Acido folico in gravidanza.

La guida analizza il rapporto tra l’acido folico e la gravidanza,  per informare le future mamme sui possibili rischi che la non assunzione di questa vitamina può causare ai loro bambini e per consigliare loro come comportarsi: quando assumere l’acido folico e tramite quali alimenti o integratori è meglio farlo.

Acido folico in gravidanza

Il ruolo dell’acido folico in  gravidanza.

L’acido folico, detto anche vitamina B9 non è prodotto in maniera naturale dall’organismo e quindi deve essere assunto tramite alimenti ed integratori.

Negli ultimi anni è stato provato essere un componente fondamentale della prevenzione alle malformazioni neonatali soprattutto quelle del tubo neurale e della spina bifida che corrono il rischio di formarsi durante i primi mesi dello sviluppo embrionale. Per questo, per le donne in gravidanza, è necessario raddoppiarne l’assunzione rispetto al normale fabbisogno quotidiano visto che il feto usufruisce delle riserve materne. La sua carenza, soprattutto nelle prime fasi della gravidanza infatti aumenta notevolmente la possibilità di malformazioni e gravidanze a rischio con lesioni placentari o nascite premature.

Andiamo quindi a vedere quali sono i possibili rischi derivanti da una carenza di acido folico durante la gestazione e quali invece i comportamenti da seguire per fare in modo che questi non si presentino.

DTN (I difetti del Tubo Neurale).

Con la sigla DTN si indicano i difetti del Tubo Neurale ovvero i problemi e le malformazioni del sistema nervoso centrale dell’embrione in sviluppo, in altri termini i difetti congeniti.

Il tubo neurale è quella parte del feto dalla quale si formano il cranio, il cervello, la colonna vertebrale ed anche il midollo spinale ed affinchè lo sviluppo embrionale si svolga normalmente è necessario che questa struttura si chiuda dopo 30 giorni dal concepimento del bambino poichè se questo non succede una parte di cervello o di midollo spinale va incontro a malformazioni come anencefalia, cefalocele e spina bifida.

La spina bifida è il DTN (difetto del tubo neurale) più comune e che si presenta più frequentemente, comporta però conseguenze diverse da soggetto a soggetto e si va da problemi meno seri,  risolvibili con interventi chirurgici,  a gravissime disabilità di tipo fisico e mentale.

L’assunzione dell’acido folico riduce questo rischio addirittura del 50-70% anche se questo tipo di difetti congeniti hanno un’ incidenza variabile in base alla popolazione. Per esempio in Italia la media di bambini nati affetti da spina bifida è di 150-200 mentre in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti il numero è estremamente maggiore. Secondo queste ricerche la differenza sarebbe da collegarsi alle abitudini alimentari, infatti mentre in Italia la maggior parte delle donne segue nel corso della propria vita, e quindi anche della gravidanza, la dieta mediterranea, attraverso la quale si riesce a coprire il fabbisogno quotidiano di B9, in America si seguono regimi alimentari più squilibrati e anche più poveri di acido folico. Per questo la Food and Drug Administration ha stabilito nel 1998 che l’acido folico fosse aggiunto artificialmente a molti alimenti come ad esempio la farina in modo da sopperire in modo semplice ad una carenza generalizzata.

Quando è necessario assumerlo?

Visto che il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal momento del concepimento, precisamente tra il 22° ed il 29° esimo giorno, tutte le donne che stanno programmando una gravidanza o che durante la fase riproduttiva non fanno uso di metodi anticoncezionali dovrebbero accertarsi di sopperire normalmente al fabbisogno giornaliero di acido folico. Una volta che si è a certe di essere in stato interessante poi sarebbe opportuno addirittura incrementarne le dosi.

Durante la gravidanza ne è consigliata un’assunzione pari a 0, 4 mg al giorno nei primi tre mesi di gravidanza, che può aumentare nei casi di donne con un’esperienza pregressa di gravidanza complicata da queste patologie.

Come è possibile assumerlo?

L’acido folico si trova in molti alimenti, soprattutto nelle verdure come gli spinaci, i broccoli, gli asparagi e la lattuga. Ma anche nei legumi, nei cereali e nella frutta, in particolare arance, kiwi, fragole e limoni.

Inoltre sono in vendita molti integratori che contengono la dose consigliata quotidianamente come Gravigil, Folene, Folingrav, Serengrav e Folacor.

Poi ci sono altri prodotti più specifici per la gravidanza che però ne contengono quantitativi inferiori e quindi obbligano a più assunzioni al giorno.

Ad ogni modo come già accennato per tutte le donne in età fertile sarebbe opportuno confrontarsi con il proprio medico di base o anche con il ginecologo se si ha intenzione di programmare una gravidanza per accertarsi di assumere normalmente le giuste dosi di acido folico.

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