Dieta senza carboidrati: funziona per dimagrire? Menù tipo e rischi.

La dieta senza carboidrati è senza dubbio una delle più discusse da medici e nutrizionisti. È vero che funziona per dimagrire? Per quanto tempo può essere seguita e, soprattutto, comporta dei rischi? Vediamo in dettaglio le diverse tipologie, il menù tipo e quali sono i possibili effetti collaterali di questo regime alimentare!

Dieta senza carboidrati: funziona per dimagrire? Menù tipo e rischi

    Indice Articolo:

  1. Tipologie
  2. Funzionano?
  3. Menù tipo
  4. Rischi
  5. Approfondimenti

Le diverse diete senza carboidrati o low carb.

In una dieta senza carboidrati vengono, ovviamente, escluse queste importanti macromolecole, capaci di fornire all’organismo energia immediatamente disponibile. I carboidrati o glucidi si dividono in:

  • semplici, contenuti in frutta, zucchero, patate;

  • complessi, contenuti in pane, prodotti da forno, pasta, cereali, verdure.

Come vedi, quindi, si tratta di rinunciare a diversi cibi nutrienti e gustosi!

Le diete a ridotto contenuto di carboidrati (o low carb) prevedono l’assunzione di alimenti proteici (carne, uova, pesce e legumi) e, alcune, anche di grassi (burro, olio, etc.), mentre è concessa solo una piccola quantità di cibi contenenti glucidi.

Vediamo qualche esempio di diete low carb che sono state più o meno alla moda e, di conseguenza, più o meno famose:

  • La dieta Scarsdale, di sole 880 kcal al giorno, prevede il consumo di cibi proteici, di una sola fetta di pane nell’arco della giornata, verdure, pochissima frutta e nessuna fonte di grassi.

  • La dieta Atkins, ideata negli anni ‘70 come la Scarsdale, include quotidianamente proteine e grassi: per cui, via libera a uova fritte, pancetta e formaggi; sono esclusi, invece, tutti i glucidi, tranne i pochi contenuti nelle verdure.

  • La dieta chetogenica deve il nome alla capacità dell’organismo di utilizzare lipidi e proteine di cui è ricchissima, in assenza di carboidrati, secondo una via metabolica detta appunto chetogenesi, ma di questo parleremo più avanti.

  • La dieta metabolica è divisa in due fasi, la prima delle quali impone una quantità giornaliera di carboidrati pari a 30 g ed è caratterizzata dall’abbondanza di lipidi, ma anche di proteine. Per soli due giorni a settimana (fase di carico), invece, è consentito consumare circa il 55% di alimenti ricchi di carboidrati. Nella seconda fase, la percentuale di glucidi viene aumentata fino a raggiungere i normali livelli (circa il 55% delle calorie giornaliere).

  • La dieta iperproteica, utilizzata soprattutto allo scopo di aumentare la massa muscolare, prevede, oltre ad un ridotto apporto di glucidi, un elevato contenuto di proteine e, in misura minore, di grassi.

  • La dieta a zona assicura una piccola percentuale di carboidrati ad ogni pasto, prediligendo comunque il consumo di proteine e grassi.

Le diete sopra elencate si basano tutte sul principio comune di ridurre in modo significativo, se non eliminare del tutto, sia i carboidrati complessi che quelli semplici, come fonte energetica.

C’è, invece, un piano alimentare molto famoso, che esclude totalmente i carboidrati: la dieta Dukan, nella quale è previsto il consumo di sole proteine, in una prima fase, e l’inserimento di verdure solo nella fase successiva. Sono consentiti, però, pochi fiocchi di crusca o avena nella fase di mantenimento!

Passiamo adesso al punto di maggiore interesse per chi ha problemi di sovrappeso: con queste diete, insomma, si dimagrisce o no?

Questi piani alimentari funzionano per dimagrire?

Perché le diete senza carboidrati hanno raggiunto una così grande fama in tutto il mondo? La spiegazione è molto semplice: perché consentono una perdita di peso significativa in tempi abbastanza brevi!

Vuoi qualche esempio? Abbiamo raccolto alcuni dati nella seguente tabella:

Perdita di peso in media

Scarsdale: 10 kg in due settimane.

Atkins: 3 kg in quattro giorni.

Metabolica e a zona: fino a 10 kg al mese.

Dukan: 1-2 kg a settimana.

In generale, le diete low carb funzionano per dimagrire perché, privando l’organismo di carboidrati, fonte primaria di energia, costringono il corpo a utilizzare i grassi contenuti nei depositi (adipe) per mantenere le funzioni vitali e tutte le normali attività quotidiane.

E la massa magra? Non viene assolutamente ridotta, in quanto si assumono notevoli quantità di proteine.

Allora ci si può fidare di questi piani alimentari senza carboidrati? Quasi tutti sono stati ideati da medici, il che può sembrare una garanzia, ma va detto a tale proposito che alcuni di essi sono nati in seguito a ricerche fatte per migliorare lo stato di salute di pazienti afflitti da patologie croniche, come ad esempio la dieta Atkins per i diabetici e la chetogenica per gli epilettici. Ciò significa che gli effetti benefici che questi regimi hanno sui pazienti colpiti da tali malattie, si riducono alla semplice perdita di peso, nei soggetti sani. Inoltre, se queste diete sono protratte per un lungo periodo, possono essere addirittura dannose.

Di questo, però, ci occuperemo in un altro paragrafo! Ora torniamo a quelle diete low carb create appositamente per chi soffre di particolari patologie. Vuoi saperne di più?

Come nascono queste diete? Atkins per il diabete e Chetogenica per l’epilessia.

Come già anticipato, alcune diete senza carboidrati sono nate per rispondere alle esigenze di soggetti con malattie croniche. Tra queste, la dieta ideata dal medico americano Atkins è stata finalizzata a pazienti affetti da diabete. Infatti, un ridotto apporto di glucidi è vantaggioso per i diabetici: meno zuccheri vengono introitati, minore sarà la concentrazione di glucosio nel sangue!

La dieta chetogenica, studiata da Johns Hopkins (Università di Baltimora) sembra avere, invece, effetti positivi nel trattamento dell’epilessia. Questo piano alimentare, privando l’organismo di glucidi, fa in modo che vengano bruciati grassi per produrre energia.

Durante tale processo, però, vengono prodotte molecole di scarto dette corpi chetonici che, se presenti in grandi quantità in circolo, indeboliscono i tessuti, soprattutto quello nervoso centrale. Si sa che l’epilessia è caratterizzata da potenti e incontrollate scariche di correnti lungo i neuroni, che provocano le tipiche manifestazioni della patologia. Per questo, cicliche fasi controllate di dieta chetogena in pazienti epilettici potrebbero risultare utili a tenere a bada i sintomi.

A questo punto, entriamo nel vivo dell’argomento! Vuoi scoprire con noi qualche esempio di menù a ridotto contenuto di glucidi?

Una dieta a ridotto apporto di glucidi è caratterizzata dalla presenza di alimenti proteici, di grassi e di una certa quantità di verdure.

Per esempio, nella dieta metabolica vi è una prima fase in cui è importante escludere i carboidrati, che andranno, poi, inseriti solo in un secondo momento.

Approfomndici il programma della dieta metabolica.

Nella dieta Dukan, invece, l’eliminazione dei glucidi è totale, almeno nella prima fase detta di attacco, ma non ci sono quantità da rispettare.

Puoi approfondire le fasi della dieta Dukan

Vediamo un esempio di menù giornaliero:Il menù tipo della prima fase è così strutturato:

Colazione:

Un bicchiere di latte, un uovo, una manciata di frutta secca.

Pranzo:

Bresaola (300 g circa), verdure o ortaggi, un cucchiaio d’olio, una manciata di frutta secca.

Spuntino:

Yogurt magro.

Cena:

Pesce (circa 500 g), verdura o ortaggi, un cucchiaio d’olio, frutta secca.

Colazione:

Yogurt magro, o formaggio magro, o bresaola, o prosciutto, o uova.

Pranzo:

Pollo, o pesce o uova.

Spuntino:

Yogurt magro o tacchino.

Cena:

Uova, o pesce, o crostacei, o molluschi, o carne.

Spuntino extra:

Solo occasionalmente è possibile mangiare un budino per appagare eventuali voglie di dolci.

Dopo aver visto come sono organizzati, quotidianamente, questi regimi alimentari, passiamo a esaminare quali svantaggi ne possono derivare per la salute!

Quali sono i rischi legati all’assenza di carboidrati?

Se i benefici delle diete low carb sono innegabili in termini di dimagrimento, allo stesso modo non si può tacere dei rischi che esse comportano! Sai, infatti, che le problematiche legate alla scarsa assunzione di carboidrati sono molteplici?

Proviamo a elencare le più comuni:

  • Carenze vitaminiche. Quando in una dieta escludi frutta, cereali, o addirittura verdura, ti privi automaticamente delle fonti principali di vitamine, molecole necessarie per l’espletamento di numerose funzioni vitali e che il tuo corpo non è in grado di sintetizzare!

  • Complicazioni renali. L’apporto di elevate quantità di proteine, come nella dieta iperproteica e nella Dukan, determina inevitabilmente un’eccessiva produzione di urea, materiale di scarto derivante dal metabolismo proteico. L’urea, essendo tossica, deve essere escreta a livello renale, ma, quando le sue concentrazioni nel sangue sono elevate, i reni vengono sovraccaricati rischiando, a lungo andare, di comprometterne la funzionalità.

  • Stato di forte stress. La riduzione, se non l’assenza totale, dei carboidrati sottopone l’organismo a un notevole stress poiché questo, per procurarsi il glucosio necessario a svolgere in modo corretto le proprie funzioni vitali, è costretto ad intaccare le riserve, attivando cosi un processo detto chetogenico, ossia di creazione di corpi chetonici. Tale processo, se da un lato è proprio il motivo del forte e rapido dimagrimento, dall’altro può essere anche dannoso per la salute. I corpi chetonici, infatti, sono piccole molecole tossiche per i nostri tessuti e, quando escreti con le urine, determinano la perdita di notevoli quantità d’acqua, con il rischio di disidratare l’intero organismo! Per questo, nel lungo periodo, il pericolo maggiore è che l’organismo non sia in grado di smaltire la grande quantità di corpi chetonici rilasciati durante il processo di trasformazione del glucosio. Se questi, poi, vanno ad accumularsi nel sangue, possono rendere difficoltosi i normali processi biologici, causando nei primi giorni lievi fastidi, come cefalee e senso di stanchezza, poi disturbi anche molti gravi, addirittura il coma!

Come ci si può tutelare, allora, dai rischi di una dieta senza carboidrati? Tiriamo le somme nel prossimo e ultimo paragrafo!

Diete low carb per perdere peso? Ok solo per periodi brevi!

Per non correre rischi, è essenziale che le diete low carb durino poco! Non è un caso che anche gli stessi promotori raccomandino di seguire tali piani alimentari per un periodo di tempo limitato, sottolineando l’importanza di passare, poi, ad una fase di mantenimento. In questo secondo momento, oltre ad aumentare le quantità dei carboidrati complessi, come pasta e pane, di solito integrali (alimenti, questi, che hanno un indice glicemico più basso), vengono reinseriti nell’alimentazione anche dei tipi di frutta e di verdura sconsigliati, invece, durante la prima fase di dimagrimento.

In conclusione, cosa suggerire a chi decide di seguire una dieta senza o a basso contenuto di carboidrati? Il primo passo, fondamentale, consiste nel chiedere consiglio ad un medico, un dietologo o un nutrizionista, per assicurarsi che il proprio corpo sia in grado di reggere l'inevitabile stress e farsi seguire durante tutto il periodo della dieta.

Perdere peso è spesso una scelta obbligata per il benessere del corpo e della mente, ma va fatta con buonsenso!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Valentina Coviello (Biologa) - Dott.sa Luigia Torrusio

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