Dieta del gruppo sanguigno

Benessere 360
Dieta del gruppo sanguigno

La dieta del gruppo sanguigno è stata proposta sul finire degli anni 90 da un naturopata, Peter D’Adamo ed ha riscosso un successo tale che su questo argomento sono stati scritti diversi libri che ne sosterrebbero la validità. Nella sua teoria D’Adamo sostiene che con l’evoluzione dell’uomo di sono venuti a creare i gruppi sanguigni, i quali quindi sono strettamente collegati al nostro DNA e sono anche espressione del legame che ci lega ai nostri avi, per questo i gruppi sanguigni sarebbero in grado di darci indicazioni sulla nostre attitudini e sulle nostre capacità in quanto ad ogni gruppo corrisponde un particolare profilo, e nello specifico il gruppo 0, che è anche quello più antico, dei nostri primi avi corrisponde ai cacciatori; il gruppo A agli agricoltori, in quanto si sarebbe formato quando l’uomo inizia ad avere uno stile di vita stanziale ed introduce i cereali nella sua alimentazione; il gruppo B ai nomadi ed è legato soprattutto all’alimentazione dei gruppi stanziati in zone fredde che basavano gran parte della loro alimentazione sugli ovini; ed il gruppo AB che è il più recente agli enigmatici. Quindi, esattamente come affermato anche da alcuni scienziati giapponesi, il gruppo sanguigno può darci importanti informazioni sia sulla personalità e quindi anche sul tipo di vita che si è più adatti a svolgere, che sul tipo di dieta che si dovrebbe seguire per essere perfettamente in salute ed in forma. Secondo la teoria di D’Adamo le lectine, ovvero particolari proteine che agiscono nel processo digestivo, presenti nell’organismo umano non sarebbero tutte dello stesso tipo ma diverse in base al gruppo sanguigno cui si appartiene, D’Addamo sostiene inoltre che anche gli alimenti hanno particolari lectine di qualità diverse per cui vi sono alimenti le cui lectine legano meglio con un particolare gruppo sanguigno ed altre con altri. Quindi in base alla compatibilità delle lectine del gruppo sanguigno con quelle presenti sull’alimento si può valutare il tipo di dieta da seguire, infatti assumere alimenti incompatibili può, sempre secondo la teoria di D’Addamo, provocare problemi sia allo stato di forma fisica del soggetto che, nel lungo periodo anche alla salute stessa. Nonostante il grande successo di pubblico riscosso la dieta del gruppo sanguigno ha sollevato però anche pesanti critiche da parte di medici e nutrizionisti, secondo loro infatti gli alimenti che contengono lectine in grado di provocare gli effetti descritti da D’Addamo sarebbero davvero pochissimi, e quindi la loro azione è da considerarsi praticamente irrilevante per la salute e la forma fisica di un soggetto, inoltre secondo loro è impossibile ridurre la varietà e la complessità del genere umano semplicemente ai quattro gruppi sanguigni, ed infine sia la statistica che la stessa realtà dimostrerebbero l’infondatezza delle tesi del naturopata in quanto vi sono miliardi di persone in perfetta forme e salute pur non seguendo nessuno dei principi da lui sostenuti e viceversa persone che presentano intolleranze alimentari verso alimenti che invece dovrebbero rappresentare il fulcro dell’alimentazione del loro gruppo. In conclusione quindi, secondo i detrattori, il successo delle tesi di D’Aaddamo sarebbe da attribuire semplicemente al fatto che a molti può essere sembrato estremamente comodo dare la colpa della loro cattiva forma all’ignoranza, e al fatto che spesso quando si parla di dieta vi è una sorta di predilezione perversa per regimi alimentari drastici e privatavi come può risultar, almeno nelle sue versioni più rigide, la dieta del gruppo sanguigno.

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god

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