Integratori di ferro: naturali o farmaceutici, benefici ed effetti collaterali.

Qual’è la differenza tra integratori di ferro naturali e farmaceutici? Particolarmente utili in caso di flussi mestruali molto abbondanti, diete vegetariane, intensa attività fisica, tali integratori apportano molti altri benefici. Analizziamo quando è necessario assumerli, in che dosi e gli effetti collaterali che possono insorgere in caso di sovradosaggio.

Integratori di ferro: naturali o farmaceutici, benefici ed effetti collaterali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Quando assumerli
  3.  Come ottimizzare l'assimilazione
  4. Controindicazioni ed effetti collaterali
  5. Approfondimenti

 Cosa sono gli integratori di ferro: naturali o farmaceutici.

Gli integratori di ferro sono prodotti farmaceutici che ritroviamo in farmacie, parafarmacie ed erboristerie. Questi prodotti possono essere assunti proprio allo scopo di integrare ferro e li troviamo in varie forme farmaceutiche, tutte per uso sistemico, tra le quali:

  • Gocce orali

  • Bustine

  • Compresse

  • Flaconcini

In questi prodotti, il ferro può essere presente sotto forma di sale fumarato, solfato o gluconato. Quel che è importante però, è la quantità di ferro elementare, che rappresenta poi il vero e proprio ferro assorbito.

Bisogna stare attenti a fare un corretto uso di tali prodotti in modo da non superare rispettivamente i 45 milligrammi negli adulti (e in ogni caso nei soggetti oltre i 14 anni) e i 40 milligrammi nei ragazzi sotto i 14 anni, ed evitare il presentarsi di effetti collaterali dovuti all’integrazione di ferro. E’ infatti consigliata. in media, un’assunzione di 20 milligrammi al giorno.

I tempi di integrazione, soprattutto nei casi in cui gli integratori di ferro si rendano davvero necessari, possono essere abbastanza lunghi arrivando anche a 4 mesi e iniziando con dosaggi bassi al fine di ritardare o evitare del tutto il presentarsi di effetti collaterali da integrazione di ferro.

Vi sono poi sul mercato, prodotti a base di estratti vegetali che rilasciano ferro, tra cui ad esempio a base di ortica o alghe quali spirulina e clorella. Questi sono noti con il nome di integratori naturali di ferro.

Ma cos’è il ferro? Perchè assumerlo?

Ma per capire quando usare gli integratori, vediamo prima cos’è il ferro e come agisce sul nostro organismo.

Il ferro è un elemento chimico presente in natura fondamentale per quasi tutti gli essere viventi. E’ infatti un componente molto importante all’interno dell’organismo umano.

Il ferro presente nel nostro corpo si lega alle proteine nel complesso eme (emoglobina e mioglobina) ed è responsabile di molte funzioni come:

  • trasporto dell’ossigeno ai tessuti e ai muscoli (attraverso l’emoglobina e la mioglobina di cui fa parte).

  • funzioni di contrazione muscolare, perché fa parte delle proteine contrattili

  • funzioni di supporto a diversi enzimi, per esempio, nel trasporto di elettroni e nel metabolismo di amminoacidi.

  • è presente inoltre in unghie e capelli, una sua carenza ne determina infatti perdita e fragilità.

Il ferro contenuto nel nostro organismo si può suddividere in tre tipi:

  1. ferro attivo, contenuto nell’emoglobina e negli enzimi respiratori.

  2. ferro di trasporto, presente nel sangue.

  3. ferro di riserva, depositato nei tessuti.

Il ferro viene recuperato e usato in continuazione e le perdite sono limitate.

L’apporto giornaliero da assumere è, dunque, minimo per le persone in buona salute.

Questo elemento viene assunto esclusivamente attraverso l’alimentazione. Esso è infatti costituente di alimenti quali:

  • Carne (specialmente quella rossa)

  • Interiora

  • Legumi

  • Verdura (più che altro quella a foglia verde)

  • Cioccolato fondente

  • Frutta secca

Puoi approfondire quali sono gli alimenti che contengono ferro.

 Quando sono necessari? Benefici dell’integrazione di ferro.

Se abbiamo visto che, per le persone in buona salute, vi è un apporto minimo giornaliero da assumere, è’ importante però considerare che, anche se si segue una corretta alimentazione, vi sono condizioni che possono provocare carenze di ferro e sostanze che possono favorire o meno l’assorbimento di questo elemento assunto attraverso l’alimentazione.

Condizioni che possono comportare carenza di ferro, e che quindi comporterebbero un’integrazione dell’elemento sono:

  • Mestruazioni abbondanti (menorragia), ed emorragie di vario tipo; comportando queste condizioni una perdita elevata di sangue e, essendo il ferro complessato con l’emoglobina, costituente gli eritrociti che altro non sono che cellule del sangue sospese proprio all’interno del circolo ematico, è chiaro che tali condizioni possono portare ad una considerevole perdita di questo elemento dovuta a perdita di sangue.

  • Sesso femminile, nel quale la quantità di emoglobina è già di per sè inferiore a quella degli uomini a causa delle perdite di sangue, e quindi di ferro, ad ogni ciclo (si possono arrivare a perdere tra i 25 e i 50 milligrammi di ferro per ogni ciclo mestruale).

  • Gravidanza, questa condizione impone un aumento non solo del consumo di alimenti contenenti ferro, ma anche l’integrazione di questo elemento attraverso prodotti farmaceutici in modo da creare una riserva che possa assicurare in qualunque momento le quantità richieste.

  • Dieta vegana o vegetariana, in quanto tali tipi di alimentazione precludono l’assunzione di cibi di origine animale (quali la carne) ricchi di ferro.

  • Pratica intensa di attività fisica, questa condizione infatti può portare ad eccessiva perdita di ferro in quanto è stato visto che l’attività fisica prolungata può essere causa di microtraumi e quindi di piccole emorragie soprattutto a livello locale.

  • Per la salute dei capelli, è bene ricordare i benefici che possono derivare da un’integrazione di ferro per quel che riguarda la salute dei capelli, in quanto il ferro è un componente importante per la vita dei cheratinociti, ossia le cellule che costituiscono i capelli.

Attenzione però alle sostanze, che possono condizionare in positivo o in negativo l’assorbimento di ferro. Tra esse troviamo:

  • vitamina C (acido ascorbico), fruttosio e acido citrico, che favoriscono l’assorbimento di ferro

  • farmaci quali antibiotici, antiacidi e antinfiammatori, che ne riducono l’assorbimento.

Carenza di ferro, quali sono i rischi?

Considerata la notevole importanza di questo elemento per il nostro organismo, seppure presente in quantità ridotte, quali sono i rischi che comporta una sua carenza? Prima di assumere degli integratori ecco come capire se si ha una carenza di ferro.

Innanzitutto è possibile riconoscere tale carenza dai seguenti sintomi:

  • Astenia (debolezza e stanchezza generale)

  • Sonnolenza

  • Colorazione anemica della pelle (pallore)

  • Irritabilità

  • Mal di testa (cefalea)

  • Vertigini

A questi sintomi va, ovviamente, associata una visita medica e delle analisi del sangue che confermino la carenza di ferro nell’organismo, così da determinare i modi e i tempi dell’assunzione degli integratori.

La carenza di ferro, infatti, se non curata, porta allo sviluppo dell’anemia sideropenica, per la quale gli integratori di ferro costituiscono uno strumento importante di superamento.

Il ferro in farmacia: le associazioni che ne ottimizzano l’assimilazione.

Massimizzare efficacia degli integratori di ferro

L’assunzione di ferro tramite integratori è, nella maggior parte dei prodotti farmaceutici presenti sul mercato, non pura, ma composta in associazione con altre sostanze quali ad esempio la vitamina C (allo scopo di favorire l’assorbimento del ferro integrato), acido folico, vitamina B12, vitamina B6 (queste sostanze promuovono la crescita cellulare con aumento del numero di eritrociti e quindi dell’emoglobina, portando quindi ad una maggiore possibilità di complessare il ferro assunto attraverso dieta o integrazione).

E’ possibile ritrovare poi il ferro, in associazione con il magnesio ed altri minerali e vitamine; questi prodotti sono soprattutto indicati negli sportivi per un uso successivo all’attività fisica.

Approfondisci le proprietà ed i benefici del magnesio.

Infine, vi sono sul mercato diversi integratori di fermenti lattici associati a ferro, in quanto dato che la maggior parte degli antibiotici antagonizzano l’assorbimento di questo elemento e, dato che post-trattamento antibiotico è consigliato fare un ciclo di fermenti lattici in quanto gli antibiotici distruggono la flora batterica intestinale, l’associazione garantisce un’opportuna integrazione sia di fermenti che di ferro.

Approfondisci i molti benefici dei fermenti lattici.

Effetti collaterali e controindicazioni: quando gli integratori di ferro fanno male?

Assumere il ferro mancante in modo naturale o tramite gli integratori? A volte, un eccesso nell’assunzione di tali integratori o la semplice implementazione di dosaggi elevati di ferro, può portare al presentarsi di effetti collaterali, in particolar modo effetti a livello gastrointestinale quali diarrea, vomito, nausea, stipsi, dolori all’addome e colorazione scura delle feci (più nello specifico colorazione nera). Questi integratori possono dare anche bruciore di stomaco, ma in tal caso essi possono essere assunti in concomitanza dei pasti riducendo tale fenomeno.

Questi effetti collaterali sono tipici dell’accumulo di metalli all’interno dell’organismo e possono perciò verificarsi quando vengono introdotti quantitativi di ferro (ma anche di altri metalli) che essendo superiori all’effettiva richiesta, possono accumularsi senza essere assorbiti e provocare tossicità fino alla loro eliminazione.

I disturbi gastrointestinali che possono presentarsi in caso di assunzione di tali integratori, possono essere ovviati ormai grazie a nuove formulazioni frutto delle nanotecnologie, che ottimizzano l’assorbimento del ferro e ne prevengono gli effetti collaterali.

Certo, l’assimilazione del ferro tramite l’alimentazione, è preferibile per i soggetti sani, ma non sempre è sufficiente per chi soffre di anemia sideropenica o ha gravi carenze di ferro. Al contrario, tali integratori sono controindicati in tutti quei soggetti che non rientrano nelle categorie a rischio di carenze di ferro e, comunque, in tutti i soggetti con valori di emoglobina nella norma.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.re Vincenzo Giuseppe Pio Cordone (laurea in farmacia) - Dott.sa Teresa Spadaro



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