Ansia positiva.

Scopriamo cos'è l’ansia positiva, e come questo stato sia un importante meccanismo di protezione del nostro corpo. Vediamo da cosa nasce l’ansia e quando da positiva può diventare negativa diventando un limite per l'azione.

Ansia positiva

    Indice Articolo:

  1. Cos'è
  2. Quando diventa negativa?
  3. Fattori scatenanti
  4. Sintomi
  5. Rimedi
  6. Approfondimenti

Ansia positiva: un naturale meccanismo di difesa del nostro corpo.

Partiamo dalle basi cercando di capire: cosa’è l’ansia? In realtà darne una definizione specifica è molto difficile, in quanto per sua stessa natura l'ansia è data dalla somma di diversi fattori che si sovrappongono, generando conseguenze fisiche, a cui il soggetto stesso non riesce ad attribuire una causa specifica, sentendosi assalito da un vago senso di paura.

Quello che però possiamo affermare senza dubbi è che in realtà l'ansia non nasce come qualcosa di negativo, ma è solo reazione naturale del nostro organismo nei confronti di un evento ritenuto pericoloso.

Di fronte ad una qualsiasi situazione ritenuta tendenzialmente pericolosa, o che crea stress psicologico, si innesca lo stato ansioso, uno stato emozionale di difesa cui l’organismo reagisce adottando le misure idonee per superarlo.

Questo si traduce in una serie di manifestazioni fisiche: il sistema nervoso diventa iperattivo, aumenta il flusso sanguigno e tutto il corpo si predispone a rimanere vigile e avere la forza necessaria di affrontare il pericolo ed adattarsi e reagire alla situazione.

L’ansia, dunque, esiste per tutti ed è funzionale alla sopravvivenza: si pensi allo studente sotto esame, se non vi fosse il giusto livello di ansia, non sarebbe spronato a prepararsi al meglio, o ad un soggetto che deve affrontare un colloquio di lavoro importante, senza la spinta emotiva ed ansiogena non avrebbe la grinta necessaria per superarlo.

In quest'ottica l'ansia non è altro che un’emozione, uno stato d'animo al pari della rabbia, della felicità e della tristezza ed assume un ruolo  funzionale all’adattamento ed alla sopravvivenza.

Il limite della funzione positiva dell’ansia: i livelli oltre cui diventa negativa.

Come appena detto quindi l’ ansia è uno stato di allerta che predispone l’organismo ad adattarsi ad una situazione predisponendo al meglio tutte le sue risorse.

La funzione adattiva dell’ansia si esplica però quando essa non è ne troppo alta ne troppo bassa: uno stato di ansia troppo basso può portare all’inerzia, mentre livelli troppo alti a disturbi psicologici.

Livelli di ansia

Più il livello di ansia sale più aumenta la funzionalità, ma solo fino ad un certo punto, fino cioè ad un livello, che può definirsi ottimale, in cui ad un alto livello di ansia corrisponde il migliore rendimento dell’organismo che potenzia al massimo le sue prestazioni.

Se, però l’ansia aumenta ulteriormente, la funzionalità comincia a decrescere in quanto l’ansia causa sofferenza che compromette la qualità della funzionalità dell’organismo.

Superato il picco l'ansia diventa negativa, un disturbo, le reazioni diventano esagerate ed inappropriate creando stati di sofferenza ed angoscia che interferiscono con la qualità della vita ed il corpo avverte che sta vivendo una situazione che non riesce più a gestire.

Autostima e percezione della realtà: i fattori che condizionano l’ansia.

L’ansia è dunque una risposta funzionale alle numerose sollecitazioni esterne cui ci sottopone la vita.

Le situazioni che attivano lo schema di pericolo e causano lo stato ansiogeno sono molto diverse, soprattutto in relazione alla vita moderna con i suoi ritmi frenetici, e variano a seconda della personalità del soggetto.

Tali situazioni iniziano sin dall’infanzia e sono dettate essenzialmente da due fattori:

  • l’interpretazione cognitiva che si dà alla situazione
  • il livello di autostima che si ha di se stessi.

Approfondisci le cause ed i possibili rimedi per contrastare la mancanza di autostima.

Di fronte ad un evento stressante il soggetto ha una propria rappresentazione della realtà ed in preda all’ansia può formulare ipotesi negative, facciamo un esempio:

  • Deve sostenere un esame? La mente si pone moltissime ipotesi negative:
  • e se non ho studiato tutto?
  • e se il professore mi chiede proprio quell’argomento che non ho capito?
  • e se non mi ricordo più nulla?

Sono paure legittime che colgono tutti a cui il soggetto sano con sufficiente stima di se, risponde con un’ansia positiva che crea quei meccanismi di difesa che gli permettono di controllare lo stato ansioso e di dare il meglio di se, impegnandosi nel percorso di studio in modo proficuo fino a poter arrivare ad affermare:

  • ho studiato bene
  • anche se non ricordo una cosa posso rifarmi con le altre domande
  • mal che vada posso rifare l’esame.

Quando però le ipotesi negative sono infinite e generalizzate, ed il soggetto pensa di non avere la capacità di risolvere il problema, siamo in presenza di un disturbo di ansia.

In tali situazioni spesso si cerca la soluzione evitando le situazioni  esterne che attivano lo schema di pericolo, nel nostro caso ad esempio evitando di fare l’esame, ma in alcuni casi la condizione può diventare anche più grave fino a portare il soggetto ad essere talmente insicuro da isolarsi dalla vita sociale e non uscire di casa.

Si innesca in tal modo il circolo vizioso dell’ansia patologica: più aumenta lo stato ansioso più il soggetto non vede via di uscita, più il soggetto si sente impotente e più aumenta l’ansia che può sfociare in altri tipi di disturbi come la depressione, attacchi di panico o fobie.

Come si manifesta? I sintomi fisici e psicologici di questo meccanismo d’allarme.

Lo stato ansioso, anche se lieve e positivo si presenta con una serie di sintomi fisici, psicologici e comportamentali.

E’ proprio l’ansia che attiva il sistema nervoso alla maggiore produzione di quei neurotrasmettitori quali serotonina, dopamina ed noradrenalina che trasmettono i segnali sensoriali al cervello ed aumentano il livello di attenzione e vigilanza e, contemporaneamente, attraverso il sistema nervoso simpatico, a livello periferico influiscono sulla circolazione sanguigna e sui muscoli.

Gli effetti di tali neurotrasmettittori si traducono in:

  • aumento della frequenza e della pressione cardiaca con palpitazione e tachicardia,
  • tremori,
  • eccessiva sudorazione,
  • aumento dell’afflusso sanguigno ai muscoli,maggiore applicazione intellettiva,
  • reazioni emotive quali rabbia, felicità o tristezza

Come contrastare i sintomi dell’ansia positiva?

Sebbene dunque l’ansia sia spesso positiva per cui non andrebbe constrasta, ma assecondata, è comunque possibile ricorrere a rimedi naturali per eliminare o contenerne i sintomi in modo da evitare che perda la sua funzione naturale e diventi negativa.

Anzitutto è necessario regolare la propria vita e vedere gli eventi in un’ottica diversa dando a ciascuno il giusto valore. L’ansia ci avvisa che stiamo trascurando noi stessi, essa è una sorta di stimolo a restituire alle cose la giusta prospettiva, a ristabilire l'ordine di valori e priorità.

La terapia migliore per controllare l’ansia positiva ed evitare che degeneri, consiste dunque nel concedersi un po' più di tempo e di attenzioni attraverso:

  • un'alimentazione equilibrata (magari riducendo caffeina ed altre sostanze eccitanti),
  • un po' di esercizio fisico, che aiuta a scaricare lo stress,
  • tecniche di rilassamento che aiutino a liberare la mente, come lo yoga, la meditazione, la musicoterapia o semplicemente una piacevole giornata con gli amici.

Potrebbe interessarti conoscere le più comuni tecniche che rilassano ed aiutano a combattere lo stress.

Per controllare l'ansia, infatti, non bisogna far altro che inquadrare problemi e pensieri nella giusta dimensione, e riappropriarsi degli aspetti piacevoli e positivi della vita che troppo spesso il correre quotidiano ci porta a tralasciare.

Un aiuto in tal senso può venire dalla fitoterapia: Molti sono gli infusi ed i decotti che aiutano a placare quell’intimo tremore, sudorazione e tachicardia che ci assalgono in svariate situazioni:

  • Infuso di basilico: ponete 2 grammi di foglie di basilico in 25 cl di acqua per circa 10 minuti. Lasciate raffreddare, filtrate e bevetene una tazza dopo i pasti principali.
  • Infuso di anice, fiori d’arancio e radice di valeriana: mettete in una brocca 10 g di semi di anice, 35 g di fiori di arancio e 5 g di valeriana, versate 1 litro di acqua bollente e lasciate riposare per circa 30 minuti. Bevete 3 - 4 dosi dell’infuso nell’arco della giornata per un totale di 50 cl.

E tu come riesci a controllare l’ansia e sfruttare la sua funzione positiva?

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