Ansia e attacchi di panico.

Il legame tra ansia ed attacchi di panico è piuttosto stretto, anche se non di rado questi ultimi colpiscono soggetti che non hanno mai sofferto di stati d'ansia.

Ansia e attacchi di panico

Attacco di panico, forma estrema della crisi d'ansia.

In larga misura gli attacchi di panico possono essere considerati quasi come la forma estrema e più grave delle crisi d’ansia, e nella maggior parte dei casi i soggetti in cui si manifestano gli attacchi di panico sono di loro natura ansiosi e spesso hanno anche altri tipi di disturbi legati all’ansia come la claustrofobia, l’agorafobia, l’ipocondria, ecc..

Attacchi di panico in soggetti sani.

Gli attacchi di panico possono manifestarsi anche in soggetti perfettamente sani, che non hanno cioè mai sofferto di disturbi d’ansia, quando questi si vengono a trovare in un periodo particolarmente duro e stressante della loro vita.

Secondo alcuni studi condotti in America anzi sembrerebbe che almeno una persona su dieci, normalmente non ansiosa, viene colpita da un attacco di panico almeno una volta all’anno, e la percentuale di coloro che si trovano ad affrontare questo disturbo almeno una volta nel corso della vita è davvero altissima.

Sintomi dell'attacco di panico.

I sintomi dell’attacco di panico sono diversi e possono manifestarsi con intensità e combinazioni diverse in base al soggetto, tra questi i sintomi più frequenti sono:

  • tachicardia,
  • aumento della sudorazione,
  • dolori al petto o all’addome,
  • nausea,
  • vertigini,
  • affanno,
  • secchezza della bocca,
  • incapacità di emettere suoni vocali,
  • smarrimento,
  • difficoltà a percepire se stessi e l’ambiente che ci circonda,
  • offuscamento della vista,
  • tremore,
  • sensazione di svenimento,

tutti questi sintomi vengono solitamente riassunti da chi li ha provati in una semplice frase, paura di stare morendo.

Nella maggior parte dei casi infatti chi ha un attacco di panico in forma più o meno grave finisce quasi sempre al pronto soccorso, e non sempre è facile accettare la diagnosi dei medici che dal punto di vista fisiologico non trovano nulla che non va.

Quando le manifestazioni degli attacchi di panico sono abbastanza frequenti si dice che il soggetto soffre di Disturbo da Attacchi di Panico (DAP), e sebbene la seconda o la terza volta il soggetto colto da attacco non corra più in ospedale, consapevole della natura della crisi, vi è il rischio che per la paura di scatenare un nuovo attacco, cominci ad evitare tutta una serie di situazioni ritenute potenzialmente pericolose.

Le conseguenze degli attacchi di panico.

La paura di un nuovo attacco può diventare in certi casi addirittura più invalidante degli attacchi stessi, non è detto infatti che un soggetto che soffre di claustrofobia sia colpito da un attacco in ascensore o in un luogo chiuso, la vera particolarità degli attacchi di panico è che questi possono arrivare in qualsiasi situazione, anche quando il soggetto è calmo e rilassato e sta leggendo un libro o guidando la macchina. L’imprevedibilità degli attacchi e la totale assenza di segni anticipatori quindi possono portare chi ne soffre ad evitare un numero sempre maggiore di situazioni fino a condizionarne negativamente la qualità di vita sia sociale che lavorativa.

Ammettere la patologia per poterla affrontare.

Per questo sarebbe utile intervenire tempestivamente, innanzitutto riconoscendo di avere un problema ed in secondo luogo cercando di individuarne le cause, magari con il supporto di uno specialista, per mettere in pratica la terapia curativa adeguata.

Dall'ansia agli attacchi di panico, alla depressione.

In molti casi purtroppo quando si soffre d’ansia o attacchi di panico si ha difficoltà ad ammetterlo sia con se stessi che con gli altri, quasi come se ci si dovesse vergognare di avere questi tipi di disturbi e non si capisce invece che isolandosi non si fa che acuire la gravità della patologia, non è raro infatti che dopo ansia ed attacchi di panico subentri anche la depressione.

L'importanza di condividere con gli altri il disturbo.

E’ fondamentale invece cercare di parlare e condividere il proprio disturbo, soprattutto nei casi degli attacchi infatti avere qualcuno vicino può essere un ottimo supporto per affrontare certe situazioni. In conclusione quindi si può dire che il riconoscere, accettare e condividere con altri (amici, familiari, terapeuta) sono i passi fondamentali per sconfiggere l’ansia e gli attacchi di panico.

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