La dieta Montignac viene in realtà proposta dal suo ideatore, a cui deve appunto il nome, come metodo per trovare e mantenere il peso forma più che come una semplice dieta dimagrante, riportando quindi il termine dieta al suo significato originale e quindi come regime alimentare e filosofia di vita e non come oggi viene intesa la dieta come regole particolari da seguire per un periodo di tempo limitato al fine di raggiungere un obbiettivo identificato il più delle volte come perdita di peso. Secondo Montignac infatti le sue regole alimentari andrebbero seguite sempre, inoltre ciò che ha contribuito ad accrescere sensibilmente la fama di questa dieta è che Montignac è del tutto contrario al calcolo delle calorie sottolineando inoltre che il dimagrimento non è legato tanto alla quantità ma soprattutto alla qualità di ciò che si mangia, ed afferma inoltre che una buona dieta può essere addirittura un alternativa alla palestra ed allo sport in generale. Altra peculiarità della filosofia del metodo Montignac è che il suo ideatore ne ha testato la validità su se stesso, Michel Montignac infatti lavorando nel campo farmaceutico venne a conoscenza di diversi studi fatti da dei ricercatori sull’importanza dei glucidi nel diabetici, e pur non essendo diabetico decise di approfondire l’argomento guidato dall’idea che l’
indice glicemico potesse avere degli effetti significativi anche sul controllo del peso e dopo essere riuscito lui stesso a perdere circa 15 kg in soli 3 mesi decise di diffondere i risultati dei suoi studi pubblicando dei libri, i primi risalgono a circa metà degli anni 80, in cui spiegava che il modo migliore per dimagrire era scegliere gli alimenti in base al loro indice glicemico. Per facilitare non tanto la comprensione ma il poter seguire la dieta senza perdersi in calcoli e ricerche Montignac compilò anche due tabelle in cui elencava da un lato i glucidi buoni, ovvero quelli ammessi e dall’altro quelli che andrebbero evitati. In particolare secondo il metodo Montignac per tutta la prima fase che non ha una durata temporale prestabilita, ma dipende semplicemente dal raggiungimento del peso forma, si dovrebbero assumere soltanto alimenti che hanno un indice glicemico basso, ovvero non superiore a 35, mentre nella fase successiva ovvero il mantenimento per la vita si dovrebbe cercare di prediligere sempre gli alimenti che hanno un indice glicemico inferiore a 50, naturalmente soprattutto per la seconda fase Montignac ammette che vi possano essere delle piccole eccezioni a cui però bisognerebbe cercare di rimediare riducendo l’indice glicemico degli alimenti assunti nei giorni successivi. Secondo la filosofia di Montignac è importante inoltre fare sempre tre pasti regolari ad orari quanto più possibile fissi. Naturalmente anche la dieta Montignac è stata oggetto di numerose critiche i detrattori infatti ritengono che sia pressoché impossibile determinare con esattezza l’indice glicemico degli alimenti in quantio questo varia non solo in base a fattori controllabili come ad esempio il modo in cui vengono cucinati i cibi, ma anche in base a variabili che sono fuori dal nostro controllo e difficilmente determinabili come ad esempio il grado di maturazione, inoltre essendo un metodo basato sull’indce glicemico ne deriva chegli alimenti più penalizzati da questa dieta sono soprattutto i carboidrati il che porta alcuni a ritenere questa dieta squilibrata come tutte le
diete low carb. In realtà sebbene soprattutto nella fase di mantenimento anche seguendo il metodo Montignac si può arrivare a seguire una dieta più o meno bilanciata, il conteggio dell’indice glicemico, oltre ad essere suscettibile di leggere variazioni prevede che vi sia un attenzione costante alla scelta ed alla modalità di preparazione degli alimenti, motivo per cui si può affermare che almeno in una prima fase ci vuole molta pazienza per seguire il metodo della dieta Montignac.
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