Varicella e gravidanza

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Varicella e gravidanza

Prendere la varicella in gravidanza è uno degli incubi di tutte le donne incinte, che durante il periodo di gestazione prendono ogni tipo di precauzioni per evitare qualsiasi tipo di contatto con persone che in qualche modo possono avere un qualche tipo di rapporto con il virus. Sebbene le future mamme facciano bene a cercare di proteggere loro stesse ed il loro bimbo dalla malattia può essere utile fornire alcune importanti informazioni. Innanzitutto, essendo una malattia tipica dell’infanzia è molto difficile che le donne la contraggano durante il periodo della gravidanza, ad ogni modo può essere utile anche sapere che il virus si trasmette soprattutto per contatto diretto umano ed ha un grado di sopravvivenza molto basso in un ambiente sterno, per cui è molto difficile contrarre il virus tramite oggetti a meno che questi non siano stati a fresco contatto con persone infette. La malattia ha un periodo di incubazione di circa 5- 20 giorni, ma il periodo del contagio si concentra da 2- 3 giorni prima della comparsa delle vescicole fino a 5- 6 giorni dopo la loro manifestazione. Inoltre i rischi conseguenti alla varicella contratta durante il periodo della gravidanza sono strettamente legati alla fase della gestazione in cui si contrae il virus. I periodi più pericolosi per il bambino sono la fase iniziale e quella finale, infatti i primi tre mesi sono senza dubbio quelli più delicati dove è molto alto anche il rischio di trasmettere la malattia al feto che in questo periodo è ancora in fase di formazione, motivo per cui la varicella, come altre malattie infettive, può essere pericolosa per la salute del feto. Durante il secondo trimestre la malattia diventa sempre meno pericolosa per il feto man mano che si va avanti con la gestazione, fino ad arrivare agli ultimi tre mesi in cui un eventuale contrazione del virus non ha in linea di massima nessun effetto dannoso sulla salute del nascituro se non alzare la possibilità che questo venga colpito dal fuoco di S. Antonio durante i primi anni di vita. La situazione cambia però negli ultimi giorni che precedono il parto ed in quelli immediatamente successivi, in questa fase infatti vi è un alta probabilità che la varicella della madre vanga trasmessa al bambino. Avendo parlato del fuoco di S. Antonio può essere utile inoltre chiarire che trattandosi dello stesso virus è possibile che un soggetto che non ha avuto la varicella possa prenderla da uno che ha il virus di S. Antonio, mentre non è possibile il contrario. Va inoltre ricordato che quando una donna è incinta è preferibile non assumere certi tipi di farmaci, quindi se ha il sospetto di essere stata esposta al virus, o addirittura di avere con certezza contratto la varicella, è opportuno che ne parli subito con il proprio ginecologo che deciderà, in base alla fase della gestazione, quale sia la terapia più indicata per curare la varicella in gravidanza.

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god

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