Allenamento aerobico.

Allenamento aerobico

La differenza fondamentale tra l’allenamento Aerobico e quello Anaerobico, è rinchiusa in quella "An”, che indica l’assenza dell’ossigeno nei processi chimici con cui l’organismo consuma energia durante l’allenamento.

Attività aerobica e ossigenazione.

Quando si fa un tipo di attività aerobica infatti si sfruttano i processi di ossidazione degli acidi grassi per creare energia, per questo motivo viene consigliato a coloro che devono perdere peso, anche se in ogni caso può essere utile completare questo tipo di allenamento con degli esercizi anaerobici.

I parametri fondamentali che servono per valutare la qualità di un allenamento aerobico sono principalmente due:

  • la durata, in quanto è dimostrato che dopo un certo periodo di attività aumenta il dispendio energetico,
  • la frequenza cardiaca, in quanto soprattutto quando si raggiunge la propria frequenza ottimale aumenta il consumo di energie.

Le svariate attività aerobiche.

La gamma delle attività aerobiche è talmente vasta che è praticamente impossibile non riuscire a trovare una disciplina che non si pratichi con piacere, si può scegliere infatti da attività da praticare all’area aperta come la corsa o il ciclismo, alle attività da fare in palestra, come i corsi di aerobica, lo spinning, lo step, la fit boxe, allo sport di squadra, come il tennis la pallavolo, ecc.

Intensità e durata dell'allenamento.

Naturalmente è molto importante adattare il tipo di attività prescelta alle proprie caratteristiche personali; soprattutto quando si tratta di soggetti non allenati, in sovrappeso, o anziani, è molto importante iniziare l’allenamento in modo graduale, incrementando poi nel tempo l’intensità dell’allenamento.

Per quanto riguarda il fattore durata non ci sono particolari problemi in quanto, ipotizzando che uno abbia scelto di praticare la corsa, è sufficiente strutturare un programma che preveda di correre 10 minuti il primo giorno, 15 il secondo, 20- 25 il terzo, e cosi via, naturalmente sempre alternando un giorno di allenamento ed uno di riposo muscolare.

La frequenza cardiaca ottimale.

Il discorso della frequenza cardiaca ottimale risulta un tantino più complesso della intensità e frequenza degli esercizi. Chi non è in grado di misurare le pulsazioni sul polso, può avvalersi di uno strumento praticissimo, il cardiofrequenzimetro, che è in vendita in tutti i negozi sportivi.

La frequenza cardiaca ottimale, ovvero quella a cui l’organismo è portato a consumare un quantitativo maggiore di energia è quella che viene compresa tra il 65 e l’85 % della frequenza cardiaca massima. Per calcolarla quindi sarebbe meglio conoscere la propria frequenza cardiaca in una situazione di riposo, anche se la formula usa la frequenza teorica massima (220) a cui vanno sottratti gli anni di età per poi calcolare le percentuali. Ad esempio per un soggetto sano di 40 anni la zona cardiaca ottimale sarebbe: 220 – 40 = 180 battiti per minuto; 65 % di 180 = 117; l’85 % di 180 = 153; in conclusione quindi il soggetto in questione mentre corre, per ottimizzare il dispendio energetico, dovrebbe cercare di mantenere le proprie pulsazioni ad una frequenza compresa tra 117 e 153 battiti al minuto. Per incrementare ulteriormente il consumo di energia il soggetto dovrebbe aumentare gradualmente anche la durata dell’allenamento.

I benefici dell'allenamento aerobico.

I benefici dell’allenamento aerobico non si limitano al dispendio energetico, utile soprattutto quando si vuole perdere peso, ma riguardano anche lo stato di salute generale dell’organismo. La attività aerobiche infatti se praticate con costanza apportano benefici al sistema circolatorio, a quello respiratorio e perfino al sistema immunitario.

Per ottimizzare i risultati dell’attività aerobica risulta utile praticare anche un minimo di attività anaerobiche, mentre è senza dubbio fondamentale seguire una dieta equilibrata e bilanciata che fornisca all’organismo i nutrienti necessari per sostenere l’allenamento.




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