Agorafobia: sintomi, cause, diagnosi e rimedi per la paura della folla.

Quali sono i sintomi dell'agorafobia e quali le cause? Scopriamo come avviene la diagnosi e quali sono i rimedi per affrontare la paura della folla e gli attacchi di panico disturbi da cui è possibile guarire con una opportuna terapia psicologica.

Agorafobia: sintomi, cause, diagnosi e rimedi per la paura della folla

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Come si manifesta?
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Sintomi
  6. Rimedi
    1. I farmaci
    2. Terapia psicologica
    3. Cognitivo-comportamentale
    4. Software Vepda
    5. Rimedi omeopatici
  7. E' possibile guarire?
  8. La fobia nei bambini
  9. Approfondimenti

Nel mondo delle fobie l'agorafobia è senz'altro una delle più "conosciute" anche da non esperti del settore. La sua notorietà è dovuta forse alla semplicità di definizione: derivando da due dei termini greci più conosciuti al mondo ovvero agorà, "piazza" e fobia, "paura", ci risulta più facilmente "comprensibile" rispetto a quello di altri tipi di patologie dal nome ostico e impronunciabile. La facile decodificabilità del suo nome genera però spesso errori nella comprensione reale dei sintomi e delle cause di questa fobia. Nell'immaginario comune infatti l'agorafobia viene erroneamente classificata come la paura degli spazi aperti, non considerando che le sfumature di questo disturbo sono talmente ampie che i suoi sintomi possono manifestarsi anche in supermercato o addirittura in un aereo.

Cos’è allora realmente l’agorafobia, quali sono le relative sintomatologie che la caratterizzano, cosa fare per sconfiggerla, come si guarisce? A tutto ciò risponderemo qui di seguito passo per passo osservando le cause e le relative prognosi ma soprattutto cercando di capire quando è il momento di intervenire con una terapia di psicoanalisi, quando con una cura farmacologica e quando invece ci si può affidare a rimedi naturali per evitare che la patologia acquisisca in una forma più acuta e preoccupante.

Cos’è l’agorafobia?

Dunque l’agorafobia è letteralmente la paura degli spazi ampi, ma al di la di questa definizione, più concretamente è la fobia di alcuni soggetti di trovarsi in luoghi o situazioni in cui si sono già avvertite sensazioni di rischio, in cui non ci si sente al sicuro ma esposti al pericolo.

Per capire cos’è realmente questa fobia e le sue caratteristiche quindi bisogna andare oltre le parole. L’agorafobia non è per forza la fobia di spazi grandi ma può verificarsi in qualunque tipo di luogo in cui il soggetto si sente impossibilitato a scappare in caso di disagio.

Potrebbe trattarsi di luoghi affollati, o luoghi in cui appare difficile l’intervento immediato di un medico e di un pronto intervento, ad esempio potrebbero verificarsi situazioni di agorafobia:

  • in aereo, in treno, in auto (in particolare in autostrada),
  • in fila, nella folla,
  • fuori di casa in solitudine,
  • su di un ponte o sotto una galleria.

La categoria delle situazioni a rischio, quindi va ben oltre la definizione letterale, e racchiude una molteplicità di aspetti tipici del vivere quotidiano: una fila alla posta, una serata in discoteca o prendere un pullman possono diventare un vero e proprio incubo per il fobico, la cui tendenza, almeno per le patologie più gravi, è quella di evitare tali situazioni isolandosi sempre di più dal mondo esterno, con forte disagio psichico comportando forti limiti al normale svolgersi della vita sociale del soggetto. Vediamo quindi di capire meglio come si manifesta questo disagio e cosa fare per curarlo.

Come si manifesta. Le caratteristiche.

La prima fase dell’agorafobia è la più difficile da affrontare, spesso infatti non si riesce neanche ad identificare bene il disagio e quindi non si sa cosa fare. Al manifestarsi dei sintomi infatti il primo istinto è quello di ignorarli e sottovalutarli, o al massimo legare il tutto ad un problema fisico e si richiede ripetutamente l’intervento del medico e la somministrazione di farmaci che possano lenire il dolore fisico, terapia che può lenire momentaneamente il disagio ma al tempo stesso alimenta l’idea di essere affetti da una reale malessere fisico. Questa prima fase, dell’ipocondria, può manifestarsi improvvisamente ma solitamente vi sono dei precedenti pre-morbosi di paura dei luoghi e di dipendenza nei confronti di altre persone. I segni sono un cluster di sintomi di ansia, ipocondria e fobie e non si può di preciso definire un tempo di durata standard, il tutto è relativo alla gravità della patologia. Riconoscere il disagio e scegliere le cure adeguate in questa fase è fondamentale per evitare che la patologia si acuisca diventando invalidante.

La seconda fase è quella specifica dell’agorafobia che si manifesta attraverso l’evitare i luoghi in cui si è vissuto fenomeni di forte insofferenza psico-fisica.
Questa seconda fase si manifesta solitamente in luoghi pubblici o comunque fuori casa e i sintomi come vedremo più specificamente di seguito, possono riguardare un iniziale senso di smarrimento che si accompagna ad una sensazione di soffocamento e di forte palpitazione. Solitamente la durata di questo genere di attacco va da i 2 agli 8 minuti ma vi sono casi in cui nelle forme più gravi può prolungarsi.

E’ in questa fase che l’agorafobia assume la connotazione di patologia di tipo cronico per cui si richiede l’intervento di un medico specialista e di cure appropriate al caso.

A questa seconda fase potrebbe far seguito nella forma più acuta la prognosi di depressione associata ad attacchi di panico. In questo caso i sintomi sono quelli classici della depressione in cui il paziente è profondamente triste e sconfortato da un eccesso di attacchi di agorafobia e si sente impotente ed inutile rispetto ad un agire autonomo.

Osserviamo ora qui di seguito quali sono le cause che fanno scaturire fenomeni tipici di agorafobia, rispetto a motivi di tipo congenito o a momenti di stress e stanchezza nella nostra vita, momenti traumatici che possono segnare il normale equilibrio della mente.

Quali sono le cause?

In realtà non vi è una vera e propria spiegazione scientifica atta a dimostrare quali siano le cause certe dell’agorafobia, come e quando si manifesta con sicurezza la paura degli spazi pubblici, il tutto è definito attraverso uno studio basato sull’osservazione dei pazienti affetti da questo genere di patologia e sulla comunanza di determinate affezioni che potrebbero essere di conseguenza considerate come cause del fenomeno, vediamo meglio come e di quali cause si parla.

L’agorafobia appartiene a quella famiglia di disturbi relativi all’ansia e influisce in questo modo sugli stati d’umore del soggetto, rendendolo più vulnerabile e timoroso soprattutto nelle azioni in cui è previsto un agire di tipo individuale. E’ infatti l’ansia l’elemento principale che caratterizza questo tipo di disturbo e se non si è ne medici ne psicoterapeuti (o comunque specialisti del genere) diviene ancora più difficile comprenderne il senso, e scegliere la terapia adeguata.

Nella maggior parte dei casi gli agorafobici sono già soggetti ad attacchi di panico o comunque sia a qualcosa di molto simile come sentimenti di paura in situazioni in cui si sentono lontani da luoghi protetti, ad esempio la propria stanza, la propria abitazione e il nucleo familiare.

Spesso le manifestazioni di agorafobia si riscontrano in soggetti in cui sono presenti elementi caratteristici di forte stress, determinati da eventi inconsciamente traumatici (ovvero senza che ce ne sia l’effettiva consapevolezza da parte del soggetto).

Nello specifico si possono verificare dopo la morte di un parente caro o di un amico, dopo una forte delusione sentimentale, dopo la perdita del lavoro o un insuccesso scolastico, in tutti questi casi abbiamo situazioni dal risvolto negativo per il soggetto che non riesce ad affrontare e superare il problema
Come già detto all’inizio è difficile individuare delle cause certe che determinino questa fobia ma ad ogni modo studi e ricerche hanno dimostrato che:

  • Il fattore genetico influisce nel 90% dei casi. Ad esempio nel caso di una coppia di gemelli omozigoti si ha il 90% delle possibilità di riscontrare anche nell’altro la patologia di cui è affetto il gemello agorofobico, il numero di probabilità diminuisce nel caso in cui si tratta di gemelli eterozigoti (ovvero gemelli fratelli). Al manifestarsi di un comportamento fobico, rispetto agli spazi aperti, di un gemello non tarderà a lungo a verificarsi un successivo atteggiamento agorofobico anche dell’altro gemello.
  • Fattori di tipo chimico, ne è la prova il fatto che i medicinali riescono ad attenuare questo tipo di disturbi. L’uso prolungato di farmaci tranquillanti come le benzodiazepine possono essere un motivo importante per lo sviluppo di questa particolare fobia, a causa dei particolari elementi chimici presenti al loro interno. Le benzodiazepine hanno sostituito oggi i barbiturici e la loro struttura chimica è tra l’unione di un anello benzenico e un anello diazepinico che stimolano la produzione del neurotrasmettitore acido GABA, favorendo cioè le proprietà sedative ed estensive nel nostro corpo.
  • Storie di dipendenza da alcol o droghe, disturbi di tipo alimentare come l’anoressia, o eventi traumatici come il lutto e shock infantili possono essere causa di agorafobia, ma a questa discussione rimandiamo al paragrafo relativo all’agorofobia infantile ed adolescenziale, in cui è trattato più approfonditamente.

Come e quando viene diagnosticata.

Questo genere di disagio diviene patologico allorchè si accompagna  a manifesti attacchi di panico, ed è questo il caso in cui si richiede l’intervento di un medico o un terapista. Ci sono due diagnosi relative all’agorafobia:

  • l’agorafobia specifica: nel caso in cui si prova disagio verso un luogo o una situazione specifica (negozi,tram,cinema...)
  • l’agorafobia sociale: ovvero quando il soggetto affetto da tale fobia manifesta disagio all’interno di situazioni sociali, come i luoghi affollati, e cerca perciò di evitarli o limitarli.

In ognuno di questi casi il soggetto vive situazioni di forte angoscia che si manifestano con l’esclusione delle normali attività del vivere quotidiano come qualunque altra persona.

Quindi in entrambe le forme la patologia può diventare altamente invalidante per il soggetto colpito, motivo per cui è quanto mai importante che questo cerchi di affrontarla prima che il disturbo degeneri in una forma più acuta. Per affrontare il disagio è importante che l’agorofobico possa fare affidamento sull’aiuto delle persone care, il supporto pratico e psicologico è un aspetto importantissimo ma molto delicato; infatti da un lato vi è il disagio del soggetto ad ammettere la sua paura a cui si accompagna la difficoltà dell’altro che non sa come aiutare un soggetto che soffre di questa patologia.

Approfondiamo quindi quelli che sono i sintomi dell’agorafobia da un punto di vista psicologico e fisico per conoscere e quindi riconoscere questa patologia.

Sintomi fisici e psicologici.

Come gran parte delle patologie legate alla sfera psicofisica anche l’agorafobia è caratterizzata da una molteplicità di sintomi, cosa che rende decisamente più difficile identificare il disturbo alle sue prime manifestazioni.

I principali sintomi dell'agorafovia

Generalmente l’agorafobia si manifesta nel sesso femminile più che in quello maschile e si può accompagnare con particolari caratteristiche di panico, quali:

  • improvvisa sensazione di soffocamento,
  • angoscia e sensazione di disagio,
  • nausea e giramenti di stomaco,
  • dolore al torace con fitte intercostali,
  • palpitazione, battito cardiaco accelerato,
  • sensazione di svenimento,
  • forte sbandamento, perdita del senso di orientamento ed incapacità di mantenere l'equilibrio,
  • sudorazione fredda, innaturale ed estremamente copiosa,
  • incontrollabile paura di morire da un momento all'altro,
  • derealizzazione (percepire in modo distorto il mondo e le persone circostanti che ci appaiono come estranei),
  • vertigini e giramenti di testa.

Naturalmente queste sono solo alcune delle sintomatologie che potrebbero verificarsi durante un attacco di agorafobia, non per forza si manifestano tutte assieme e nello stesso momento.

Come nel caso dell’attacco di panico o di ansia da agorafobia il tempo di durata può variare da pochi minuti nella sua forma cronica e prolungarsi più a lungo nella forma acuta.

Conseguenza degli attacchi di panico è anche la paura di uscire di casa che colpisce per il timore che questi possano manifestarsi.

Considerando che i fenomeni di agorafobia tendono a manifestarsi in particolari momenti di stress della nostra vita, si potrebbero avvertire fenomeni simili in soggetti già clinicamente predisposti durante il periodo della gravidanza, periodo in cui per di più è altamente sconsigliato l’utilizzo di psico-farmaci o antidepressivi.

In questo caso si potrebbero verificare fenomeni di ricaduta del paziente che deve forzatamente interrompere la cura farmacologica. Ma come si cura l’agorafobia? Si può effettivamente guarire da questa particolare patologia della mente? Vediamo come nel dettaglio, cosa fare e quali sono i consigli pratici da seguire, che tipo di specialista consultare e quelle che sono le ultime tecniche sperimentali per la guarigione definitiva e totale.

Come combattere questa fobia: cure, rimedi e terapie.

Molti soggetti fobici riescono a convivere con i loro terrori senza mai parlarne con nessuno, semplicemente combattendo ed affrontando i sintomi, altri vengono travolti nel tunnel dell'isolamento acuendo lo stato della patologia, ma tutti vivono per lungo tempo nella convinzione di essere gli unici a soffrirne sentendosi casi isolati, persone diverse. Ecco perchè è importante scoprire e parlare delle fobie; il primo passo per superarle infatti è il riconoscerle ed accettarle per quello che sono, solo attraverso la conoscenza si possono acquisire gli strumenti per affrontare il proprio percorso sia che si decida di farlo da soli, sia con l'ausilio di terapia psicologica e farmaci che con rimedi naturali.

Terapia farmacologica.

Nelle maggior parte dei casi la terapia relativa all’agorafobia riguarda la somministrazione di farmaci che riducono lo stato d’ansia, più comunemente detti ansiolitici (xanan,lexotan). Uno degli errori più comuni infatti è quello di cercare di soffocare il problema limitando la manifestazione dei sintomi fisici attraverso l’utilizzo di questi prodotti. Il rischio nell’utilizzo di questi medicinali è che si crei però una seconda dipendenza da parte del paziente che risolve solo momentaneamente lo stato di disagio psichico e ha bisogno di portare con se in ogni momento il tipo di medicinale prescritto, come ulteriore sicurezza in un momento di panico. In questo caso il problema non viene risolto definitivamente ma solo tamponato temporaneamente con il rischio di un’assuefazione al farmaco, con tutte le controindicazioni del caso, ed una mancata effettiva risoluzione del problema.

Osserviamo dunque le diverse terapie e le cure da seguire in alternativa o contemporaneamente al trattamento farmacologico in modo da sapere cosa fare per poter superare la patologia dell’agorafobia.

Terapia psicologica.

Caratteristica della fobia è il suo nascere da un disagio che è esclusivamente interno al soggetto, motivo per cui l'unico reale modo per combatterlo è quello di intraprendere un percorso psicologico che ne individui le cause, le quali, soprattutto in relazione all'agorafobia, sono spesso individuate in una forte insicurezza del soggetto, che più che avere paura degli spazi aperti, ha paura di se stesso e della propria libertà.

Le terapie di tipo psicologico si avvalgono dei più recenti studi in campo di psicologia emocognitiva. Attraverso questa nuova branca della psicanalisi si osserva il modo di fare del soggetto agorafobico cercando di riportare equilibrio alle sue attività, a quegli atteggiamenti che si ripropongono come sintomi agorafobici e che impediscono il normale svolgimento delle più semplici azioni del vivere quotidiano di un individuo.

La terapia è tesa a valutare i disturbi che reggono i comportamenti agorafobici e le cause soggettive che hanno determinato il disagio in questione.

Si interviene in brevi sedute dilazionate in periodi ampi di tempo e non è previsto assolutamente l’utilizzo di farmaci che alterano la figura del soggetto agorafobico identificandolo in una persona malata e determinando una seconda dipendenza dello stesso.

Le aspettative di guarigione di questo genere di terapia sono molto elevate e si ottengono in un lasso di tempo abbastanza breve.

Terapia cognitivo-comportamentale.

A differenza delle terapie di tipo psico-emotivo questo tipo di cura si avvale dell’utilizzo combinato di farmaci durante il periodo delle sedute.

Nel corso delle sedute il paziente impara a controllare da se i momenti di paura attraverso l’apprendimento di tecniche di rilassamento, in cui si fanno esercizi di controllo del respiro e gestione dell’ansia, modificando così i comportamenti dannosi.

La psicoterapia-comportamentale consente l’acquisizione dei comportamenti giusti da osservare per reagire a situazioni che generano ansia anche attraverso il supporto di particolari sedute di ipnosi.

Inoltre i pazienti imparano ad essere anche più sicuri nella gestione del pensiero negativo che è uno degli elementi preponderanti nello scatenare attacchi di ansia, panico correlativi al fenomeno dell’agorafobia.

Vepda.

Il Vepda è uno speciale software ideato da uno psicologo milanese per curare i disturbi da agorafobia, sta per Virtual Environments for Panic Disorder with Agoraphobia.

Questo speciale software simula quattro ambienti in cui si manifestano comportamenti agorafobici creando e immettendo il soggetto in una realtà virtuale (ascensore, folla gremita, autostrada...).

Il software è stato testato su 51 pazienti di cui 36 donne e 15 uomini in cui il numero di sedute previste (12) è diminuito ad 8, ottimizzando i tempi necessari a risolvere la patologia.

Questo tipo di terapia conferma la tesi secondo la quale il problema debba essere risolto attraverso una terapia d’urto affrontando le proprie paure, in questo caso in un ambiente virtuale clinicamente controllato.

Omeopatia.

Un’ulteriore rimedio anche se con risultati senz’altro minimi rispetto alle precedenti terapie riguarda la medicina omeopatica non convenzionale, ovvero farmaci a base di erbe che possano essere un palliativo per l’agorafobia.

In questo caso tra tutti i prodotti di erboristeria quello più indicato è l’uso dei Fiori di Bach che rappresenta sicuramente un rimedio meno aggressivo e con meno controindicazioni rispetto agli antidepressivi, per il suo contenuto naturale ovvero 36 qualità differenti di fiori silvestri della regione del Galles in Gran Bretagna (il nome deriva dallo scopritore Edward Bach).

Ognuna di queste qualità di fiori è specifica per un particolare disturbo, vediamo le più note:

  • il larice, il pino, il melo selvatico, la quercia, il salice e l’olmo per i sintomi da scoraggiamento e disperazione,
  • la noce e l’agrifoglio per l’ipersensibilità,
  • la violetta d’acqua e l’erica per il senso di solitudine e abbandono,
  • l’olivo, l’ippocastano e la senape per la mancanza d’interesse verso il futuro,
  • la ginestra e l’avena selvatica per l’incertezza,
  • cicoria e faggio per la cura eccessiva degli altri,
  • pioppo, castagno rosso e mimmolo giallo per la paura.

Ad ogni modo per quanto possa essere efficace il composto dei fiori di Bach, sembra rappresentare un rimedio naturale poco efficace se non dal punto di vista del semplice effetto placebo, ed è per questo che si consiglia di intervenire più seriamente sulla patologia qualora si presenti una casistica in forma più acuta dell’agorafobia.

Si guarisce?

Se non trattata l’agorafobia può diventare cronica, ma con le opportune terapie la guarigione è assicurata nel 90% dei casi.

Importante è il ruolo dei familiari che possono aiutare la persona che ne soffre che non deve essere abbandonato a se stessa ma deve essere presa in considerazione nella giusta e opportuna misura.

Agorafobia nei bambini e negli adolescenti.

L’agorafobia si manifesta in molti casi durante il periodo dell’adolescenza, periodo in cui il soggetto è esposto ad una fase di contrasto e di forte cambiamento, di evoluzione del corpo e della vita, nel pieno del passaggio dall’età infantile all’età adulta, passaggio che determina l’insorgere di nuove ansie e paure che si possono manifestare in alcuni casi attraverso queste particolari forme di fobia.

L’agorafobia può essere causata da pretese molto alte da parte delle persone adulte che circondano il ragazzo. In questo caso il giovane che ha paura di deludere le aspettative delle persone circostanti tende a negare se stesso e le sue capacità e così vi è una totale perdita di fiducia che può determinare fenomeni legati all’agorafobia.

Nello specifico anche disturbi alimentari come l’anoressia o la bulimia possono constatare questo genere di fobia, correlate alla mancata accettazione del proprio corpo e del proprio aspetto fisico in pubblico.

Molti fenomeni di agorafobia sono stati diagnosticati anche nell’età infantile in bambini, attacchi quest’ultimi che scaturiscono dalla paura del distacco e della separazione dal genitore.

Si possono presentare casi di agorafobia infantile al momento dell’allontanamento del bambino dal genitore con l’inizio della scuola materna, e nella maggior parte dei casi le cause effettive di questo particolare disagio sono da attribuirsi a forme di ansia e preoccupazione trasmesse dallo stesso genitore al bambino.

Si possono guarire queste forme di agorafobia infantile attraverso il tempestivo intervento di uno psicologo, mediante il quale è più facile, in età primaria intervenire sulla psiche del fanciullo che è senz’altro più facilmente plasmabile rispetto a quella di un adulto in età matura.

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