Stitichezza in gravidanza: cosa fare? Rimedi per combattere la stipsi.

La stitichezza in gravidanza colpisce circa il 50% delle donne. Ma come combattere la stipsi in modo efficacie? Approfondiamo i rimedi naturali ed i farmaci adatti per curare le cause che sono legate ai cambiamenti ormonali e fisici determinati dalla gestazione.

Stitichezza in gravidanza: cosa fare? Rimedi per combattere la stipsi

    Indice Articolo:

  1. Cause fisiche ed ormonali
  2. Sintomi e conseguenze
  3. Prevenzione: cosa fare?
    1. Alimentazione ricca-di-fibre
    2. Attività fisica
  4. Come combattere la stipsi?
    1. Rimedi naturali
    2. Trattamenti farmacologici
  5. Approfondimenti

I sintomi sono fastidiosi: gonfiore e dolori addominali, irritabilità, ansia e stanchezza, e possono aggravarsi fino alla comparsa di emorroidi. Allora cosa è possibile fare per contrastarli efficacemente? Dopo aver approfondito le cause e sintomi, illustreremo i diversi tipi di rimedi contro la stitichezza in gravidanza, da quelli farmacologici a quelli naturali, cercando di alleviare le ansie ed i fastidi delle future mamma. Prima di trattare il tema in ogni suo aspetto, riportiamo una immediata sintesi degli accorgimenti utili per facilitare la mobilità intestinale in questa fase delicata della vita.

I consigli utili per combattere la stitichezza: cose fare e cosa evitare.

Cose da fare Cose da non fare
  • Bere molta acqua
  • Mangiare frutta, verdura ed alimenti ricchi di fibre
  • Praticare una moderata attività fisica
  • Fare pasti piccoli e frequenti
  • Non assumere lassativi
  • Non aumentare eccessivamente di peso
  • Non assumere rimedi omeopatici e fitoterapici senza consultare il medico

Le cause: i cambiamenti fisici ed ormonali tipici della gravidanza.

Durante la gravidanza, già a partire dal primo trimestre, la maggior parte delle donne si trova a soffrire di problemi di stitichezza, anche quelle donne che non ne avevano mai sofferto. La relazione che esiste tra gravidanza e stitichezza è dovuta ai cambiamenti fisici che avvengono in una donna in questo periodo e al ruolo degli ormoni. Come visto la stitichezza si manifesta sin dai primi periodi di gravidanza ed accompagna molte donne per tutto il periodo di gestazione, tuttavia le cause che provocano stipsi sono legate in ogni periodo a fattori diversi che cooperano insieme. Vediamo quindi l’evoluzione di tali cause.

Periodo di gestazione: Cause di stitichezza:
I trimestre
  • Aumento di progesterone
  • Nausee
II trimestre
  • Aumento di progesterone
  • Aumento dell’utero
III trimestre
  • Aumento di aldosterone

Primo trimestre: 

Durante questo periodo i fattori responsabili della comparsa della stitichezza sono soprattutto due, uno strettamente fisiologico, ovvero l’aumento della produzione di progesterone, l’atra conseguenza dei cambiamenti alimentari ovvero, il ridotto consumo di frutta e verdura.

  • Progesterone. Il ruolo fisiologico del progesterone in gravidanza è quello di evitare che l’utero abbia delle contrazioni precoci che potrebbero essere dannose per il feto. Questa azione però non si esplica soltanto a livello dell’utero ma riguarda tutta la muscolatura del corpo, compresa quella del tratto gastrointestinale. Un aumento della produzione di progesterone può quindi provocare disturbi a livello intestinale poiché riduce la motilità intestinale e rallenta la peristalsi, rallentamento che provoca la produzione di feci dure, che stanno troppo tempo nell’intestino, in altri termini stitichezza.
  • Nausee. A causa delle nausee che accompagnano i primi tre mesi di gravidanza molte donne sono portate a modificare le loro abitudini alimentari, in particolare a ridurre il consumo di frutta e verdura, e quindi l’assunzione di fibre, che sono nutrienti importantissimi per per la motilità intestinale. Lo scarso apporto di fibre invece ha come diretta conseguenza la formazione di feci dure che vengono difficilmente eliminate.

Scopri come combattere la nausea in gravidanza.

Secondo trimestre: 

Durante questo periodo, mentre vanno diminuendo le nausee, resta costante il ruolo del progesterone a cui si aggiunge il peso del feto in quanto l’utero aumentando di volume esercita una compressione sulle anse intestinali. In questo caso la stitichezza è quindi provocata a livello meccanico in quanto la compressione dell’utero genera ostruzione a livello intestinale rendendo difficoltoso il passaggio delle feci e questo associato alla ridotta peristalsi provoca il ristagno delle feci nell’intestino.

Terzo trimestre: 

Nell'ultimo periodo di gravidanza si ha un aumento dei livelli di aldosterone, l’ormone che fa si che venga aumentato il riassorbimento di acqua ed elettroliti a livello colico e questo si traduce in una maggiore secchezza e durezza delle feci.

Altre cause che determinano la comparsa di stitichezza sono legate all'assunzione di alcune sostanze, come il ferro, che solitamente viene dato in gravidanza poiché c’è un aumentato fabbisogno, o gli antiacidi che si usano in quanto il progesterone induce anche l’aumento dell’acidità di stomaco. Gli antiacidi contengono alluminio e questo provoca stitichezza perché agisce sulla motilità intestinale rallentandola. Per lo stesso motivo, cioè il rallentamento della motilità intestinale, il ferro assunto in gravidanza causa stitichezza.

I rischi di una stitichezza prolungata durante i nove mesi.

La stitichezza in gravidanza presenta gli stessi sintomi che hanno coloro che soffrono abitualmente di stitichezza, per cui riscontriamo feci dure che rendono dolorosa l’evacuazione, dolori e gonfiori a livello addominale, flatulenza e inoltre abbiamo anche un aspetto psicologico non indifferente poiché la stitichezza causa irritabilità, stati d’ansia, insonnia, stress e stanchezza fino ad arrivare alla depressione. Sebbene in se tali sintomi non sono particolarmente pericolosi tuttavia soffrire di stitichezza durante il periodo della gravidanza è un problema da non sottovalutare perché può causare delle conseguenze sia sulla salute della madre che sulla salute del feto.

Quali sono le possibili conseguenze per la mamma ed il feto?

I rischi più comuni a cui va incontro la donna riguardano principalmente la comparsa di emorroidi in quanto gli sforzi eccessivi che si compiono per riuscire ad evacuare aumentano la pressione sulle vene emorroidarie, che tendono al prolasso e a fuoriuscire dall'ano. Inoltre la permanenza delle feci per un tempo prolungato all’interno dell’intestino altera la flora batterica presente nel tratto intestinale, che aumenta e provoca infezioni del tratto urogenitale e a livello intestinale, infezioni che risultano più difficili da curare in quanto gli antibiotici possono compromettere la salute del feto. Uno dei rischi delle prime settimane di gravidanza è che gli sforzi eccessivi e l’aumentato bisogno di spingere per facilitare l’espulsione delle feci possano essere causa di aborto. Quando ci si rende quindi conto che la stitichezza non è controllabile mediante rimedi naturali e alimentazione è bene rivolgersi ad un medico specialista che valuterà il caso e potrà consigliare la cura adeguata.

Come si può prevenire la stitichezza in questa delicata fase di vita?

Un ruolo molto importante è giocato dalla prevenzione della stitichezza, quando ci si accorge di aspettare un bambino si possono mettere in atto delle strategie alimentari e comportamentali che possano aiutare a prevenire questo fastidioso disturbo. Vediamo quindi i consigli su cosa mangiare e su come comportarsi per prevenire l’insorgenza della stipsi.

Alimentazione ricca di fibre e di acqua.

Gli alimenti principali da assumere per evitare di soffrire di stipsi sono quelli ricchi di fibre come la frutta e le verdure. Un adeguato consumo di fibre infatti aiuta ad attivare la motilità intestinale e richiama acqua a livello del colon rendendo le feci più morbide. Un esempio di dieta alimentare adatta in gravidanza prevede il consumo dei seguenti alimenti:

Alimenti da consumare per migliorare la funzionalità intestinale.
Verdura: sia cruda che cotta, prediligendo le verdure che contengano molte fibre, come per esempio spinaci, insalate, cavolini di bruxelles, zucca, fagiolini, zucchine, cicoria, broccoli, radicchio, melanzane.

Frutta: da prediligere le mele cotogne, le pesche, le fragole, i fichi, l’uva, il pompelmo, le pere e i cachi, ma bisogna evitare il consumo eccessivo in quanto la frutta contiene molti zuccheri semplici che innalzano la glicemia e questo può predisporre all'insorgenza di diabete gestazionale.

Latticini: specialmente il latte che favorisce la motilità intestinale e gli yogurt addizionati con fermenti lattici vivi per favorire il mantenimento dell’equilibrio della flora batterica intestinale.

Cereali e legumi: da preferire l’assunzione di pane e pasta integrali poiché contengono molte fibre, mentre è da evitare il riso che ha un effetto astringente. Inoltre vanno consumati molti legumi come piselli, fagioli, fave o ceci, ma è preferibile consumarli dopo averli passati per evitare fenomeni di meteorismo e flatulenza causati dalla fermentazione dei legumi nell’intestino.

Condimenti: l’ideale sarebbe condire i piatti con olio extravergine di oliva a crudo che aiuta a mantenere la regolarità intestinale, evitando invee condimenti e ricchi di grassi che rallenterebbero il processo digestivo.
Acqua: Si consiglia inoltre di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno per favorire la formazione di feci più morbide e di bere un succo di prugna poiché ha riconosciuti effetti lassativi..

Quale dieta seguire in gravidanza?

 Quanto è importante un’attività fisica costante?

Un’altra strategia preventiva è quella di svolgere una leggera ma regolare attività fisica durante il periodo della gravidanza. L’attività fisica infatti favorisce la motilità intestinale e la regolarità e aiuta a prevenire il problema della stipsi. L’attività fisica ideale durante la gestazione è per esempio quella in acqua, come il nuoto o l’acqua gym, in quanto riducono il senso di fatica dovuto al peso e consentono di svolgere gli esercizi più facilmente. Utili anche le camminate all'aria aperta per almeno mezz’ora al giorno, la ginnastica dolce e lo stretching che aiutano ad attivare i muscoli e la ginnastica specifica per i muscoli del perineo, i muscoli addominali e la colonna vertebrale.

I rimedi efficaci per combattere la stipsi durante la gravidanza.

Occupiamoci adesso di come possiamo combattere la stitichezza in gravidanza attraverso l’utilizzo di cure efficaci sia naturali che farmacologiche. Vediamo quindi cosa fare per il trattamento della stipsi con rimedi naturali e cosa fare invece quando questi non sembrano dare sollievo o funzionare.

Ok ai rimedi omeopatici e fitoterapici ma con attenzione!

Esistono numerosi rimedi naturali che rappresentano la soluzione ideale per la cura della stitichezza senza provocare particolari problemi al feto. I prodotti di erboristeria adatti alla cura della stitichezza sono la malva, i semi di lino e di psillio, il glucomannano, e il tamarindo.

Malva: la malva contiene mucillagini e quindi è ottima per favorire la formazione di feci morbide e per accelerare il transito intestinale. Per utilizzarla si può preparare un infuso con le foglie e i fiori, mettendo 15 g di foglie e fiori di malva in infusione in una tazza d’acqua bollente per 15 minuti, successivamente filtrare e bere l’infuso 2 – 3 volte al giorno. Le foglie di malva possono essere anche consumate in alcuni piatti come insalate.
Semi di lino e di psillio: questi semi contengono le mucillagini cioè delle sostanze gelatinose che aiutano la lubrificazione delle feci e le rendono morbide e facilmente eliminabili. Inoltre hanno un’azione pulente sulle pareti intestinali, riducono l’eventuale infiammazione dovuta alla permanenza delle feci e soprattutto non causano problemi al feto. Si consiglia di assumere 5 – 7 g di semi al giorno.
Glucomannano: è una sostanza che si ricava da una pianta giapponese e che ha la caratteristica una volta ingerita di diventare gelatinosa e quindi favorisce il passaggio dei cibi nell’intestino e rende le feci più morbide e più voluminose. È un prodotto naturale privo di controindicazioni per madre e feto per cui può essere un ottimo rimedio da prendere in gravidanza per il trattamento della stitichezza. Si consiglia di assumerne 3 – 4 g al giorno e di accompagnare l’assunzione con dell’acqua per favorire il rigonfiamento del glucomannano all’interno del tratto intestinale.
Tamarindo: il tamarindo è un frutto che ha un effetto lassativo naturale in quanto è ricco di mucillagini e agisce a livello intestinale richiamando acqua, e favorendo quindi la formazione di feci morbide. Lo troviamo in commercio sotto forma di sciroppo e si consiglia di assumerne 10 ml al giorno diluendolo in un bicchiere d’acqua. Si consiglia però per questo rimedio fitoterapico di consultare il proprio medico in quanto il tamarindo può interagire con alcuni farmaci come l’aspirina e potrebbe quindi fare male.
Mannite da fruttosio che si estrae da alcuni alberi come il Frassino. Questa sostanza ha effetti lassativi poiché richiama acqua nell’intestino e aumenta il volume delle feci rendendole morbide. Si consiglia di assumerne 2 panetti al giorno accompagnandoli con molta acqua perchè è un tipo di lassativo che richiama acqua e quindi è necessario assumerlo con questa modalità.

Vi sono poi dei prodotti fitoterapici che vengono utilizzati per il trattamento della stipsi che non sono consigliati in gravidanza come per esempio il rabarbaro o la senna, poiché hanno un’azione irritante e possono provocare crampi addominali e coliche causando danni al feto.

I rischi legati ai farmaci, vediamo i trattamenti sconsigliati.

Quando i rimedi naturali non funzionano come ci si aspetta bisogna passare ai rimedi farmacologici. Prima di decidere però cosa prendere bisogna rivolgersi al medico perché non tutti i farmaci possono essere assunti in gravidanza, sono infatti da evitare:

Lassativi di tipo da contatto: perché causano alterazioni dell’equilibrio elettrolitico.

Lassativi di tipo oleoso: in quanto riducono l’assorbimento di vitamina A, K, D ed E che invece sono molto importanti in gravidanza.

I farmaci consentiti sono preferibilmente le supposte di glicerina che favoriscono l’evacuazione senza essere assorbiti a livello intestinale ma anche in questo caso è bene chiedere al medico e limitarne l’uso perché non vi sono studi sufficienti a definirli sicuri per il feto.

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