Anoressia e bulimia
Anoressia e bulimia possono essere considerati come i rappresentanti ufficiali di tutta la categoria dei DAP, disturbi alimentari psicogeni, al cui interno invece vi sono molti altri tipi di comportamenti patologici che però sono meno conosciuti e pubblicizzati come le abbuffate notturne, l’ortoressia, etc..
Sebbene a prima vista questi due disturbi possano sembrare agli antipodi, in quanto l’anoressia è caratterizzata da un rifiuto del cibo mentre la bulimia da vere e proprie abbuffate, hanno in realtà diversi punti in comune.
Entrambe infatti fanno parte di quelle che vengono definite le patologie del benessere, ovvero disturbi che si manifestano solo in società ricche, sebbene poi colpiscano anche le fasce più basse della popolazione.
Entrambe sono maggiormente diffuse tra soggetti di sesso femminile e colpiscono di solito soggetti tra i 13 ed i 30 anni.
In entrambe i soggetti vengono colpiti da una sorta di ossessione per l’aspetto e la forma fisica, il che li porta pian piano a modificare le proprie abitudini alimentari fino a cadere in comportamenti patologici, in entrambe inoltre al cattivo rapporto con il cibo si associa spesso la pratica smisurata di qualsiasi tipo di attività fisica.
Non è raro inoltre che soggetti bulimici cadano poi nell’anoressia e viceversa, e questo perché questi due disturbi hanno in comune quelle che sono le cause di fondo della patologia sia gli anoressici che i bulimici infatti cercano di sublimare il profondo senso di inadeguatezza e le insicurezze che hanno attraverso la ricerca della forma fisica perfetta, ma mentre gli anoressici lo fanno imponendosi regole alimentari molto rigide che li portano progressivamente a smettere completamente di alimentarsi, i bulimici lo fanno attraverso abbuffate spropositate a cui seguono comportamenti punitivi come vomito indotto l’assunzione di lassativi e diuretici etc..
Capita però che soggetti anoressici ad un certo punto non riescano più a sopportare la rigidità del regime alimentare che si impongono e comincino perciò a cadere in sporadiche abbuffate seguite da comportamenti punitivi, e che al contrario bulimici che si puniscono con lunghi periodi di digiuno post abbuffate sfocino poi nell’ anoressia.
Altro punto in comune di queste patologie è il loro condizionare negativamente, oltre che la salute e l’aspetto fisico, anche la vita sociale ed affettiva dei soggetti che ne soffrono.
Sai l’anoressico che il bulimico infatti iniziano progressivamente arifuggire tutte le situazioni di convivialità e condivisione soprattutto se legate al cibo, come una cena fuori con gli amici, fino achiudersi sempre più in loro stessi cercando di rifuggire anche situazioni quotidiane come il cenare con la famiglia.
Inoltre in entrambe i casi i soggetti sviluppano quasi una fortissimaabilità nel mentire per rifuggire situazioni che loro ritengono pericolose senza far nascere dubbi e sospetti, infatti uno dei principali problemi di queste malattie, almeno fino a qualche anno fa quando se ne parlava meno, era proprio la difficoltà di individuare un soggettomalato prima che le manifestazioni fisiche diventassero evidenti, il che poi avviene con molta più evidenza nell’anoressia in cui vi è un dimagrimento oggettivo che nella bulimia dove invece le variazioni di peso del soggetto possono essere del tutto impercettibili.
Oggi per fortuna in seguito a diverse campagne di sensibilizzazione che hanno fatto si che questi disturbi venissero ufficialmente riconosciuti ed accettati come patologie, vi è una maggiore conoscenza di queste malattie che sono quindi di più facile identificazione sia per i soggetti che ne soffrono che per gli amici ed i parenti che li circondano, che hanno anche a disposizione una serie di associazioni per scoprire come riuscire ad aiutare il soggetto.
Infatti la fase più difficile è proprio quella di riuscire a far ammettere al soggetto di avere un problema, mentre una volta che il soggetto ha raggiunto questa consapevolezza ed ha manifestato volontà di uscirne è necessario intervenire con una terapia multidisciplinare, infatti oltre ad una terapia farmacologica che ripristini gli eventuali squilibri fisici, è necessaria una terapia psicologica ed anche un periodo di rieducazione alimentare che riporti il soggetto ad avere un rapporto normale con il cibo. Naturalmente i tempi di recupero dipendono da quanto sia statagrave la manifestazione della patologia, ma spesso i soggetti che ne hanno sofferto portano per tutta la vita retaggi dell’anoressia o della bulimia.
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