Dieta ormonale: alimentazione e menù per riattivare il metabolismo.

Gli squilibri ormonali incidono su tutto l'organismo, anche sulla forma fisica. Secondo un famoso endocrinologo americano, seguendo una particolare dieta è possibile ristabilire l'equilibrio ormonale dell'organismo e ritrovare forma e salute. Scopriamo i diversi menù di dieta proposti da questo endocrinologo per rimediare agli squilibri ormonali e riattivare il metabolismo

Dieta ormonale: alimentazione e menù per riattivare il metabolismo

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche  
  2. Tipologie
  3. Menù di esempio
  4. Proprietà dimagranti
  5. Controindicazioni
  6. Approfondimenti

Cos’è la dieta ormonale? La teoria di Thierry Hertoghe.

La dieta ormonale, è un regime alimentare che si propone di curare gli squilibri ormonali da cui dipendono alcune patologie, semplicemente scegliendo gli alimenti giusti.

Gli ormoni, infatti, regolano tutti i processi vitali dell’organismo e spesso, alla base di numerose patologie esistono squilibri di natura ormonale. Basti pensare al diabete, caratterizzato da deficit di un ormone sintetizzato dal pancreas, l’insulina, o alla carenza di testosterone, nell’obesità maschile, o ancora al sovrappeso causato dai disordini tiroidei.

Per ogni disturbo di natura ormonale, quindi, esiste una dieta costituita dai giusti alimenti, diversi da caso a caso.

La dieta ormonale è, quindi, una dieta curativa volta a ripristinare l’equilibrio ormonale naturale.

L’ideatore di questo piano alimentare, è Thierry Hertoghe famoso endocrinologo americano, la sua teoria è estremamente semplice: tutti i meccanismi vitali del nostro organismo, dipendono dagli ormoni, a partire dalla sessualità all’umore, dall’aspetto della pelle fino ad arrivare ad aspetti caratteriali ed alla stessa intelligenza. Sebbene un ruolo di primaria importanza, spetta senza dubbio allo sviluppo ormonale che si è avuto nell’infanzia e nell’età della formazione, non è detto che non si possa cercare di porre rimedio ad eventuali squilibri anche dopo la fase dell’adolescenza. Partendo da tale teoria, la dieta ormonale si propone di “curare” gli squilibri ormonali, senza l’ausilio dei farmaci, ma attraverso gli alimenti.

Così, per esempio, il soggetto diabetico, con scarsa risposta insulinica, dovrà assumere limitati alimenti contenenti glucidi, gli ipotiroidei, invece, eviteranno cibi che rallentano l’attività della tiroide, come vedremo più avanti.

Gli ormoni che regolano il metabolismo.

Il metabolismo, consiste nell’insieme dei meccanismi che consentono di utilizzare gli alimenti per produrre energia essenziale per l’espletamento di tutte le funzioni vitali dell’organismo. Si tratta di meccanismi complessi che coinvolgono molti enzimi diversi e che viene finemente regolato da svariate molecole dette “ormoni”. Gli ormoni vengono secreti da diverse ghiandole (tiroide, pancreas, surrene) ed hanno funzioni diverse sul metabolismo, possono aumentarlo attraverso la produzione di calore (ormoni tiroidei), o spingerlo verso l’utilizzazione di grassi e proteine (cortisolo). Vediamo in dettaglio, alcuni dei principali ormoni che regolano il metabolismo:

  • Il glucagone è l’ormone responsabile della sensazione di appetito e viene prodotto da alcune cellule del pancreas a digiuno.

  • L’insulina, al contrario, viene prodotta dopo un pasto, da altre cellule del pancreas, in risposta all’aumento dei livelli di glucosio nel sangue. La sua funzione è quella di far captare lo zucchero dalle cellule dei tessuti (epatico, muscolare, adiposo, ecc). Ovviamente, una mancata o ridotta secrezione di insulina, determina un’aumento dei livelli di glucosio nel sangue con conseguenze deleterie per l’organismo.

  • Il cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali, induce il metabolismo ad utilizzare proteine e grassi per produrre glucosio. Questa via metabolica, viene attivata durante lunghi periodi di digiuno ma anche quando nella dieta sono carenti i carboidrati.

  • Gli ormoni tiroidei (T3 e T4), stimolano il metabolismo in generale. Essi agiscono su ogni cellula aumentando la produzione di calore, meccanismo che comporta il consumo di energia. Una scarsa attività tiroidea, si traduce in una serie di sintomi tra cui l’accumulo di adipe per ridotta produzione di calore e quindi, per mancata utilizzazione di energia. Al contrario, un eccessiva produzione di ormoni tiroidei individua soggetti molto magri.

Ad ogni squilibrio ormonale il suo piano alimentare.

La teoria di Thierry Hertoghe, non propone alcun tipo di terapia farmacologica per ristabilire i giusti livelli ormonali, ma, la sua terapia, è basata su una semplice dieta e sul corretto utilizzo degli alimenti.

Naturalmente il modello alimentare da seguire, non è lo stesso per tutti, infatti, sebbene vi possano essere delle linee guida generali cui attenersi, ognuno deve seguire una dieta che soddisfi le sue carenze e riequilibri i suoi ormoni:

  • I diabetici, dovranno utilizzare pochi alimenti contenenti glucidi (pane, pasta, frutta) e consumare prodotti proteici come carne, pesce, legumi, uova.

  • Gli ipotiroidei, dovranno assumere alimenti ricchi di iodio, come pesce ed alghe, e altri ricchi di selenio, come cereali e carne, in quanto esso è necessario per il metabolismo degli ormoni tiroidei. Dovranno, invece limitare l’assunzione di cavoli, soia, broccoli, che aumentano il fabbisogno di iodio.

  • Gli obesi, in cui i livelli ormonali sono alterati, dovranno osservare una dieta che sarà diversa a seconda del tipo di obesità da trattare :

    • Obesità “a mela”o androide: più frequente negli uomini, individua soggetti che tendono ad accumulare grasso soprattutto a livello addominale e su braccia e spalle. Il grasso addominale, è capace di invadere il tessuto epatico e predispone maggiormente alle patologie metaboliche come diabete e patologie cardiovascolari. Thierry Hertoghe notò che, soprattutto al mattino i soggetti con obesità a mela, tendono ad avere alti livelli di cortisolo in circolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali e che aumenta quando il testosterone è ridotto. Il cortisolo ha attività “iperglicemizzante” ossia favorisce l’innalzamento del glucosio nel sangue. Per questo, a colazione, la dieta per questo tipo di obesità, prevede proteine e non carboidrati che aumenterebbero ancora di più i valori glicemici.

    • Obesità a “pera” o ginoide: caratterizza soggetti, soprattutto appartenenti al genere femminile, che, per effetto degli estrogeni, tendono ad accumulare adipe nei tessuti sottocutanei di fianchi, glutei e cosce. Questo tipo di grasso non è legato all’insorgenza di patologie metaboliche, ma è più difficile da eliminare. In caso di obesità a pera, sarà importante evitare di consumare carboidrati la sera perchè verrano rapidamente convertiti in grassi e accumulati nel tessuto adiposo. Inoltre la dieta dovrà essere, in generale, povera di grassi.

Analizzando in dettaglio le scelte alimentari proposte dall’endocrinologo Thierry Hertoghe, si capisce che per tutti i profili e le tipologie di obesità e sovrappeso il menù della dieta ormonale, è tendenzialmente ipocalorico e iperproteico, molto simile ad altre diete che garantiscono una perdita di peso veloce limitando fortemente i carboidrati come pane, pasta, biscotti e frutta (diete low carb).

Le differenze tra le diverse diete sono minime e riguardano la collocazione dei carboidrati nell’arco della giornata.

Puoi approfondire come funziona la dieta low carb

Vediamo adesso un menù tipo di dieta ormonale per dimagrire, naturalmente chiariamo che le informazioni qui riportate sono a titolo d’esempio, il menù personale dovrebbe essere creato dal proprio medico di fiducia dopo aver analizzato tutti i fattori ormonali del soggetto in questione.

Menu tipo obesità androide:

Colazione

  • Latte con fiocchi d’avena e frutta secca.

Pranzo

  • Antipasto: qualche noce o un pezzo di formaggio.

  • Pasto proteico (250 g di carne o pesce, o legumi o 2 uova) + verdure.

Cena

  • Pasto proteico (250 g di carne o pesce, o legumi o 2 uova) + verdure.

  • Carboidrati a basso indice glicemico (120 g di riso o cereali pasta integrali o 150 g di fiocchi d’avena).

Menu tipo obesità ginoide:

Colazione

  • Fiocchi d’avena (150 g) e un cucchiaino di miele.

Pranzo

  • Pasto proteico (250 g di carne o pesce, o legumi o 2 uova) + verdure.

  • Carboidrati a basso indice glicemico (120 g di riso o cereali pasta integrali o 150 g di fiocchi d’avena).

Cena

  • Antipasto: qualche noce o un pezzo di formaggio.

  • Pasto proteico + verdure.

Per chi è in menopausa, poi, la dieta ormonale prevede un apporto maggiore di alimenti che contengono fitoestrogeni, che mimano gli estrogeni umani, come la soia e la frutta secca. Chi ha alterazione tiroidee, invece, dovrà evitare verdure come verza, broccoli e cavoli, che contengono tiocianati e isotiocianati, sostanze che agendo da antagonisti dello iodio, inibiscono l’attività della tiroide. Queste sostanze però vengono sensibilmente inattivate dalla cottura.

Le proprietà dimagranti della dieta ormonale.

Il successo della dieta ormonale, (con le opportune variazioni riguardo alcuni alimenti esclusi nei singoli casi), è in gran parte legato alle sue proprietà dimagranti trattandosi di un regime proteico povero di grassi e carboidrati, l’organismo brucia i grassi presenti nel corpo e questo fa perdere peso velocemente.

Per avere risultati concreti bisogna seguire poche semplici regole:

  • Assumere gli alimenti suddividendoli in tanti piccoli micropasti da effettuare nel corso dell’intera giornata, facendo attenzione che ognuno di questi rispetti le giuste proporzioni tra i tre macronutrienti fondamentali ovvero proteine, grassi e carboidrati. Mangiare poco e spesso, fa mettere in moto più volte i meccanismi digestivi che a loro volta richiedono energia.

  • Assumere piccole porzioni di alimenti altamente proteici, ma con pochi grassi.

  • Mangiare molti alimenti che contengono fibra integrale, che facilita la purificazione dell’organismo.

  • Ridurre l’assunzione di sostanze stimolanti, come il caffè il te, la cola, consigliate invece in molte diete brucia grassi. Queste sostanze, infatti stimolano la secrezione gastrica aumentando il senso di appetito.

Oltre alle regole strettamente legate al piano alimentare, la dieta ormonale prevede anche alcune piccole regole di stile di vita quali:

  • Cercare di dormire bene almeno otto ore, in quanto la qualità del sonno incide in modo determinante sulla produzione degli ormoni tiroidei.

  • Passare almeno mezz’ora al giorno all’aperto, in quanto il sole e l’aria sono importantissimi per ristabilire il giusto equilibrio tra la serotonina e il cortisolo, che può essere considerato come l’ormone dello stress ed è quindi responsabile di attacchi di fame improvvisi e cattive abitudini alimentari.

Come già accennato prima, queste non sono altro che delle regole indicative, a cui si potrebbero aggiungere uno stile di vita salutare, come leggere libri divertenti, guardare film, programmare attività manuali e creative o ancora prediligere una vita all’aria aperta.

Quali sono le controindicazioni di questo piano alimentare?

Una dieta con pochi grassi e carboidrati e una buona quantità di proteine, riattiva il metabolismo: spinge verso l’utilizzazione dei grassi di deposito (tessuto adiposo) per produrre energia. Ma ha anche dei rischi:

  • Una dieta di questo tipo può sovraccaricare i reni, con il passare del tempo in quanto nell’organismo tende ad accumularsi urea in eccesso derivata dal metabolismo proteico.

  • Evitare i cibi contenenti carboidrati come la frutta, non si assumono abbastanza vitamine di importanza vitale per il nostro organismo.

  • Non è possibile normalizzare molti squilibri ormonali, con la sola alimentazione soprattutto quando la loro eziologia ha una patologia a monte (danni strutturali ad una ghiandola, o difetti congeniti, patologie oncologiche, ecc).

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Valentina Coviello (Biologa)-Dott.sa Roberta de Martino

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