Acido clorogenico: cos' è ? Dove si trova? Alimenti, proprietà e controindicazioni.

Cos’è l’acido clorogenico? Quali sono le proprietà di questa sostanza? Davvero può essere utile per ritrovare e mantenere la forma fisica? Scopriamo nel dettaglio quali sono i benefici di questo acido naturale, quali le possibili controindicazioni, quali alimenti ne sono ricchi e come invece è possibile assumerlo sottoforma di integratore.

Acido clorogenico: cos' è ? Dove si trova?  Alimenti, proprietà e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Dove si trova?
  3. Proprietà
  4. Benefici
  5. Posologia
  6. Controindicazioni
  7. Approfondimenti

Cos’è l’acido clorogenico.

L’acido clorogenico (ACG) è un composto organico naturale il cui nome significa letteralmente “che dà luogo a luce verde”, per via della colorazione assunta quando si ossida, e non, come si potrebbe pensare, perché contiene cloro (quest’ultimo, infatti, è assente nella molecola).

Dal punto di vista chimico, esso è un estere formato dagli acidi caffeico e L-chinico, per questo noto anche come acido-5-O-caffeilchinico.

Come vedremo più avanti, l’ACG può contribuire a mantenerci in salute, contrastando i radicali liberi e migliorando il metabolismo corporeo.

Prima, però, diamo uno sguardo alle fonti più importanti di questo importante acido fenolico!

Dove si trova? Alimenti e piante officinali contenenti ACG.

L’acido clorogenico è ampiamente diffuso in natura, infatti, è contenuto sia in frutta, verdura e ortaggi, sia nelle piante officinali. Nella tabella successiva, elenchiamo le fonti principali di ACG, in base a quanto riportato in letteratura (Liang and Kitts, 2016; Zhen et al., 2016; Santana-Galvez et al., 2017).

Alimenti che contengono acido clorogenico:
Piante officinali che contengono acido clorogenico:

Nonostante l’ampia distribuzione, la fonte più importante dell’acido clorogenico è sicuramente il caffè, che infatti fornisce il 90-95% dell’ACG assunto con la dieta (Liang and Kitts, 2016).

Ma quale varietà è la migliore per chi vuole assumere l’ACG? Scopriamolo insieme nel seguente approfondimento!

Varietà di caffè e integratori consigliati.

Stando a Liang e Kitts, l’ACG abbonda nella Coffea canephora, ovvero il caffè varietà robusta. Vediamo le cifre: 1 g di semi essiccati contiene la bellezza di 86 mg di acido clorogenico, contro i soli 55-63 mg/g di Coffea arabica.Non solo la varietà, ma anche la lavorazione dei semi è in grado di influire sulla quantità di ACG. La torrefazione, infatti, a causa delle temperature elevate, converte l’acido clorogenico in melanoidine, le sostanze che conferiscono colore e aroma al caffè tostato.Ecco come varia la concentrazione di ACG e derivati in 100 mL di caffè:

  • 1.060 mg (tostatura leggera);
  • 517 mg (tostatura media);
  • 340 mg (tostatura intensa).

Proprio per questo motivo l’ACG viene estratto dai semi non torrefatti di Coffea canephora, il famoso caffè verde, ed utilizzato nella realizzazione di capsule e compresse (Green Coffee Svetol®, Caffè verde del Dr. Giorgini, Caffè verde ESI), nonché di bevande istantanee, mentine e gomme da masticare (Coffee slender®).Ѐ interessante notare che i vari integratori non contengono mai l’acido clorogenico puro, bensì estratti di caffè verde, eventualmente associati ad altri estratti vegetali.Ma ora che sappiamo cosa è, e dove si trova, analizziamo i potenziali benefici di questa sostanza!

 

Quali sono le proprietà dell’acido clorogenico?

Le proprietà dell’acido clorogenico, tuttora oggetto di studio, sembrano ascrivibili solo in parte al composto in quanto tale. Alcuni autori, infatti, affermano che solo un terzo dell’ACG viene assorbito nell’intestino, mentre i due terzi restanti vengono metabolizzati, dalla flora batterica, negli acidi L-chinico e caffeico, quest’ultimo dotato di effetti biologici (Santana-Galvez et al., 2017).

Ora, però, vogliamo analizzare queste proprietà? Ecco un elenco delle più significative:

  • Effetti antiossidanti. L’acido clorogenico neutralizza i radicali liberi prodotti durante il metabolismo cellulare, l’infiammazione, l’esposizione ad UV e inquinanti ambientali, proteggendo in tal modo i muscoli, il cuore, il sistema nervoso, il fegato e i reni (Maalik et al., 2016; Liang and Kitts, 2016).
  • Effetti antinfiammatori. L’ACG allevia l’infiammazione sia per gli effetti antiossidanti, che limitano i danni da radicali liberi, sia perché riduce la produzione di molecole infiammatorie, come citochine ed eicosanoidi (Meng et al., 2013; Maalik et al., 2016; Santana-Galvez et al., 2017). Questi effetti sono stati valutati in modelli animali di colite e artrite reumatoide, patologie infiammatorie a carico di intestino e articolazioni.
  • Effetti sul metabolismo glucidico. Sembra che l’acido clorogenico abbassi i livelli di glucosio nel sangue, come documentato da diversi autori (Meng et al., 2013; Maalik et al., 2016; Liang and Kitts, 2016; Santana-Galvez et al., 2017). I meccanismi ipotizzati sono molteplici e prevedono l’interazione dell’ACG con enzimi, proteine di trasporto ed ormoni, implicati nel metabolismo di questo zucchero. L’ACG, infatti:
    • Regola l’assorbimento del glucosio, attraverso l’inibizione dell’α-glucosidasi (un enzima che scinde il maltosio in glucosio) e la secrezione di GIP (un ormone che rallenta lo svuotamento gastrico); in questo modo, dunque, il glucosio viene assorbito più lentamente e in minori quantità, normalizzando la glicemia;
    • ne riduce la sintesi epatica, perché inibisce la glucosio-6-fosfatasi, un enzima che permette di ottenere il glucosio dagli aminoacidi (gluconeogenesi) o dalle scorte energetiche (glicogenolisi) e di immetterlo, quindi, in circolo;
    • ne stimola la captazione e l’utilizzo muscolare, aumentando l’espressione di GLUT4 (una proteina che trasporta il glucosio dal sangue ai muscoli).
  • Effetti sul metabolismo lipidico. L’acido clorogenico migliora il metabolismo dei grassi, come riportato dagli autori sopraccitati. Anche in questo caso, sembra coinvolta l’interazione dell’ACG con enzimi ed ormoni; esso, infatti:
    • riduce l’assimilazione dei grassi alimentari, attraverso un ormone prodotto dal tessuto adiposo (l’adiponectina);
    • riduce la sintesi lipidica del fegato, inibendo gli enzimi coinvolti nel processo (HMG-CoA reduttasi per il colesterolo, acido grasso sintasi e acetil-CoA carbossilasi per i trigliceridi);
    • aumenta l’ossidazione dei grassi nei muscoli, stimolando l’enzima carnitina palmitoil transferasi.

In questo modo non solo si riduce la quota di lipidi circolanti, ma anche i depositi nel fegato e in altri organi, come il cuore (steatosi).

  • Effetti sulla pressione sanguigna. L’acido clorogenico contribuisce al mantenimento di valori pressori normali, grazie agli effetti antiossidanti. Neutralizzando i radicali liberi, infatti, mantiene inalterata la funzionalità dell’endotelio: uno strato di cellule che riveste il lume vascolare, implicato nel controllo della pressione (Santana-Galvez et al., 2017).

Conosci la funzione dell’endotelio?

Esso è fondamentale poiché regola la produzione di vasocostrittori (ET-1) e vasodilatatori (NO), aumentando o riducendo la pressione in base al bisogno.

Grazie a tutte queste proprietà, l’acido clorogenico potrebbe contrastare lo sviluppo della sindrome metabolica.

Non la conosci? È un insieme di fattori di rischio per l’obesità, il diabete e le patologie cardiovascolari (Onakpoya et al., 2011; Santana-Galvez et al., 2017).

Ricordiamo che questa sindrome si manifesta con almeno tre dei seguenti sintomi:
  • pressione superiore a 120/80mm di mercurio;
  • glicemia a digiuno superiore a 100mg/dL;
  • obesità addominale;
  • trigliceridi elevati;
  • HDL basse.

Nel prossimo paragrafo, proviamo a tradurre tutte queste proprietà in benefici concreti. C’è davvero da fidarsi?

Benefici e reale efficacia dell’ACG.

Riassumendo quanto abbiamo detto nel paragrafo precedente, quindi, l’acido clorogenico può essere d’aiuto per chi:

  • è a dieta, perché - migliorando il metabolismo di zuccheri e grassi - facilita la perdita di peso;
  • fa body building o altre attività sportive intense, perché - oltre a stimolare la produzione di energia - contrasta i radicali liberi prodotti durante gli sforzi;
  • vuole migliorare la pressione, la glicemia o l’assetto lipidico, perché mantiene funzionali i vasi sanguigni e regola il metabolismo dei nutrienti sopraccitati.

Ma, in realtà, quanto è garantita l’efficacia di questa sostanza?

La risposta è che le evidenze a favore dei benefici suddetti sono tutt’altro che conclusive! Gli studi clinici al riguardo, infatti, sono pochi e coinvolgono un numero esiguo di volontari, condizione che aumenta il rischio di falsi positivi. In questi studi, inoltre, raramente è stato testato l’ACG puro, di conseguenza gli effetti potrebbero essere dovuti anche ad altri composti presenti nell’estratto.

Per questo ti consigliamo di diffidare da chi ne parla come una sostanza miracolosa!

Adesso, invece, passiamo alle modalità d’impiego, uno degli aspetti principali da prendere in considerazione.

Qual è la posologia giusta?

Dopo aver analizzato le proprietà e l’efficacia di questa sostanza naturale, cerchiamo di scoprire quali sono le dosi corrette di assunzione. Purtroppo, non è semplice dare una risposta certa, dal momento che l’ACG non è mai disponibile puro, ma sotto forma di caffè verde.

Di conseguenza, la posologia varia da prodotto a prodotto, in relazione al titolo (cioè la concentrazione) di acido clorogenico e alla quantità di estratto per unità posologica.

In farmacia, ad esempio, si può trovare un prodotto (il Caffè verde del Dr. Giorgini) da assumere come segue: 6 pastiglie 1-2 volte al dì, 30 minuti prima dei pasti con abbondante acqua.

In base alle indicazioni del produttore, quindi, la quantità di ACG assunta varia dai 147,5 mg ai 295 mg giornalieri. Per quanto riguarda i tempi di assunzione, in genere si effettuano cicli di 1-2 mesi, da ripetere tre volte l’anno.

Ma al di là di quanto detto finora, è vero che questa sostanza può avere altri usi? Vediamo come è utilizzata, ad esempio, nell’industria alimentare.

L’acido clorogenico nell’industria alimentare.

Sapevi che, oltre ad essere benefico per la salute, l’acido clorogenico è un ottimo conservante alimentare? I suoi vantaggi, infatti, sono stati discussi in un lavoro di Santana-Galvez e colleghi (2017).Da ciò è emerso che questa sostanza non solo previene l’ossidazione degli alimenti, ma li protegge da batteri, muffe e lieviti che, oltre ad alterarne le caratteristiche organolettiche, possono produrre tossine pericolose per l’uomo.In questi casi, l’ACG viene usato sotto forma di:

  • derivato liposolubile, utile per la conservazione degli alimenti grassi;
  • complesso con β-ciclodestrine, carboidrati che lo proteggono dalla luce e dal calore e ne aumentano la solubilità in acqua, rendendolo adatto per la conservazione dei succhi di frutta.

Tornando all’argomento principale, cioè all’assunzione di acido clorogenico per i suoi effetti benefici, possiamo affermare che sia sicuro al cento per cento? La risposta nel prossimo ed ultimo paragrafo!

Reazioni avverse e controindicazioni dell’ACG.

Terminiamo la nostra disamina con alcune considerazioni relative alla sicurezza.

I dati presenti in letteratura dimostrano che l’acido clorogenico di per sé è sicuro, tuttavia, eventuali effetti avversi (come le allergie) possono manifestarsi a causa di altri componenti. L’uso dell’ACG, sotto forma di integratore, è pertanto controindicato nei seguenti casi:

  • allergie note agli estratti di caffè verde;
  • gravidanza e allattamento, per mancanza di dati sulla sicurezza;
  • persone sensibili alla caffeina (anche gli estratti decaffeinati, contenenti meno del 2% di caffeina, possono provocare insonnia e agitazione in questi soggetti);

Puoi approfonfire gli effetti della caffeina.

  • pazienti diabetici, ipertesi, iperlipidemici o con patologie tiroidee, perché gli estratti (a causa dell’ACG e della caffeina) potrebbero interferire con la terapia farmacologica.

In conclusione, ricordiamo che le informazioni riportate in questo articolo hanno uno scopo puramente illustrativo. Per qualsiasi dubbio o curiosità, rivolgiti al medico o al farmacista di fiducia!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori:Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista)

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