Acido pantotenico: proprietà, benefici ed alimenti che contengono vitamina B5

L’acido pantotenico, conosciuto anche come vitamina B5 o vitamina W, è un micronutriente ampiamente distribuito in natura, essendo presente in fonti di origine animale, vegetale e fungina. Vediamo le proprietà e i benefici che lo rendono fondamentale per la salute del nostro organismo.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è?
  2. Alimenti
  3. Proprietà e benefici
  4. Controindicazioni

Cos’ è l’acido pantotenico?

L’acido pantotenico è noto per essere una vitamina del complesso B, più precisamente la vitamina B5.

Dal punto di vista chimico, si tratta di una molecola costituita da un residuo di acido pantoico (un acido diidrossicarbossilico) legato ad un residuo di β-alanina (un aminoacido) attraverso un legame di tipo amidico.

In natura, circa l’85% dell’acido pantotenico si trova sottoforma di coenzima A e fosfopanteteina che (come vedremo più avanti) rappresentano i veri responsabili delle attività biologiche di questa vitamina.

Ma dove si trova l’acido pantotenico? Quali le dosi giornaliere raccomandate?

Alimenti che contengono vitamina B5 e suo fabbisogno giornaliero.

Come già anticipato, l’acido pantotenico è un composto ubiquitario in natura. Lo ritroviamo soprattutto nelle fonti di origine animale e nei funghi, sebbene sia presente anche nei vegetali e venga prodotto, seppur in piccolissime quantità, dalla flora intestinale batterica.

Ma vediamo gli alimenti più ricchi di questa vitamina! Le quantità si riferiscono a 100g di prodotto.

Lievito di birra 6mg

Fegato crudo

  • di manzo 3,85mg

  • di pollo 3mg
Rene di manzo (crudo) 1,925mg

Cuore crudo

  • di pollo 1,28mg

  • di manzo 1,25mg

Farina di grano saraceno 0,725mg
Crusca di frumento 1,45mg
Farina di semi di sesamo 1,38mg
Semi di girasole 0,70mg
Semi di soia (secchi o crudi)0,85mg
Piselli secchi 1mg
Arachidi crude 1,40mg
Uova crude 0,80mg
Aragosta cruda 0,625mg

Come si può vedere dalla tabella, ci si riferisce agli alimenti crudi. Perché? Il motivo risiede nel fatto che la vitamina B5 è un composto termolabile, ovvero instabile al calore, e la cottura dei cibi ne provoca una riduzione del 33%; inoltre, anche l’uso di ingredienti come l’aceto e il bicarbonato (utilizzato come agente lievitante) possono ridurne il contenuto, in quanto l’acido pantotenico è instabile ai pH acidi e basici.

Fabbisogno giornaliero di acido pantotenico: quanto assumerne?

Essendo presente ovunque, è difficile che si vada incontro ad una vera e propria carenza di acido pantotenico, a meno che non si abbia a che fare con gravi casi di denutrizione (come accade nei paesi in via di sviluppo) o con pazienti nutriti per via parenterale (con le flebo). La carenza si manifesta con:

  • Perdita dell’appetito;

  • Astenia (debolezza muscolare);

  • Nausea e vomito;

  • Crampi addominali e agli arti inferiori;

  • Bruciore e formicolio ai piedi;

  • Disfunzioni delle ghiandole surrenali che, come evidenziato da diversi studi (Vopr Pitan, 1985; Jaroenporn et al., 2008), sono finemente regolate dalla vitamina B5;

  • Patologie cutanee, come acne e dermatiti;

  • Anemie, essendo l’acido pantotenico implicato nella sintesi del gruppo eme dell’emoglobina (la proteina che permette il trasporto dell’ossigeno all’interno dei globuli rossi).

 Sebbene sia difficile da quantificare, la Dose Giornaliera Raccomandata di vitamina B5 (ossia il consumo medio giornaliero da assumere al fine di mantenerci in salute) si aggira intorno a:

  • 4-5mg per i bambini;
  • 4-7mg per gli adulti.
  • 2mg per i neonati; 

Proprietà e benefici della vitamina B5.

 Gli effetti biologici della B5 sono dovuti al fatto che questa vitamina viene utilizzata per la produzione del così detto coenzima A (o coenzima di acilazione) che svolge un ruolo chiave nel metabolismo dei glucidi, degli acidi grassi e degli aminoacidi.

Il coenzima A, infatti, è coinvolto:

  • Nel catabolismo (degradazione) di carboidrati, lipidi e proteine per la produzione di energia da parte delle cellule;

  • Nell’anabolismo dei lipidi, ovvero una serie di reazioni metaboliche che portano alla formazione degli acidi grassi e del colesterolo;

  • Nella gluconeogenesi, ossia la produzione di glucosio a partire da substrati non glucidici, come gli aminoacidi;

  • Nella sintesi epatica dei corpi chetonici (acido acetoacetico, acetone e acido-β-idrossibutirrico);

  • Nella sintesi degli acidi biliari e degli ormoni steroidei a partire dal colesterolo;

  • Nella sintesi dei gruppi porfirinici, come il gruppo eme dell’emoglobina;

  • Nella sintesi dell’acetilcolina, un importante neurotrasmettitore.

L’acido pantotenico, inoltre, rientra nella composizione della fosfopantetenina, un componente dell’ACP (la proteina che trasporta gli acili) che svolge un ruolo fondamentale nella sintesi lipidica.

Ricordiamo che gli acili sono gli intermedi utilizzati per allungare la catena degli acidi grassi in via di formazione.

Ma quali sono le proprietà di questo micronutriente?

Le proprietà della vitamina B5 sono numerose e ampiamente documentate in letteratura scientifica. Scopriamo di cosa si tratta!

Acido pantotenico e salute dei capelli.

Sebbene alla vitamina B5 vengano attribuite diverse proprietà benefiche per la salute dei capelli, ad oggi è stato dimostrato solo un effetto rinforzante.

In un lavoro di Devis et al. (2011), l’applicazione di un prodotto a base di pro-vitamina B5, vitamina B3 e caffeina:

  • Ha aumentato il diametro dei capelli di 0,002-0,005 mm (il che si è tradotto in un aumento del 10% della sezione pilifera);

  • Ha aumentato l’elasticità e la resistenza alla rottura dei capelli.

Dai dati disponibili non si evince alcun effetto sulla ricrescita dei capelli caduti (Brzezinska-Wcislo, 2001) o un effetto antigrigio, tant’è che in un lavoro di Schental et al. (1978) l’iniezione di un alto dosaggio di B5 nella cute dell’animale da esperimento ha provocato una depigmentazione del pelo.

Benefici cutanei della vitamina B5.

Gli effetti benefici dell’acido pantotenico in caso di xerosi (secchezza), prurito, dermatite atopica e acne, sono conosciuti da tempo. Le preparazioni utilizzate nel trattamento di questi disturbi contengono derivati, come il D-pantenolo (provitamina B5), che posseggono una miglior capacità di penetrazione rispetto alla vitamina B5 e la possibilità di raggiungere concentrazioni elevate se inglobate in un veicolo adeguato, come le emulsioni acqua in olio (Ebner et al., 2002). Il D-pantenolo viene convertito in acido pantotenico, che è responsabile (sottoforma di coenzima A) delle proprietà che illustreremo. Vediamole!

Approfondisci le caratteristiche della pelle secca.

In particolare:

  • In uno studio in vitro (Wiederholt et al., 2009), l’acido pantotenico è stato in grado di stimolare la proliferazione dei fibroblasti, le cellule del derma deputate alla sintesi di collagene e acido ialuronico, fondamentali nei processi di riparazione delle ferite; inoltre, il D-pantenolo è stato in grado di inibire la produzione dei radicali liberi, riducendo il rischio di un ulteriore danno cutaneo.

  • L’applicazione di una crema a base di D-pantenolo è risultata significativamente più efficace nel ridurre l’infiammazione, la ruvidità e la secchezza della cute trattata, rispetto al placebo (Proksch and Nissen, 2002). Gli effetti idratanti ed emollienti sembrano essere dovuti ad una riduzione della perspiratio insensibilis (la perdita di acqua attraverso la cute) a seguito del ripristino dell’integrità cutanea dovuta, a sua volta, ad un aumento della sintesi dei lipidi dello strato corneo (lo strato più superficiale dell’epidermide).

  • Diversi studi clinici mostrano, oltre alle proprietà sopraelencate, un effetto protettivo nei confronti di detergenti aggressivi, come quelli a base di sodio lauril solfato. In particolare:

    • In uno studio clinico controllato (Bird et al., 2002), 25 volontari sani sono stati divisi (in maniera casuale) in due gruppi: il gruppo di controllo (trattato col placebo) e il gruppo trattato con una crema a base di D-pantenolo, due volte al giorno per 26 giorni. Dal 15° al 22° giorno, i pazienti sono stati trattati anche con sodio lauril solfato. Alla fine dello studio, il D-pantenolo è stato in grado di proteggere la cute dei pazienti, lasciandola morbida ed idratata.

    • Risultati analoghi allo studio precedente sono stati ottenuti da Camargo et al. (2011), in cui l’applicazione di una crema a base di D-pantenolo all’1-5%, per 30 giorni, ha mantenuto l’integrità cutanea e l’idratazione anche a seguito della detersione con sodio lauril solfato.

  • In un lavoro di Dell’Acqua e Schweikert (2012) sono state studiate le proprietà di un altro derivato della vitamina B5, il D-pantenil triacetato (PTA), che è risultato essere addirittura più efficace rispetto al D-pantenolo nella guarigione delle ferite in volontari umani. Tali azioni sembrano essere dovute ad un aumento delle attività coenzima A-dipendenti, ossia:

    • Sintesi dei lipidi dello strato corneo;

    • Aumento della produzione di energia, fondamentale per la vita e la proliferazione delle cellule cutanee.

In uno studio clinico di Udompataikul e Limpa-o-vart (2012) è stata paragonata l’efficacia del D-pantenolo rispetto all’idrocortisone nel trattamento delle forme lievi-moderate di dermatite atopica infantile. 30 bambini, con un’età media di 7 anni, hanno ricevuto un duplice trattamento: una metà del corpo è stata trattata (due volte al giorno, per quattro settimane) con una crema all’1% di idrocortisone, l’altra con una crema al 5% di D-pantenolo. Al termine dello studio è stato evidenziato che il D-pantenolo è sicuro e ha un’efficacia paragonabile a quella dell’idrocortisone nel trattamento delle pelli atopiche.

L’applicazione di una crema a base di urea (10%) e D-pantenolo, due volte al giorno per 28 giorni, ha alleviato il prurito e la secchezza cutanea in 15 pazienti sottoposti a dialisi (Castello e Milani, 2011).

In un lavoro di Yang et al (2014) è stata valutata l’efficacia dell’acido pantotenico (assunto per via orale, due volte al giorno per 12 settimane) nell’acne di grado lieve-moderato. Lo studio ha coinvolto 72 pazienti divisi, in maniera casuale, in due gruppi: quello di controllo (a cui è stato somministrato il placebo) e quello trattato. Ebbene, la supplementazione con vitamina B5 ha ridotto il numero di lesioni acneiche, soprattutto quelle infiammatorie, in modo significativo rispetto al placebo.

In un lavoro di Jerayani et al. (2010), l’applicazione di una lozione a base di provitamina B5, vitamina B3 e vitamina E ha ridotto la formazione di macchie brune e ha migliorato il tono e la grana cutanea, in modo significativo rispetto al placebo.

Lo studio è stato condotto su pazienti indiane, di età compresa tra i 30 e i 60 anni.

Controindicazioni ed effetti avversi dell’acido pantotenico.

La vitamina B5 rientra nella composizione di integratori alimentari e medicinali utilizzati in caso di forte stress e debilitazione. SI tratta di prodotti generalmente ben tollerati, per lo meno se assunti alle dosi ed entro i limiti prestabiliti.

Nel 1993, il Comitato Scientifico Europeo ha fissato un intervallo di sicurezza (ossia un range di dosaggi associato ad un basso rischio di effetti avversi) compreso tra 3 e 12 mg di acido pantotenico.

In realtà, gli effetti avversi riscontrati sono molto pochi e si manifestano in seguito all’assunzione di dosi massicce di acido pantotenico: tra questi vi è la diarrea, per dosi intorno ai 10-20g (in ogni caso, una dose non letale).

Ma in quali casi sarebbe bene non assumere la vitamina B5?

L’acido pantotenico non andrebbe assunto in caso di:

L’emofilia è una patologia a carattere ereditario caratterizzata da un’insufficiente capacità di coagulazione del sangue. In tali casi, l’assunzione di acido pantotenico è sconsigliata poiché questa vitamina sembra aumentare il tempo di coagulazione del sangue.

L’assunzione della vitamina B5 è consentita In gravidanza e durante l’allattamento, purchè non si superino le dosi prescritte.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista)