanti dai farmaci omeopatici possono dipendere da diversi fattori, tra cui:

  • La mancanza di una base scientifica dell’omeopatia, che utilizza sostanze svariate e le applica secondo un criterio di similitudine (il simile scaccia il simile) non ancora provato dalla comunità scientifica internazionale.

  • L’utilizzo di composti per la maggior parte tossici per l’uomo. Per fortuna, nelle formulazioni presenti in commercio, tali composti vengono preventivamente diluiti, ma questo non garantisce la totale assenza di tossicità della sostanza. Per esempio, la belladonna, consigliata contro i bruciori di stomaco, contiene una sostanza detta atropina, capace di bloccare la secrezione da parte delle ghiandole esocrine, quindi non solo l’attività gastrica ma anche quella salivare, con conseguente secchezza buccale e rischio di infezioni.

  • La composizione è in buona parte costituita da zuccheri; infatti, un “granulo”, forma farmaceutica degli omeopatici, consiste di zucchero spruzzato con acqua in cui è stato diluito il principio attivo, il che potrebbe rendere tali farmaci rischiosi per i diabetici. Invece, chi ha problemi di linea non deve preoccuparsi più di tanto: l’assunzione di un granulo o due per un numero limitato di giorni non farà di certo ingrassare!

Attenzione, dunque, l’omeopatia non è così innocua come si potrebbe pensare!

I fitoterapici hanno effetti collaterali come i farmaci classici?

Neppure la fitoterapia fa eccezione alle controindicazioni, anzi, in tale campo ci sono forse più rischi che nell’omeopatia. Perché? I motivi principali sono i seguenti:

  • Le erbe medicamentose, come i farmaci veri e propri, posseggono principi attivi capaci di attivare o inattivare funzioni biologiche in una misura che dipende dal singolo individuo. In altre parole, non tutti rispondiamo allo stesso principio attivo allo stesso modo e per questo alcuni rischi possono essere nascosti: c’è chi risponde con lieve giovamento all’azione di una pianta e chi invece manifesta tossicità. Un esempio? L’apparentemente innocuo hippocastanum, utilizzato per combattere gli inestetismi della cellulite, interferisce con i farmaci anticoagulanti potenziandone gli effetti; in alcuni soggetti più sensibili può provocare nausea, diarrea e, per usi prolungati, anche emorragie. Inoltre, per la sua azione diuretica è sconsigliato a chi soffre di insufficienza renale.

  • Anche erbe e piante officinali possono essere gastrolesive come i farmaci antidolorifici, perché, in realtà, anche queste possono aumentare la secrezione gastrica! È il caso del rinomato artiglio del diavolo, dall’azione analgesica ed antinfiammatoria, che provoca acidità gastrica e viene fortemente sconsigliato in caso di gastriti ed ulcere.

Questi sono solo alcuni esempi, ma molto indicativi. Insomma, parleresti ancora di assenza di controindicazioni negli antidolorifici naturali? Chiaramente no, perciò diventa molto importante conoscere le giuste dosi di assunzione di tali farmaci. Scopriamole insieme!

Posologia delle erbe contro il dolore.

A differenza dei farmaci tradizionali, quelli omeopatici ed erboristici non richiedono prescrizione medica e quindi sono utilizzati per l’automedicazione. Tuttavia, gli antidolorifici naturali non possono essere somministrati per troppo tempo e chi li assume deve comunque rispettare la posologia consigliata. In particolare:

  • Le cure di fitoterapia durano 20 giorni al mese o per due mesi consecutivi, seguiti da un terzo di pausa. Le dosi giornaliere variano da 20 a 50 gocce, se si tratta di tintura madre, o 2 tisane, o ancora 2-3 compresse o capsule. A seconda che si tratti di erbe che stimolano la secrezione gastrica o meno, viene consigliata o sconsigliata l’assunzione dopo i pasti.

  • La cura con farmaci omeopatici, invece, è meno duratura e può variare da 5 a 9 giorni entro i quali si dovrebbe assistere ad una scomparsa dei sintomi. I granuli da assumere al giorno sono da 1 a 2, sempre lontano dai pasti. In alcune terapia è previsto l’utilizzo di una stessa sostanza in dosi via via più basse.

Che fare, allora, per essere sicuri di non sbagliare? Basta semplicemente seguire le indicazioni sulle etichette dei prodotti o, ancora meglio, ricorrere ai consigli degli esperti in fitoterapia ed omeopatia. In questo modo potrai ottenere i benefici di questi antidolorifici naturali in assoluta sicurezza!

Alla luce di quanto precedentemente esposto, appare chiaro quanto sia errato l’atteggiamento comune che si ha di fronte ai rimedi naturali, che è quello dell’automedicazione. Invece, proprio a causa dei potenziali effetti avversi che gli omeopatici e i fitoterapici possono causare, bisognerebbe informare il proprio medico dell’eventuale uso di questi prodotti. Mai eccedere, inoltre, con le dosi consigliate riferite ad ogni singolo prodotto!

Supervisione: Collaboratori: Dott.sa Giuseppina Corniello (Laurea in Biotecnologie mediche) - Dott.sa Luigia Torrusio

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