Amare se stessi per essere amati ed imparare ad amare gli altri.

Scopriamo perchè amare se stessi rappresenta il primo imprescindibile passo per imparare ad amare gli altri, e permettere loro di amarci. Certo è che l’amore è un concetto difficile da definire e racchiude mille sfaccettature, ma spiegheremo perchè è un errore credere che chi ama se stesso sia un egoista che non riesce ad amare l’altro, e come invece amarsi sia l’unico modo per fortificare l’amore per gli altri. Come si potrebbe amare, a propria volta, senza entrare in un rapporto di sottomissione o dipendenza?

Amare se stessi per essere amati ed imparare ad amare gli altri

    Indice Articolo:

  1. Cosa significa amarsi?
  2. Imparare ad essere se stessi
  3. Amare se stessi: la psicologia
  4. 10 consigli per imparare ad amarsi
  5. Aforismi e citazioni
  6. Approfondimenti

Vediamo insieme come l’amore verso se stessi sia la base di partenza per sviluppare anche l’amore verso il prossimo.

Amare se stessi: cosa significa e perché è importante.

Amare se stessi significa conoscersi, imparare a capire chi siamo, di cosa abbiamo bisogno e dove vogliamo andare.

Sapersi voler bene è fondamentale per rispettarci così come siamo, perché fin quando non avremo accolto e apprezzato la nostra natura non potremo pretendere che altri lo facciano.

Essere se stessi

Amare ed essere se stessi, la strada giusta per costruire rapporti solidi ed autentici.&nbsp

Apprezzarsi è la base da cui partire in amore, perché senza amare ed essere se stessi, si potrebbe dubitare del proprio valore e cadere nella trappola della dipendenza. Chi si sottovaluta o non si stima abbastanza tende a vivere rapporti d’amore “totalitari” per non concentrarsi su di sé, finendo vittima di situazioni di subordinazione, in cui tutto è in funzione dell’altro, invece che di se stessi.

Il problema è che, in questo modo, nessuno ci amerà davvero per ciò che siamo né ci stimerà sul serio, visto che non lo facciamo noi per primi. Il risultato sarà un rapporto d’amore tutt’altro che paritario ed equilibrato. Cosa fare allora per iniziare a volersi bene? Vediamo insieme di cosa abbiamo bisogno.

Volersi bene non è sinonimo di egoismo: come prendersi cura di se stessi? 

Uno degli errori più grandi che si possono commettere è quello di credere che soltanto in coppia si possa raggiungere la realizzazione personale. Come fare, quindi, ad amarsi? Innanzitutto comprendendo che l’amore attraversa diverse fasi nella nostra vita, e che vivere di riflessi altrui non ci insegnerà a reagire o a stare bene con noi stessi, né ci farà apprezzare la bellezza della vita, se non tramite gli occhi di un’altra persona. 

Ecco che diventa importante la volontà: dobbiamo decidere di allenarci ad apprezzare ogni momento, poiché la vita è solo nostra e ci appartiene. 

Prima di imparare l’amore per se stessi è necessario conoscersi, così da capire di cosa abbiamo bisogno e perché no, anche dove proprio non arriveremo mai.

Curiosità 
Possiamo pensare di paragonarci ad un territorio: più lo conosciamo e più potremo andare oltre i nostri confini, con una migliore consapevolezza di ciò che siamo e quindi di come comportarci con territori altri. In tal modo avremo una misura di noi stessi e da questo punto di partenza sarà poi più facile regolarci anche sugli altri, nelle relazioni con il prossimo, per imparare che gli altri sapranno amarci per ciò che siamo, così come noi faremo con loro. Teniamo bene a mente che nessuno è perfetto, ed è proprio per questo che neanche noi dobbiamo esserlo!

L’ incapacità di amarsi genera dipendenza. Scopri come amare gli altri nel modo corretto.

Amare gli altri può andare a sostituire un’incapacità di volersi bene, magari nata dall’idea di non meritare amore o di non esserne all’altezza.

Cercare l’appagamento negli altri invece che in noi, può essere molto controproducente per il nostro benessere: non è difficile incorrere in relazioni basate sulla dipendenza, dove non si è più in grado di sentirsi bene in modo autonomo ed autosufficiente, poiché tutto dipenderà dall’azione altrui. Quindi, mai come in questo caso bisogna armarsi di autostima, perché accettarsi e rispettarsi è l’unica via verso la felicità nel momento dell’incontro con gli altri. 

Rispetto per se stessi

Conoscere il nostro io, il primo passo per riuscire a valorizzarsi.

Tutti abbiamo pregi e difetti, e tante volte ci siamo sentiti dire di essere permalosi, troppo impulsivi o sempre imbronciati. Per riuscire a valorizzarsi bisogna conoscere il proprio io, aprendo il cuore ai nostri limiti, seppur in uno sforzo incessante di miglioramento.

Rispettare noi stessi è quindi molto importante per iniziare un percorso di vero amore. L’autostima si riflette, infatti, nelle nostre relazioni e non averne abbastanza può portare a non credere all’altro che dice di amarci, a dubitare di lui, oppure a pensare di non meritarlo.

L’amore verso se stessi in psicologia: sviluppare sicurezza di sé fin dai primi anni di vita.

L’amore di sé si basa psicologicamente sull’autostima (la credenza riguardo al valore di sé) e sull’autoefficacia (la credenza riguardo al saper agire, anche in situazioni potenzialmente critiche) ma, se tali qualità non sono sufficientemente sviluppate, sarà difficile per la persona riuscire ad amarsi.

Scopri come aumentare la tua autostima con esercizi mirati, che richiedono costanza e tempo.

Queste caratteristiche sembrano derivare dalla relazione vissuta nell’infanzia con i nostri caregiver, ovvero con chi si è preso cura di noi, di solito nostra madre.

Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby, il bambino svilupperà una concezione di sé che dipende dagli schemi relazionali introiettati durante l’infanzia, cioè le modalità di rapportarsi alle sue figure educative di riferimento.

A partire da ciò, sono stati categorizzati quattro stili di attaccamento principali:

  • l’attaccamento sicuro: il caregiver immette nel bambino la sicurezza necessaria per esplorare il mondo circostante serenamente;
  • l’attaccamento ansioso/ambivalente: il caregiver manda messaggi ambigui e contrastanti al bambino, che quindi è incerto su quando sia possibile o meno avventurarsi tranquillamente nel mondo, poiché teme l’abbandono;
  • l’attaccamento evitante: il caregiver rimane distaccato dal bambino che dunque imparerà a non aver bisogno dell’altro, piuttosto che esserne deluso;
  • l’attaccamento disorganizzato: rappresenta il risvolto psicopatologico, poiché deriva da un’accudimento cosparso di gravi mancanze da parte del caregiver (ad esempio abusi, maltrattamenti, ecc.)&nbsp

Da queste modalità del bambino sono stati evidenziati degli schemi di attaccamento che la persona svilupperà in età adulta. 

  • Un attaccamento sicuro porrà la persona in grado di costruire legami con l’altro, con cui potersi relazionare intimamente senza paure e incertezze;
  • un attaccamento ambivalente tendenzialmente porterà la persona a creare una relazione di dipendenza dall’altro, poiché si è bisognosi di conferme e insicuri riguardo se stessi;
  • un attaccamento evitante farà tendere la persona all’autonomia e ad una difficoltà nello sviluppare legami intimi, a causa dell’inclinazione a credere di non potersi affidare all’altro. 

Dalla teoria psicoevolutiva di Bowlby, sembra che dal tipo di attaccamento sviluppato derivi il nostro modo di rapportarci con gli altri. Ma cosa succede quando il desiderio di attaccamento non viene appagato?

Il desiderio può declinarsi in due stati diversi, quello del narcisista e quello del dipendente affettivo.

Mentre il primo tende a costruire un sé grandioso perché incapace di entrare in contatto con l’altro, il dipendente tende a “divorare” l’altro in un rapporto di fusione, che spesso toglie aria alla coppia e genera ansie ed incomprensioni.

L’arte di amare se stessi? Prendiamo appunti da Fromm.

Scomodiamo Erich Fromm e il suo libro “L’arte di amare” per spiegare come l’amore per sé non equivalga all’egoismo.

Tipicamente nel pensiero occidentale (da Calvino a Freud) l’amore per se stessi è stato pensato come l’antagonista dell’amore per gli altri; se c’è uno non può esserci l’altro e viceversa. L’amore per sé è quindi visto in una chiave negativa, dannosa ed egoistica. Addirittura secondo Freud, amare se stessi significa essere narcisisti: ecco che questa visione escludente dell’amore per sé attecchisce nell’immaginario comune.

Sarà Fromm a portare una concezione differente di sé e dell’altro: l’amore è uno e l’oggetto siamo noi stessi oltreché gli altri. Le due attitudini non si escludono, ma anzi, si rafforzano l’un l’altra, perché l’amore genuino si sviluppa dalla nostra capacità di amare, a prescindere dall’oggetto d’amore. Ecco dunque che il primo oggetto d’amore siamo noi stessi, perché se fossero solo gli altri, non potremmo amare completamente e pienamente.
Anche sfogliando la Bibbia, la famosa frase “Ama il prossimo tuo come te stesso” ci dimostra che dobbiamo saperci amare: il primo oggetto d’amore siamo noi, perché non si può prescindere dall’amare l’uomo per amare il prossimo.

Egoismo e amore per gli altri? Due realtà che non si incontrano mai.

Chi è veramente l’egoista, e perché non sembra saper amare? Tutti definiamo “egoista” qualcuno che s’interessa soltanto di se stesso ed è contento solo se riceve, ma non se dà all’altro. Sembra che egli sia incapace d’amare, perfino se stesso.

Di fatto, egoismo e amore di sé non sono concetti simili, ma opposti: l’egoista è soltanto una persona che non gode della vita, a causa della frustrazione nei riguardi di sé.

Fromm sostiene che l’egoista non ha la capacità di amare, anzi odia se stesso, ma nasconde tutto ciò ponendosi al centro del proprio interesse.

Questa tesi viene dimostrata a partire dal contrario della persona egoista, il cosiddetto ”altruista nevrotico”.

Egli è dedito solo all’altro, ha come oggetto d’amore il prossimo, ma nonostante ciò si sente frustrato ed infelice, depresso ed insoddisfatto dal rapporto con gli altri. Quindi questo tipo di soggetto in realtà è un egocentrico e il suo altruismo deve essere visto come un sintomo di un malessere profondo. Fromm ci dà quindi il via libera: l’amore per il prossimo nasce dall’amore di sé, quindi non sentiamoci egoisti ma pensiamo a quanto sia importante porre le basi per dei rapporti autentici.

Amore di se

10 modi per imparare ad amarsi: esercizi e consigli per iniziare a volersi bene.

Imparare a coccolarsi non è certo semplice, soprattutto se alcune convinzioni ci hanno accompagnato per una vita. Ecco qui una serie di consigli e di esercizi per iniziare a cambiare il modo di percepire noi stessi: se per anni i nostri genitori ci hanno ripetuto che non siamo bravi o intelligenti o capaci, ma ci hanno invece criticato per la maggior parte del tempo, è assolutamente normale che liberarsi di questa sorta di messaggi subliminali non si riveli affatto semplice. Non dobbiamo però arrenderci, perché il cambiamento è difficile e lento, ma non per questo impossibile.

  • Stop alle critiche: se continui a criticarti per ogni cosa che fai, non potrai mai cambiare le cose e la tua mente finirà per credere davvero che sei sbagliato, che non vali abbastanza. Inizia a sostituire ogni critica che ti viene in mente con un incoraggiamento d’approvazione per qualcosa che hai saputo fare e in cui te la sei cavata. Da lì comincia a pensare a tutte le volte in cui ce l’hai fatta: il cambiamento ha inizio dall’approvazione per te stesso.
  • Convinzioni da rivedere: inizia a rivedere tutti i convincimenti che hai su di te sin da quando eri piccolo. Prova a pensare all’episodio in cui i tuoi genitori ti hanno inculcato queste idee, magari a causa di un tuo comportamento, e decidi tu quali accettare e quali no. Soltanto così potrai modificarle! 
  • Viva i pregi: se la tua autostima non è delle migliori, prova a concentrarti sulle cose belle che hai in te, invece che su quelle negative. Pensa a tutte le volte in cui sei riuscito ad ottenere qualcosa di positivo e congratulati con te stesso, sottolineando quale qualità ti ha permesso di raggiungere quel risultato. Pian piano vedrai che vali anche tu e che l’hai dimostrato già parecchie volte, utilizza affermazioni positive su di te, invece di quelle negative, vedrai che i tuoi difetti saranno lentamente scalzati dai tuoi pregi.
  • Abbi pazienza: sii paziente con te stesso, perché per correggerci e migliorarci ci vuole tempo; ci abbiamo messo anni per diventare ciò che siamo, perciò concediamoci il tempo necessario per provare a modificarci in meglio. 
  • Impara a chiedere: non è facile come sembra, soprattutto per chi pensa di non valere abbastanza e di doversela cavare sempre da solo, ma provaci e vedrai che gli altri saranno felici di darti una mano. Inizia a farlo con le persone di cui ti fidi, amici, parenti, terapeuti e vedrai che ti farà crescere. Tutti abbiamo bisogno di un aiuto ogni tanto e chiederlo ti farà apparire forte agli occhi degli altri, perché non hai paura di mostrare quando hai bisogno di un sostegno.
  • Perdonati: volersi bene e perdonarsi sono concetti legati tra loro. Infatti, se non abbiamo perdonato i nostri genitori e noi stessi per gli errori commessi e perché pensiamo di essere sbagliati, non riusciremo neanche ad apprezzarci. Se si rimane nel passato non si riesce a superarlo, ma se riusciremo a perdonarci, allora potremo andare avanti e crearci un futuro migliore. Perdonarsi rappresenta la svolta verso il cambiamento. 
  • Tecnica dello specchio: mettiti davanti allo specchio e affrontati. Osservati attentamente in ogni tuo dettaglio, nei e difetti compresi, perché esprimono come sei. Impara a fare amicizia col tuo corpo e con te stesso, condizionandoti anche con pensieri amorevoli e positivi su di te. Chiediti cosa puoi fare oggi per te stesso: se è successo qualcosa di bello, fatti le congratulazioni, se invece è accaduto qualcosa di spiacevole, perdonati e pensa che puoi comunque volerti bene.&nbsp
  • Coccolati: prenditi cura di te, dedicati del tempo, concediti dei momenti per coccolarti, fare sport, andare alle terme o qualsiasi attività che ti faccia sentire bene e che ti ricordi che anche tu sei importante e ti meriti dei momenti di attenzione esclusiva. 
  • Sii clemente con te stesso: impara ad essere gentile con te stesso, non pensare che stai sbagliando e sii comprensivo se ti capita un pensiero negativo. Prova a scrivere un elenco di qualità che ti rappresentano e che apprezzi in te, accetta le cose belle che ti capitano pensando di meritartele e ripetiti spesso quanto vali. Anche se all’inizio non ci credi, poi ti verrà sempre più spontaneo pensare alle tue qualità piuttosto che ai tuoi difetti. 
  • Amarsi significa piacersi: puoi osservare una parte che ti piace del tuo corpo e poi una che ti piace di meno, scoprine la particolarità e poi ritornare sull’altra, imparando che fanno entrambe parte di te. Impara ad apprezzare le sensazioni che il tuo corpo sa regalarti e concentrati su quelle positive: il gusto di un cibo che ti piace particolarmente, il calore di un abbraccio, un hobby che ti fa sentire realizzato o qualunque altra cosa che ti fa stare bene. Ti aiuterà anche a vedere che il tuo corpo è il tramite per queste sensazioni positive e che quindi non è da disprezzare, ma anzi da accettare serenamente, difetti inclusi. 

Crescere è accettare la propria vita

Sentirsi desiderati, apprezzarsi e costruire relazioni: il benessere passa per aforismi e citazioni.

Filosofi, scrittori e poeti si sono interrogati sul tema dell’amare se stessi: è per questo motivo che, a chiusura del nostro articolo, abbiamo raccolto una serie di frasi che possono aprirci a nuove riflessioni e condurci verso la strada dell’amore di sé.

 Citazioni amare se stessi

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Laura Morelli (Psicologa)

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