Amianto: cos'é? Dove si trova? Rischi e malattie da esposizione.

L’amianto, noto anche come asbesto, è un minerale che è stato molto utilizzato in passato in ambito edilizio e industriale per la sua resistenza e versatilità. In tempi piuttosto recenti è stata scoperta però la sua tossicità per la salute umana, tanto che il suo utilizzo è stato vietato in molti Paesi.Vediamo più nel dettaglio dove si trova e quali sono le malattie e i rischi associati a questo minerale.

Amianto: cos'é? Dove si trova? Rischi e malattie da esposizione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Proprietà
  3. Perchè è tossico?
  4. Rischi da esposizione
  5. Normativa
  6. Approfondimenti

Cos’è l’amianto?

L’amianto, da un punto di vista chimico, è un minerale di aspetto fibroso appartenente alla famiglia dei silicati, ma non si ricava dalla semplice estrazione da rocce. Infatti, è necessario che i silicati di partenza siano lavorati in un certo modo, in condizioni di bassa pressione e alta temperatura, per poter dare origine all’amianto vero e proprio.

Quanti tipi di amianto esistono?

E’ possibile individuare tipologie differenti di amianto:

  • Amianto bianco: si tratta dell’amianto che in passato è stato più utilizzato nel nostro Paese, ma anche a livello mondiale. Deriva dalla famiglia dei ‘fillosilicati’ e fa parte del cosiddetto ‘gruppo del serpentino’. Si è dimostrato essere cancerogeno seppure la sua tossicità non sia così elevata come quella dell’amianto dei gruppi successivi.
  • Amianto blu: deriva dalla famiglia degli inosilicati e fa parte del ‘gruppo degli anfiboli’. E’ sicuramente il più pericoloso. E’ stato molto utilizzato nei Paesi anglosassoni per la realizzazione di maschere antigas militari.
  • Amianto bruno: è anch’esso pericoloso, ma molto meno dell’amianto blu. Si tratta di un silicato della famiglia dei silicati di ferro e magnesio ed è stato molto usato in passato negli Stati Uniti e in altri Paesi del continente americano nell’ambito dell’industria navale.

Quali sono le proprietà di questo minerale?

L’amianto si presenta come un materiale estremamente versatile che può essere utilizzato in molti ambiti.

Ciò è dovuto alle sue caratteristiche fisiche che sono le seguenti:

  • resistenza al fuoco e alle alte temperature;
  • friabilità, caratteristica che lo rende particolarmente malleabile e pronto ad essere lavorato con altri materiali, come la calce e il gesso, per ottenere un prodotto finito della forma e della consistenza desiderata;
  • proprietà termoisolanti, ciò lo rende particolarmente utile in campo edilizio per la realizzazione di costruzioni ad uso abitativo resistenti e isolate termicamente;
  • proprietà fonoassorbenti, che lo rendono utile alla realizzazione di ambienti isolati dai suoni e dai rumori esterni;
  • resistenza all’azione di un gran numero di agenti chimici e biologici.

Dove si trova? Usi più comuni dell’amianto.

Questa grande versatilità ha fatto in modo che l’amianto fosse utilizzato in un gran numero di manufatti.

Il suo utilizzo più comune è sicuramente quello edilizio per la realizzazione di:

  • coibentazioni,
  • coperture di tubature,
  • costruzione di canne fumarie e tettoie.

 

In passato, questo materiale è stato molto utilizzato anche in ambito industriale, per realizzare i circuiti interni di numerosi elettrodomestici come:

  • phon,
  • ferri da stiro,
  • forni elettrici,
  • stufe.

Infine lo troviamo anche in freni, frizioni e guarnizioni di numerosi mezzi di trasporto.

Perché l’amianto è tossico?

A questo punto è lecito chiedersi come mai un materiale che sembra tanto utile e tanto versatile possa comportare dei problemi per la salute umana.

In realtà è proprio una delle sue caratteristiche a renderlo un materiale così pericoloso, ovvero la sua friabilità.

Infatti, l’amianto, una volta lavorato e compattato, si presenta come una matrice estremamente fibrosa, con fibre che hanno dei diametri molto piccoli dell’ordine dei nanometri, tanto che si calcola che per raggiungere il diametro di un capello umano siano necessarie 335.000 fibrille di amianto!

Seppure nella sua globalità l’amianto sia un materiale molto resistente una volta esposto agli agenti atmosferici e all’usura va incontro ad un grosso problema cioè quello della perdita nell’ambiente circostante delle sue fibrille.

Le fibrille, essendo così’ sottili, si insinuano molto facilmente nelle vie respiratorie dei soggetti esposti causando patologie piuttosto gravi.

Della tossicità dell’amianto si è iniziato a preoccuparsi a partire dagli anni ‘80, periodo nel quale il suo utilizzo a livello industriale aveva raggiunto l’apice.

In particolare, in edilizia, veniva utilizzato il famoso Eternit, una miscela di amianto e cemento, per realizzare coperture, coibentare le tubature, come rivestimento di canne fumarie e tanto altro.

Da quel momento in poi il suo utilizzo in molti stati è stato vietato e, fin dove possibile, si è iniziata un’opera di bonifica massiccia.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) impone un rigido controllo soprattutto per ciò che riguarda l’amianto costituito dalle fibrille più sottili, con diametro inferiore ai 5 micron, che sarebbero le fibre più pericolose per la nostra salute!

Rischi e malattie da esposizione.

La malattie causate dall’amianto o asbesto sono numerose e tutte, per la maggior parte, a carico dell’apparato respiratorio. Come abbiamo anticipato, le fibre di amianto, essendo molto sottili si insinuano, respirando, nelle cellule dell’epitelio andando a danneggiare essenzialmente gli organi deputati alla respirazione, i polmoni. Si è dimostrato però grazie a numerose indagini che anche altri tessuti possono essere colpiti da patologie derivanti dall’esposizione all’amianto.

Vediamo insieme quali sono le malattie più comuni.

Asbestosi: caratteristiche della malattia da esposizione all’amianto.

L’asbestosi è una malattia direttamente associata all’esposizione all’amianto. La sanità ritiene che non ci sia un valore limite di esposizione all’asbesto che possa scongiurare un rischio: questo materiale è così pericoloso che una prolungata esposizione anche a concentrazioni relativamente piccole può determinare la patologia.

Le microfibrille di amianto presenti nell’aria, nel corso del tempo, si accumulano nell’apparato respiratorio nel quale penetrano attraverso il naso e la bocca, proseguono il loro percorso nella laringe e arrivano a livello dei polmoni; qui le fibre, non essendo biodegradabili, iniziano ad accumularsi determinando un processo infiammatorio a carico degli alveoli polmonari, noto come alveolite. L’alveolite non è nient’altro che l’anticamera dell’asbestosi in quanto, a partire dalle lesioni dovute all’infiammazione, i polmoni iniziano a riempirsi di tessuto cicatriziale e fibrotico.

Da un punto di vista clinico, infatti, l’asbestosi è una vera e propria fibrosi polmonare.

Il fatto che il tessuto polmonare sia sostituito da tessuto fibrotico induce una perdita di funzionalità di quest’organo e, nel corso del tempo, porta all’aggravarsi del quadro sintomatologico con enfisema polmonare, pleurite o calcificazione delle pleure.

Un soggetto che ha l’asbestosi ha notevoli difficoltà respiratorie, soprattutto se disteso, perciò i sintomi sono più acuti durante la notte e a lungo andare, essendo il meccanismo respiratorio poco efficiente, sviluppa delle complicazioni della funzionalità cardiaca.

Tumore del polmone.

Il tumore ai polmoni è un altro sintomo della continua esposizione all’amianto. Sebbene sia più frequente l’asbestosi nei soggetti esposti, è stato dimostrato da numerosi indagini epidemiologiche che il carcinoma polmonare è la seconda malattia causata da asbesto e, il più delle volte, si manifesta come conseguenza dell’asbestosi.

In realtà, tale patologia può insorgere a distanza di anni dall’esposizione all’asbesto, seppure il soggetto nel corso della sua vita non abbia mai manifestato sintomi di asbestosi o difficoltà respiratorie.

Mesotelioma.

Si tratta di un’altra tipologia di carcinoma che si manifesta stavolta a carico del rivestimento di numerosi organi. Certamente molto frequente è il mesotelioma pleurico in quanto le pleure, membrane che rivestono i polmoni, fanno parte dell’apparato respiratorio ed è sicuramente questo l’apparato più danneggiato dall’esposizione all’amianto.

Però, studi epidemiologici condotti a distanza di anni su gruppi di soggetti che erano stati esposti all’amianto, o per professione o perché residenti in luoghi in cui questo minerale era stato molto utilizzato, hanno dimostrato come l’amianto sia stato il responsabile di numerosi altri mesoteliomi quali il mesotelioma peritoneale, ovvero a carico del peritoneo (membrana che riveste gli organi della cavità addominale), o delle ovaie e dei testicoli.

Leucemie.

La scoperta degli effetti leucemici dell’amianto è piuttosto recente. Fino a non molto tempo fa lo si collegava essenzialmente a patologie di tipo polmonare, trattandosi di una sostanza che crea un danno in quanto attraversa le vie respiratorie. In realtà, nel 2012, l’AIL (Associazione Italiana Leucemie) ha dichiarato di aver individuato nel midollo di alcuni soggetti leucemici, presi a campione in alcune zone della Germania e della Sardegna, delle microfibrille di amianto che potrebbero essere le responsabili della malattia.

Normativa che regolamenta l’utilizzo dell’amianto.

In Italia, la prima legge contro l’utilizzo dell’amianto è la numero 257 del 1992. Essendo numerosi i riscontri scientifici della correlazione tra l’esposizione all’amianto e le patologie che abbiamo elencato nelle righe precedenti, la legge del nostro Paese ha deciso di vietare completamente l’utilizzo di amianto in qualunque ambito e in qualunque forma.

Il problema era quello di eliminare i manufatti contenenti amianto e ai quali i cittadini continuavano ad essere esposti. Probabilmente la bonifica da amianto è stata una delle operazioni più difficili da eseguire!

I trattamenti di bonifica prevedono le seguenti azioni:

  • rimozione: laddove è possibile si interviene per rimuovere la fonte delle fibre di amianto, quindi l’intero manufatto viene distrutto con degli accorgimenti molto severi che devono seguire gli operatori per evitare la propria contaminazione, ma anche per limitare quanto più possibile la dispersione di fibre di asbesto nell’aria;
  • incapsulamento: quando non è possibile rimuovere il manufatto la legge prevede la sua copertura con più strati di una vernice isolante in grado di impregnare l’asbesto sottostante e isolarlo definitivamente;
  • confinamento: vengono create delle barriere fisiche tra il manufatto e l’ambiente esterno (muri o pannelli).

E’ possibile prevenire l’inquinamento da asbesto?

Il problema dell’inquinamento da asbesto sembra non essere stato ancora totalmente risolto non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo.

Infatti, si calcola che nel 2012 le tonnellate di amianto presenti sul suolo nazionale nel nostro Paese siano ancora 32 milioni. Questo amianto continua a inquinare l’ambiente circostante e a mietere vittime nella popolazione più esposta.

Le fibre di amianto che si distaccano dai manufatti da esso costituiti non solo inquinano l’aria, ma anche le falde acquifere circostanti, qualora questi manufatti si trovino in prossimità di una sorgente; ciò diventa ancor più pericoloso per la salute umana, essendo l’acqua il bene primario più diffuso.

Prevenire l’inquinamento da amianto diventa praticamente impossibile se non si rispettano le norme a livello nazionale e internazionale e, soprattutto, se non si effettua un commercio sano e responsabile.

Bisognerebbe, infatti, che tutti i Paesi, su direttiva dell’ONU, impongano dei rigidi controlli sulla merce in entrata per evitare di introdurre manufatti realizzati con materiali assolutamente vietati.

Eliminare completamente l’amianto è, quindi, un impegno improrogabile, nonché un atto di rispetto verso l’umanità e l’ambiente circostante.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Marilena Grassi (Biologa) - Dott.sa Francesca Vassallo

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