Dieta per la gastrite: cosa non mangiare? L'alimentazione consigliata.

La gastrite è una patologia che dipende dalle abitudini alimentari del soggetto malato. La scelta della dieta giusta diventa quindi di fondamentale importanza per eliminare la patologia. Vediamo in dettaglio quali sono gli alimenti consigliati.

Dieta per la gastrite: cosa non mangiare? L'alimentazione consigliata

    Indice Articolo:

  1. Perchè è importante?
  2. Cosa mangiare?
  3. Dieta
  4. Menù
  5. Ricette
  6. Approfondimenti

Dieta per la gastrite: perchè è così importante?

La gastrite, di qualsiasi forma si tratti, va curata innanzi tutto con l’alimentazione, alla quale il proprio medico può decidere di accoppiare una terapia farmacologica. Gli alimenti, infatti, entrano direttamente a contatto con lo stomaco influenzandone l’acidità e la motilità. Alcuni alimenti, inoltre, sono capaci di aumentare l’infiammazione, altri ancora, difficili da digerire, appesantiscono lo stomaco sovraccaricandolo. Una dieta sana e appropriata è sempre necessaria, dunque, in presenza di qualsiasi patologia a carico dello stomaco.

Definizione di gastrite.

Per gastrite si intende l’infiammazione delle pareti dello stomaco causata dal progressivo indebolimento dello strato mucoso interno che riveste l’epitelio gastrico. Diversi sono i fattori che possono causare gastrite (stress, fattori genetici, ecc) e diverse sono le forme di gastrite ad oggi conosciute. La ridotta funzionalità gastrica, porta alla manifestazione di una serie di sintomi: nausea, digestione lenta, bruciore di stomaco e dolore all’addome superiore.

In genere si distinguono due tipi di patologie: acuta e cronica (quando la loro durata è illimitata). Vediamole nel dettaglio:

  • La gastrite cronica è la continuità temporale, il soggetto, infatti, si trova praticamente a convivere con questa patologia e può solo cercare di fare in modo che questa non si acuisca.

  • La gastrite acuta invece, a differenza della cronica è una condizione temporanea, in cui lo stato di infiammazione della mucosa gastrica è spesso legato proprio a cattive abitudini alimentari del soggetto ed in particolare all’abuso di sostanze alcooliche o farmaci. La terapia alimentare è fondamentale anche nella cura della gastrite acuta che a differenza della cronica si presenta con disturbi (bruciore ed acidità di stomaco, nausea, inappetenza, vomito), molto più forti che nelle gastriti croniche.

Cosa non mangiare in caso di infiammazione?

Sebbene va detto che è sempre necessario per entrambe le forme di gastrite richiedere il parere di un medico, è possibile fare un piccolo elenco di quali sono gli alimenti che dovrebbe prediligere chi soffre di queste patologie e quali invece andrebbero del tutto eliminati.

Alimenti da evitare per chi soffre di gastrite:

  • Tutti i carboidrati integrali: anche quelli morbidi come ad esempio la mollica del pane.

  • Alimenti ricchi di grassi: il che vuol dire sia condimenti elaborati come ad esempio il ragù o la besciamella, ma anche cibi fritti, carni rosse ed insaccati, pesci affumicati, dolci.

  • Formaggi fermentati.

  • Alimenti acidi: come i pomodori, i limoni e gli agrumi in generale, frutti come l’ananas ed il pompelmo, sottaceti, ed anche tutta un'altra serie di spezie che possono aggravare il bruciore dell’infiammazione come il pepe, peperoncino, aglio.

  • Frutta secca: in generale anche tutta la frutta acerba.

Approfondisci i benefici della frutta  secca

  • Tutte le sostanze alcooliche: bevande eccitanti come tè e caffè, gasate di ogni tipo, anche l’acqua.

Gli alimenti consigliati.

  • Pasta, pane, riso: meglio se cucinati in modo semplice con condimenti leggeri, crackers, grissini, fette biscottate e biscotti, ed in generale tutti i tipi di carboidrati secchi purchè si faccia attenzione alla presenza di grassi idrogenati.

  • Pesce e carni magre; uova; legumi: sempre cucinati e conditi in modo leggero magari bolliti, alla griglia o al forno; formaggi freschi come la mozzarella, la crescenza, la provola.

  • Verdure dolci: come i carciofi, carote, lattuga, fagiolini, patate, zucchine, banane, mele. Anche le verdure vanno cotte in modo leggero.

  • Frutta senza semi e senza buccia: anche in questo caso l’ideale sono i frutti dolci come le banane o le mele, che possono essere consumati cotti nei casi di gastrite più acuta.

  • Acqua naturale, caffè d’orzo e tisane naturali.

 Perchè è utlile avere buone abitudini alimentari?

Oltre alla tipologia di alimenti da prediligere, è possibile anche suggerire alcune buone abitudini utili per chi soffre di gastrite:

  • Evitare di fare pasti troppo abbondanti, per non affaticare troppo lo stomaco.

  • Cercare di fare sempre tre pasti principali e due spuntini, inserendo i due spuntini, si evita di arrivare troppo affamati al pranzo o alla cena e oltre al senso di fame si riduce anche la formazione di succhi gastrici che provocano acidità.

  • Dedicare il giusto tempo ad ogni pasto, vanno evitati quindi panini al volo davanti alla scrivania.

  • Masticare lentamente in modo da facilitare la digestione.

  • Cenare sempre almeno un paio d’ore prima di andare a dormire.

Seguendo queste semplici indicazioni riguardo la qualità e la modalità degli alimenti da assumere si possono avere grandi benefici.

La dieta giusta per ogni tipo di gastrite.

Spesso, oltre alle raccomandazioni generali, è necessario adottare altri accorgimenti quando ci si trova a combattere con forme più complesse di gastrite.

Vediamo qualche esempio:

  • Le gastriti croniche: che non migliorano con il tempo, possono essere di varia natura. Sono per esempio la gastrite antrale, ereditaria e spesso associata allo stress, può portare oltre a nausea, pesantezza, gonfiore, anche anemia. Infatti, in seguito al deterioramento della mucosa dello stomaco, anche le molecole che si trovano nel suo contesto risultano in carenza, tra queste il fattore intrinseco coinvolto nell’assorbimento della vitamina B12 e quindi del ferro (anemia perniciosa). In questo tipo di gastriti, le indicazioni alimentari precedentemente citate devono essere mantenute per tutta la vita. Per sopperire alla carenza di ferro dovuta alla mancanza di vitamina B12, possono aiutare gli alimenti che ne contengono buone quantità come la carne rossa, meglio se magra, ma anche alcune alghe (spirulina), zucca, carote, tarassaco e cicoria ricordando però, che la vitamina B12 viene inattivata dalla cottura.

  • Le gastriti acute: caratterizzate da episodi di infiammazione e dolore allo stomaco, possono avere cause diverse e diversa intensità. Le forme più violente sono quelle erosive o emorragiche, in cui la mucosa gastrica presenza ferite sanguinanti. Assolutamente da evitare sono i cibi che causano bruciore e infiammazione come il pepe e il peperoncino. Da assumere regolarmente, invece, sono quegli alimenti ad azione antiinfiammatoria come i frutti rossi che, contenenti ellagitannini, contrastando l’infiammazione gastrica.

  • Le gastriti nei bambini: sono meno frequenti e si manifestano con dolore all’addome superiore, vomito e talvolta emissione di sangue dalla bocca. L’alimentazione in questi casi è importantissima, sono da bandire le bevande gassate ed eccitanti come la cocacola e i drink energizzanti, ma anche i cibi troppo elaborati (lasagne, tortellini), fritti e salse speziate (ketchup). Le scelte alimentari devono essere fatte tenendo presente che la digeribilità e la leggerezza di un piatto devono essere caratteristiche fondamentali: pasta bianca, riso, biscotti secchi, prosciutto cotto e formaggi non stagionati (formaggini, ricotta, mozzarella), possono essere consumati tranquillamente. Il latte potrebbe non essere digerito facilmente e può essere sostituito con il consumo quotidiano di yogurt.

  • La gastrite nervosa o da stress: si associa, in genere, anche a coliti ed è una forma di infiammazione della mucosa gastrica molto comune dovuta al nervosismo, all’agitazione e all’ansia che si manifestano con una produzione maggiore di succhi gastrici che aggrediscono le pareti dello stomaco e ad un aumento della peristalsi gastrica e intestinale che produce aerofagia e diarrea. In questo caso vanno eliminati gli alimenti eccitanti, che peggiorano la patologia mentre, sono d’aiuto cibi secchi e asciutti che tamponano l’effetto aggressivo dei succhi gastrici nello stomaco, consumandone piccole quantità ma spesso nell’arco della giornata. Camomilla e liquirizia sono utili, invece, per calmare le contrazioni delle pareti gastriche e intestinali (spasmi).

  • La gastrite da reflusso: è un’infiammazione gastrica accompagnata da reflusso gasro-esofageo, un meccanismo riferito alla risalita del cibo dallo stomaco all’esofago. L’alimentazione in questo caso deve essere volta all’eliminazione di alcuni cibi poco digeribili che tendono a risalire, come la cipolla, i peperoni, il gelato, i frullati, i succhi di frutta e preferire alimenti digeribili ma di consistenza più densa che tendono a rimanere nello stomaco: sono per esempio la mela, la banana, le carote, le patate al forno, pesce magro, pollo, formaggio di capra.

Nell’affrontare una dieta, atta a curare o comunque alleviare i sintomi della gastrite, bisogna tener presente anche che l’apporto calorico giornaliero, varia da persona a persona.

Di seguito viene riportato uno schema alimentare di circa 1500 chilocalorie:

Colazione

  • Yogurt magro alla frutta.

  • 2 fette biscottate.

Spuntino

  • Crakers (40 grammi).

  • Caffè d’orzo o tè deteinato.

Pranzo

  • Pasta o riso (60 grammi) all’olio.

  • Zucchine lessate.

  • 3 cucchiaini d’olio d’oliva.

  • Una mela (150 grammi).

Spuntino

  • 5 albicocche.

  • Due fette biscottate.

Cena

  • Petto di pollo o fesa di tacchino (150 grammi).

  • Bietola lessata.

  • 2 cucchiaini di olio d’oliva.

  • Una pera.

Il piacere di mangiare nonostante la gastrite: ricette semplici e sane.

Chi segue le indicazioni alimentari per la gastrite non deve necessariamente rinunciare al gusto e al piacere di mangiare. Sono molti i modi semplici, leggeri ma gustosi di cucinare pesce, carne e primi piatti in linea con la dieta per la gastrite. Vediamone alcuni:

  • Patate al forno: piuttosto che friggerle o infornarle con l’olio, risultando poco digeribili, basta bollire in acqua calda salata le patate tagliate a pezzi grossi per poi infornarle in una teglia capiente con un trito di timo o rosmarino. A cottura ultimata si condiscono con poco olio a crudo.

  • Tagliatelle carote e philadelphia: le carote tagliate piccolissime vanno scaldate in poca acqua. Quindi si saltano in padella con le tagliatelle precedentemente scaldate e la philadelphia, che sostituisce egregiamente la panna da cucina.

  • Sogliola al forno: si prepara un trito di erbe, come timo maggiorana e rosmarino al quale si aggiunge un po di pangrattato. Si bagna il filetto di sogliola con olio e limone, si passa nel pangrattato aromatizzato e si lascia cuocere in forno per 5-10 minuti.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Valentina Coviello (Biologa) - Dott.sa Roberta de Martino

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