Barrette proteiche.

Barrette proteiche

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono e a cosa servono?
  2. Tipologie di barrette proteiche
  3. Consigli su come assumerle
  4. Fanno male? Le Controindicazioni
  5. Nella dieta a zona
  6. Quali barrette scegliere: le migliori marche
  7. Barrette proteiche fai da te
  8. Barrette senza cottura
  9. Barrette low carb
  10. Le barrette e le proteine in polvere
  11. Approfondimenti

A cosa servono le barrette proteiche e quali sono le migliori? Fanno bene o fanno male? Come si possono realizzare in casa con il fai da te? Fanno ingrassare se inserite nella dieta? Facciamo chiarezza fornendo informazioni utili sul tema degli integratori di proteine affrontandolo dai diversi punti di vista.

Le barrette proteiche sono snack proteici che possono essere un aiuto per assicurare il giusto apporto proteico quotidiano, per fornire l’adeguata quantità di proteine all'organismo prima e dopo un allenamento e per permettere i processi di recupero e di potenziamento muscolare. Tali barrette sono pertanto molto popolari nell'universo del fitness e dello sport e possono essere acquistate (al supermercato, in farmacia o in erboristeria) o preparate in casa.

Cosa sono ed a cosa servono le barrette proteiche?

Le barrette proteiche nascono da un' idea teoricamente corretta. Per chiarire meglio il ruolo e l’utilizzo che si dovrebbe fare di questo tipo di prodotti può essere utile ricordare che le proteine sono un nutriente essenziale per la formazione e la salute dei muscoli, comunemente definite come i mattoni dell’organismo, che rivestono però un ruolo molto importante anche nei processi metabolici e per la salute di altre parti del corpo come i capelli le unghie, ecc..

Gli alimenti che contengono le più alte percentuali di proteine sono generalmente divisi in due grandi categorie ovvero alimenti di origine animale, e alimenti di origine vegetale. Ed è proprio dalla lavorazione degli alimenti proteici vegetali come latte di soia, ed altri oli, che si ottengono le cosiddette barrette proteiche tanto pubblicizzate nel mercato odierno.

L’idea di base è quella di immettere sul mercato dei prodotti, da consumare soprattutto come fuori pasto, che fornisca all’organismo una maggiore percentuale di proteine, contribuendo perciò a favorire la formazione e la salute dei muscoli e limitando invece l’accumulo di sostanze potenzialmente dannose per la linea e per la forma fisica come grassi e carboidrati.

Quanti tipi di barrette proteiche esistono?

Sebbene quindi questi prodotti nascano con scopi del tutto nobili, con valori nutrizionali sani al contrario di molte delle merendine in commercio,  va detto che anche le barrette proteiche sono state rese più invitanti ed appetitose e quindi contengono comunque una buona percentuale di fruttosio e possono innalzare notevolmente anche il livello di glucosio. Vediamo quindi le caratteristiche delle principali tipologie di barrette proteiche.

La principale distinzione che comunemente viene applicata è quella tra: barrette proteiche con dosi e varietà differenti di carboidrati e barrette proteiche a basso contenuto di carboidrati dette anche low carb.

  • Le barrette proteiche con dosi e varietà differenti di carboidrati sono quelle in cui la quantità e la qualità degli stessi vengono impiegati, per la produzione, senza troppa considerazione. Questo vuol dire che ritroveremo all’interno delle barrette sostanze diverse lavorate insieme senza troppa cura e, in alcuni casi, anche di qualità relativamente scadente. Solitamente vengono assunte come spuntini spezza fame. In ogni caso è sempre bene controllare le etichette e scegliere prodotti di qualità, soprattutto perchè visto che comunque contengono carboidrati non è detto che questi prodotti siano adatti a chi segue una dieta ipocalorica con l’obbiettivo di perdere peso.
  • Le barrette a basso contenuto di carboidrati o low carb sono quelle che forniscono un largo apporto proteico avendo però cura della quantità e della qualità di zuccheri, carboidrati complessi e grassi in esse presenti. Importante è il controllo glicemico. Esso, infatti, permette la gestione del peso corporeo. Inoltre, unire in maniera corretta grassi e proteine favorisce il senso di sazietà grazie al rilascio di un ormone gastrointestinale: la colecistochinina. Dunque le barrette low carb possono essere utilizzate come sostitutive di un solo pasto da chi ha necessità di perdere peso e allo stesso tempo di acquisire proteine. E’ consigliata l’assunzione di una barretta al giorno per un periodo non superiore alle 6/8 settimane.

Più nello specifico troviamo in commercio barrette proteiche per ogni esigenza: senza glutine; senza carboidrati; senza lattosio; alla soia; a base di arachidi; biologiche; con creatina; con aminoacidi.

  • Barrette proteiche senza glutine. Il glutine ha origine da due tipi di proteina: la gliadina e la glutenina presenti in alimenti come frumento, farro, orzo, segale e kamut. Il glutine scatena intolleranze in soggetti affetti da celiachia. Dunque, una barretta proteica senza glutine, è utile per chi non può introdurre nel proprio organismo questa sostanza lipoproteica ma che allo stesso tempo necessita di un largo apporto proteico.
  • Barrette proteiche senza carboidrati. Queste barrette rispondono alla medesima necessità di chi acquista barrette low carb. I carboidrati, che si dividono in semplici (zuccheri) e complessi (amidi o polisaccaridi), sono responsabili in maniera più o meno forte dell’accumulo di grasso. Troppi carboidrati, infatti, stimolano la produzione di insulina che converte gli stessi in grassi. Questi si depositano in specifiche zone del corpo dando vita ai cosiddetti cuscinetti adiposi. Chi sceglie, quindi, di acquistare barrette proteiche senza carboidrati lo fa per ottenere l’apporto proteico necessario senza però aumentare l’apporto di carboidrati. Queste barrette possono essere assunte come spuntino o come sostitutive di un pasto.
  • Barrette proteiche senza lattosio. Il lattosio è lo zucchero presente nel latte. Esso può provocare forti intolleranze alimentari che si manifestano con disturbi gastrointestinali. Chi sceglie di acquistare barrette proteiche senza lattosio lo fa, dunque, perché necessita di proteine stando però attento a non irritare l’apparato gastroenterico.
  • Barrette proteiche alla soia. La proteina della soia stimola in maniera maggiore la formazione dell’ormone tiroideo il quale influisce in maniera positiva sul metabolismo, rendendolo più veloce. Questa agilità metabolica consente la perdita di grasso. Dunque, le barrette alla soia oltre a favorire il giusto fabbisogno proteico permettono di dimagrire. Se ne consiglia l’assunzione di una barretta al giorno per un massimo di 6/8 settimane. L’assunzione eccessiva di soia può portare danni a livello ormonale, per la presenza dei fitoestrogeni che possono interferire con il funzionamento della tiroide, e intolleranze alimentari in caso di allergia. E’ controindicata: in gravidanza perché i fitoestrogeni presenti nella soia si trasferiscono nel liquido amniotico alterando lo sviluppo delle cellule endocrine nel feto; in caso di tumori e lesioni tumorali in quanto riduce l’efficacia del temoxifene, un farmaco antitumorale.
  • Barrette proteiche a base di arachidi. Le arachidi contengono minerali e calorie che ne fanno un alimento altamente energetico, indicato in casi di stanchezza e astenia, ma anche prima o dopo un allenamento. Inoltre contengono circa il 30% di proteine. L’assunzione è di una al giorno per un massimo di 6/8 settimane. Gli effetti collaterali riguardano il rischio di allergie e di intolleranze. Le arachidi sono controindicate: in caso di ipertensione per la presenza di sodio utilizzato nei composti per la trasformazione industriale delle stesse (snack a base di arachidi tostare e salate); in caso di Ipertrigliceridemia (valori alti di trigliceridi nel sangue) per la presenza dei lipidi, in particolare dell’acido oleico che entra a far parte delle molecole dei trigliceridi.
  • Barrette proteiche biologiche. Sono quelle prodotte con ingredienti ottenuti da agricoltura biologica, cioè senza uso di prodotti chimici come concimi e pesticidi. Le barrette proteiche biologiche vengono scelte da chi ritiene che il biologico sia più sicuro, nutriente e gustoso.
  • Barrette proteiche con creatina. Quest’ultima è un aminoacido già presente nel nostro organismo. Si trova principalmente nei muscoli scheletrici e, in piccola parte, nel cuore e nel cervello. La creatina viene prodotta a livello epatico o viene assunta mediante gli alimenti (si trova nella carne). L’azione di questo aminoacido si esplica a livello muscolare facendone aumentare la massa e la resistenza. La creatina è un precursore di ATP (adenosina trifosfato) che è la principale fonte di energia utilizzata dalle cellule. Questo tipo di barrette viene utilizzato soprattutto da chi fa sport e dai body builder. Va però ricordato che assumere creatina in maniera sconsiderata provoca effetti collaterali come: problemi all’apparato gastroenterico; disturbi renali; disidratazione e ritenzione idrica. Se ne consiglia una barretta, che ne contenga 2 o 3 g, al giorno e per un massimo di 6/8 settimane. E’ controindicato l’uso in: gravidanza; allattamento; in casi di patologia renale ed epatica e al di sotto dei 14 anni.
  • Barrette proteiche con aminoacidi. Gli aminoacidi essenziali, cioè quelli che l’organismo non riesce a sintetizzare e quindi a produrre autonomamente nelle quantità necessarie, vengono introdotti nell’organismo mediante l’alimentazione (carne, latte e derivati). Le barrette proteiche con aminoacidi, dunque, oltre al normale apporto proteico forniscono anche il giusto contributo di aminoacidi dove quelli ramificati (Valina, Isoleucina e Leucina) svolgono una funzione molto importante. Essi, infatti, permettono la sintesi proteica nei muscoli e sono in grado di fornire energia, seppur poca, durante gli sforzi operati nelle attività sportive. Queste barrette proteiche possono essere assunte prima dell’esercizio fisico per prevenire il manifestarsi di un affaticamento a livello muscolare ma anche per consentire il recupero in seguito allo sforzo. Almeno 60 minuti prima dello sforzo si possono assumere 4 g di aminoacidi ramificati, per il recupero 1 g per ogni 10 Kg di peso corporeo. L’assunzione deve essere limitata alle 6/8 settimane. Evitare l’uso in: gravidanza, allattamento, in caso di malattie renali e al di sotto dei 12 anni.

Vista la grande varietà di prodotti presenti sul mercato dunque è sempre bene leggere attentamente l’etichetta prestando molta attenzione agli ingredienti ed alle loro percentuali per essere sicuri della bontà dietetica, e non solo, del prodotto. Va chiarito inoltre che non si devono considerare le barrette proteiche come fonti alternative alle tradizionali, questi prodotti infatti non possono essere assunti al posto di una fetta di carne, di un petto di pollo o dei legumi, anche nel caso in cui si segua una dieta vegetariana o vegana, ma devono essere un integrazione.

Quando e come assumere le barrette dietetiche.

Riguardo le dosi abbiamo fornito quelle consigliate solo per alcuni tipi di barrette proteiche, in quanto conoscendo le sostanze in esse contenute risulta più semplice darle in maniera precisa.

In generale comunque è bene assumere le barrette tra un pasto e l’altro, o subito prima o subito dopo l’allenamento per chi pratica sport.

Anche se si usano le barrette proteiche come integrazione in una dieta mirata all’accrescimento della massa muscolare non bisogna cadere nell’errore di pensare che essendo queste fonti di energia, e quindi di nutrienti molto importanti per l’organismo, se no possa fare un utilizzo smodato, in quanto come detto in precedenza anche questi prodotti possono diventare pericolosi per la forma fisica.

Le dosi indicative sono di una barretta al giorno, preferibilmente lontano dai pasti se non sono sostitutive degli stessi, caso in cui è sempre bene che non è consigliato utilizzare questi prodotti per un periodo di tempo troppo lungo. Ad ogni modo, le modalità di assunzione sono indicate sulle confezioni. Ancora più importante, però, si rivela il consulto con il proprio medico curante, anche se per soggetti sani in linea di massima se usate con moderazione, nell’ambito di un regime alimentare ben equilibrato e di un programma di allenamento fisico svolto con costanza e regolarità, le barrette proteiche possono essere ottimi spuntini e non hanno particolari controindicazioni.

Fanno male? Controindicazioni ed effetti collaterali.

L’assenza di controindicazioni è legata però al consumo di questi prodotti per un arco di tempo specifico. L’assunzione di barrette proteiche per un periodo di tempo prolungato (oltre le 6/8 settimane e senza i dovuti intervalli tra un periodo e l’altro) può provocare diversi effetti collaterali, come: disidratazione; ritenzione idrica; agitazione; nervosismo; secchezza delle mucose, dell’intestino e dello stomaco. Questa secchezza accelera la circolazione dell’aria all’interno del corpo, dirigendola verso l’alto, fino a raggiungere la zona cerebrale. Ne scaturisce, dunque, anche un disturbo nella concentrazione e nella qualità dei pensieri.

Le barrette proteiche sono controindicate in presenza di patologie renali ed epatiche per gli effetti collaterali che provocano a danno degli stessi (disidratazione e ritenzione idrica; secchezza dell’apparato gastroenterico); non sono consigliate in gravidanza ed allattamento perché in questi periodi particolarmente delicati è sempre meglio preferire prodotti più genuini e meno artefatti.

Le barrette di proteine e la dieta a zona.

La dieta a zona è quella ideata da Barry Sears, dove per zona si intende il punto di maggior potenza fisica e mentale che la dieta permette di raggiungere e mantenere. La maggior potenza fisica si manifesta nell’avere più massa magra e meno massa grassa, più forza e benessere. La maggior potenza mentale si esplica nella totale concentrazione e nella pulizia di pensiero. La dieta si basa sull’assunzione di macronutrienti come proteine, carboidrati e grassi i quali sono in grado di favorire la gestione di tutte le funzioni vitali del nostro corpo mediante l’equilibrio ormonale. Il fabbisogno proteico viene calcolato in base alla massa magra e alla massa grassa, al peso corporeo e all’attività fisica praticata. Ad ogni modo bisogna comunque controllare il rapporto tra carboidrati, proteine e grassi (40 -30- 30). Le barrette proteiche sono molto utilizzate nella dieta a zona. Ne esistono di specifiche chiamate propriamente “barrette a zona” che vengono utilizzate il più delle volte come sostitutive del pasto. Ancora una volta bisogna ricordare di non eccedere nell’uso limitandosi all’assunzione di una barretta al giorno per un periodo non troppo lungo. Nel caso si avvertisse la necessità di andare oltre le consuete 6/8 settimane, consultare il medico. Sono controindicate in caso di patologie renali ed epatiche, cardiovascopatie e ipertensione, gravidanza.

Le migliori marche.

Ormai in ogni negozio di articoli sportivi sono presenti le barrette proteiche di numerose marche per tutte le necessità, ed è evidente che la scelta dipende dalle soprattutto dalle esigenze personali. Tra le più conosciute troviamo:

Enervit: Produce diverse linee di prodotto.

  • Enervit Protein: barrette proteiche snack adatte in ogni momento della giornata, a basso indice glicemico e con un giusto equilibrio tra carboidrati, grassi e proteine, al gusto di cioccolato a latte o fondente; snack salato senza latte né lattosio, a basso indice glicemico nel gusto tradizionale o all’olive nere; barrette proteiche sostitutive del pasto per il controllo del peso al gusto di cioccolato fondente, vaniglia, cookie.
  • Enerzona: barrette proteiche indicate in maniera specifica per la dieta a zona e alcune senza glutine al gusto di cioccolato al latte, frutti rossi (senza glutine), tiramisù e vaniglia.

Herbalife: le barrette proteiche contengono circa 140 calorie e sono ottime come spuntino e come pasto quando bisogna perdere peso. Le proteine in esse contenute sono circa 10 g, mentre ci sono circa 16 g di carboidrati. Sono arricchite di vitamina B. I gusti sono vaniglia e mandorle, cioccolata e arachidi, agrumi. Ottime come spuntino spezza fame.

Multipower: si tratta di barrette proteiche che oltre a fornire il giusto apporto di proteine, contengono carboidrati e in alcuni casi creatina. Ci sono poi quelle altamente proteiche con circa il 30% di proteine. Possono essere assunte come spuntino o come apporto extra di energia. I gusti sono cioccolato fondente, cioccolato al latte e cioccolato bianco. Ma anche yogurt e fragole, cocco, nocciola...

Muscletech: le barrette proteiche Nitro - Tech Hardcore bar contengono circa 30 g di proteine e sono ideali per una dieta ricca di proteine e per il potenziamento muscolare; le Meso - Tech Complete bar contengono circa 25 g di proteine, comprese le proteine del serio del latte e la glutammina (un aminoacido prodotto principalmente dall’organismo la cui sintesi avviene a livello muscolare); le Smart Protein 20 bar contengono circa 20 g di proteine ma anche fibre e carboidrati. Possono essere utilizzate come sostitutive di un pasto. I gusti sono cioccolato, burro di noccioline, cookies cream, cocco, caramello.

Barrette proteiche fatte in casa.

Come abbiamo visto esistono numerose tipologie di barrette proteiche che possono essere acquistate al supermercato, in farmacia, in erboristeria e anche su Internet (in questo caso attenti perché molti prodotti sono contraffatti e nocivi per la salute). E’ possibile, però, anche farle con le proprie mani. Questo è di certo il modo più sicuro, in quanto si conoscono ingredienti, dosi e qualità. Di seguito proponiamo alcune ricette facili facili.

Barrette proteiche senza cottura.

ingredienti per 10 barrette

  • 16 misurini di proteine al gusto di cioccolato
  • 140 g di burro di arachidi
  • 6 cucchiai di granella di arachidi
  • 6 cucchiai di miele
  • 400 g di fiocchi d’avena
  • 240 ml di latte scremato

Unire e mescolare tutti gli ingredienti, eccetto la granella, fino ad ottenere un impasto cremoso ed omogeneo. Staccare pezzi di impasto e formare le barrette. Rotolarle nella granella. Mettere in frigo e lasciar indurire.

Barrette proteiche low carb.

 

  • 30 g di frutta secca a piacere
  • 30 g di proteine
  • 10 g di olio extra - vergine di oliva
  • 10 g di cacao amaro
  • 15 g di glicerolo (si può trovare in farmacia)

Sgusciare e macinare la frutta secca e unirla alle proteine e al cacao. Quando saranno ben amalgamati aggiungere l’olio ed il glicerolo. Stendere su una teglia da microonde. Far cuocere per 30 secondi a potenza massima. Rivoltare e far cuocere ancora 30 secondi.

Confronto con le proteine in polvere.

Le proteine in polvere si ottengono da alimenti come il latte, le uova e la soia attraverso un processo di “disidratazione” degli stessi alimenti i quali, appunto, essendo stati privati dell’acqua, si presentano sotto forma di polveri. Rispetto ad alcuni tipi di barrette proteiche, le proteine in polvere contengono una bassissima percentuale di grassi e carboidrati. Inoltre il processo di lavorazione con il quale si ricavano le proteine in polvere ne fa un prodotto puro senza l’aggiunta, dunque, di altre sostanze. Si configurano, pertanto, come proteine pulite. Le barrette proteiche, al contrario, subiscono un processo di lavorazione in cui non possono non essere impiegati altri ingredienti per renderle compatte e gustose. La scelta dell’uno o dell’altro ricade sulla frequenza dello sforzo fisico che si può protrarre nel corso della giornata o limitarsi a poche ore. E’ chiaro che se il nostro corpo è sottoposto ad un allenamento costante e prolungato l’uso di proteine in polvere, che vanno sciolte in acqua o latte, non può bastare in quanto l’organismo ha bisogno di alimenti solidi per poter mantenersi in forma e acquisire la forza necessaria.

Supervisore: Maria Grazia Cariello


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