Abbronzatura perfetta: consigli, alimenti giusti, integratori e segreti.

Come avere un abbronzatura perfetta? Ecco consigli pratici e piccoli segreti per abbronzarsi velocemente in modo sano, dall'alimentazione ad i prodotti giusti per avere una pelle dorata ed uniforme senza macchie solari o inestetismi.

Abbronzatura perfetta: consigli, alimenti giusti, integratori e segreti

    Indice Articolo:

  1. Meccanismo fisiologico
  2. Come avere una perfetta abbronzatura
    1. Fototipi
    2. Alimentazione
  3. Come preparare la pelle
    1. Scegliere la crema giusta
    2. Come e quando applicarla
  4. Pro e contro degli abbronzanti
  5. Conservare a lungo l'abbronzatura
  6. Abbronzarsi al mare
  7. In montagna
  8. Autoabbronzanti e lampade
  9. Approfondimenti

Ogni anno con l’arrivo della primavera l’animo delle donne, ma oggigiorno sempre più anche degli uomini, inizia ad essere tormentato da un pensiero fisso: ottenere un’abbronzatura perfetta. In linea di massima, tutti d’estate acquistano un certo colorito, ma per avere un abbronzatura perfetta ed omogenea, oltre che duratura, ma soprattutto per abbronzarsi in maniera sicura, proteggendo la pelle dai possibili effetti nocivi dei raggi solari e di eventuali scottature, è necessario adottare una serie di piccole precauzioni. Quali sono i segreti per abbronzarsi velocemente e uniformemente? Quanto e come ci si deve esporre al sole? Innanzitutto bisogna comprendere a quale fototipo si appartiene. In secondo luogo, bisogna agire dall’interno con l’alimentazione prediligendo una dieta a base di vitamine e antiossidanti? Infine, mai dimenticarsi di proteggere la pelle con le creme solari specifiche!

L’abbronzatura è una reazione naturale di difesa della pelle esposta al sole.

Se più o meno tutti sanno come funziona il meccanismo fisiologico che “provoca” l’abbronzatura, non tutti invece conoscono la ragione per cui esso si innesca. La produzione della melanina, la sostanza che va a colorare la nostra pelle abbronzandola, è in realtà una sorta di espediente usato dalla pelle per proteggersi dall’eccesso di radiazioni solari: il pigmento si trasferisce infatti sullo strato più superficiale dell’epidermide e va ad assorbire i raggi ultravioletti, di fatto neutralizzandoli. Questo ha due conseguenze: la prima, visibile dall’esterno, riguarda il cambiamento di colore della pelle, che si inscurisce, tendendo al marrone; la seconda, che avviene in profondità nell’epidermide, riguarda il DNA, che risulta protetto e riparato da qualunque eventuale danno provocato dai raggi solari. A questa si uniscono altre due reazioni della pelle ai raggi solari, secondarie ma non per ordine di importanza: l’ispessimento cutaneo e la formazione di uno strato di sebo superficiale sulla pelle, il cosiddetto film idrolipidico. Tutte e tre le reazioni appena descritte sono fondamentali per l’ottenimento, ma soprattutto il mantenimento, di un’abbronzatura perfetta e di una pelle sana.

Come ottenere un’abbronzatura sana e bella?

Il primo passo per ottenere un’abbronzatura perfetta e duratura, tanto per l’uomo quanto per la donna, consiste nel capire che tipo di pelle abbiamo: solo in questo modo eviteremo di farci illusioni riguardo il colorito che assumeremo in spiaggia o in montagna. In secondo luogo è necessario curare la pelle dall’interno attraverso una dieta fatta di alimenti che ne potenzino la capacità di abbronzarsi; infine, bisogna scegliere i prodotti giusti sia per preparare la pelle all’esposizione solare sia per aiutarla, in un secondo momento, a mantenere l’abbronzatura. Analizziamo queste quattro semplici operazioni step by step.

Scoprire il proprio fototipo.

I fototipi di pelle

Ogni persona ha delle caratteristiche fisiche differenti che la rendono più o meno sensibile ai raggi solari; l’insieme di tutte le caratteristiche è definito fototipo, ed è utile nel calcolare sia il cosiddetto tempo di eritema, cioè il numero (approssimativo) di minuti per i quali la pelle può stare esposta al sole senza scottarsi, sia la protezione adeguata contro le radiazioni UVA e UVB. I fototipi sono 6, e variano in base al colore della pelle, degli occhi e dei capelli della persona. Il fototipo 1, il più chiaro, è costituito da persone con una pelle dal colore latteo, capelli rossi o biondi, occhi verdi o celesti; il fototipo più scuro invece è il 6, e comprende le persone di colore, quindi con pelle, capelli e occhi molto scuri. I più fortunati sono coloro che appartengono al fototipo 3 o 4: in questo caso ottenere un’abbronzatura perfetta non è un problema, e si avrà un bel colorito dorato già qualche giorno dopo le prime esposizioni al sole. Non sarà così invece per i fototipo 1 e 2, che si abbronzano con molta difficoltà e devono stare parecchio al sole, e mai senza adeguate protezioni, prima di ottenere un colorito almeno vagamente ambrato.

Cosa mangiare? Gli alimenti che favoriscono l'abbronzatura.

Un’abbronzatura perfetta passa anche “dall’interno” della nostra pelle. Come? Attraverso il consumo di cibi specifici, che aiutano ad ottenere un colorito uniforme più rapidamente e a più a lungo. Vediamo quindi cosa mangiare scoprendo quali pietanze dovrebbero diventare le protagoniste della dieta estiva in quanto accelerano l’abbronzatura.

Alimenti che favoriscono l'abbronzatura

  • Cibi ricchi di beta-carotene, la sostanza che aiuta il nostro organismo a produrre la melanina, e quindi ci aiuta ad abbronzarci più rapidamente. Riconoscere i cibi ricchi di beta-carotene è molto semplice: si tratta di tutti quegli ortaggi e frutti dal colore rosso-aranciato, quindi melone, pesche, fragole, carote, ciliegie, albicocche e così via; piccole quantità di questa sostanza sono presenti anche nella comune verdura, come la lattuga, gli spinaci o il prezzemolo.
  • Cibi ricchi di sostanze antiossidanti, che vanno a limitare i danni del sole sulla pelle, in primis l’invecchiamento cutaneo. Esse sono contenute in frutta e verdura principalmente sotto forma di vitamina A, C ed E, ma per essere assimilate dal nostro organismo è bene che il cibo che le contiene non venga cotto. Via libera quindi alle mega insalate estive, da consumare come piatto unico, fresco e gustoso!
  • Acqua: spesso sottovalutata, una corretta idratazione della nostra pelle è invece fondamentale affinché questa risulti sana e quindi maggiormente predisposta ad assorbire i raggi solari. Secondo gli esperti nutrizionisti nel periodo in cui ci si espone al sole bisogna bere in media 1,5-2 l di acqua al giorno, per mantenere la pelle elastica e luminosa, e soprattutto per reintegrare i liquidi persi in spiaggia o in montagna.
  • Integratori: sebbene il seguire una dieta variata e ricca di frutta e verdura sia senza dubbio importantissimo in alcuni casi si può decidere di incrementare l’apporto vitaminico con appositi integratori per l’abbronzatura, supporto che può essere particolarmente utile per coloro che hanno un fototipo chiaro.

Trucchi e piccoli segreti per preparare la pelle.

Per preparare la pelle ad un colorito uniforme e duraturo, oltre che nutrirla con l’alimentazione giusta, è bene anche idratarla in profondità. Questo accorgimento dovrebbe essere preso in ogni periodo dell’anno, ma in estate va decisamente intensificato; bisogna quindi intervenire con creme specifiche e trattamenti più diretti:

Scrub. Un piccolo trucco per preparare la pelle è fare, qualche giorno di prima di iniziare ad esporsi al sole, uno scrub su tutto il corpo, per rimuovere le cellule morte accumulate negli ultimi mesi invernali e per far sì che la pelle sia pronta ad ottenere un’abbronzatura uniforme, evitando quindi l’antiestetico effetto a macchie. Per far ciò si possono utilizzare i tanti prodotti già pronti presenti sul mercato, o si può creare il proprio scrub casalingo fai da te, ad esempio quello a base di zucchero e miele mischiati in proporzione 1:1, da utilizzare su tutto il corpo sotto la doccia.

Gradualità. Se si vuole ottenere un’abbronzatura perfetta, è bene dimenticare la regola del “tutto e subito”: una sovraesposizione immediata ai raggi solari in genere provoca soltanto dolorose e fastidiose scottature che fanno molto male alla pelle. Il segreto è avere un po’ più di pazienza, abituando gradualmente l’epidermide al contatto con le radiazioni solari. Per far ciò, è bene munirsi di creme solari con protezioni adeguate che, almeno i primi giorni, sono necessarie in quanto stimolano la produzione di melanina.

I raggi del sole possono essere nocivi per la pelle! Potrebbe quindi interessarti approfondire come proteggere la pelle ed avere allo stesso tempo una perfetta abbronzatura.

Come scegliere la crema solare giusta?

Come abbiamo visto un aspetto importantissimo per ottenere un abbronzatura perfettamente sana e senza rischi riguarda la scelta della crema solare e dei prodotti ad essa correlati, olio dopo sole, ecc... Esponendosi al sole con una protezione non adeguata si va incontro al rischio di arrossamenti, scottature ed eritemi, che oltre ad essere dannosi per la salute della pelle compromettono l'uniformità dell'abbronzatura, infatti dopo uno stato di rossore eccessivo si tende a spellare e sostituire la pelle danneggiata.

Le protezioni solari più utilizzate sono quelle che contengono dei filtri chimici, cioè dei filtri che agiscono sulle radiazioni, “intrappolandole” al loro interno e impedendo loro di penetrare a fondo nella pelle; l’altra categoria, meno utilizzata, di protezioni solari contiene invece dei filtri fisici, che non assorbono ma riflettono le radiazioni, indirizzandole quindi verso l’esterno.

Per quanto riguarda invece le formulazioni delle creme solari con protezione, le più utilizzate rimangono sempre la formulazione in crema, per le pelli più secche, e quella in spray, per le pelli più grasse.

Fondamentale in una protezione solare risulta infine il fattore di protezione, che va da un minimo di 6 a un massimo di 30. Più alto sarà il fattore di protezione della crema solare, meno frequentemente dovremo riapplicarla; a differenza di quanto si crede comunemente, infatti, una protezione più alta non protegge maggiormente dalle radiazioni, ma semplicemente protegge più a lungo.

Per capire meglio questo meccanismo, possiamo fare un semplice esempio:

Poniamo che una persona appartenga al fototipo 2, e che quindi il suo tempo di eritema sia di 10 minuti. Con una protezione 6 essa potrà stare al sole 6 volte in più rispetto al suo tempo di eritema, quindi in questo caso sarà sicura di non scottarsi prima di 60 minuti di esposizione. Se invece la stessa persona applica una protezione 30, potrà stare al sole 30 volte in più rispetto al suo tempo di eritema, quindi 300 minuti.


In genere vale la regola di scegliere un fattore di protezione più alto durante i primi giorni di esposizione, per poi ridurlo gradualmente in base alla risposta della nostra pelle: se ad esempio essa tende comunque a rimanere biancastra, è inutile ridurre il fattore di protezione, per non correre rischi, bisogna invece continuare con la stessa crema finché non si iniziano a notare i primi cambiamenti di colore.

Diverso è invece il discorso per quanto riguarda le zone più delicate: per labbra, contorno occhi, orecchie e piante dei piedi andrebbe sempre scelta una crema solare a protezione totale, così come dovrebbero essere totalmente schermati tutti i nei o le escrescenze presenti sull’epidermide.

E’ bene tenere presente, che sebbene quando si è già abbastanza abbronzati si può decidere di abbassare il fattore di protezione è sempre bene non prendere mai il sole senza protezione, soprattutto nelle ore più calde (12-16) della giornata. La crema solare, infatti non impedisce alla pelle di abbronzarsi ma semplicemente la protegge.

Quando applicarla?

È importante che la protezione sia applicata almeno mezz’ora prima dell’esposizione al sole, in modo da avere il tempo di penetrare a fondo nella pelle, e che sia riapplicata dopo ogni bagno a mare, o ogni volta che si suda.
Per limitare i possibili effetti nocivi del sole è opportuno iniziare ad esporsi gradualmente, aumentando di giorno in giorno i tempi di esposizione, facendo attenzione ad evitare le ore più calde.

Abbronzanti si o abbronzanti no?

I prodotti abbronzanti sono quelli che, al contrario delle creme protettive, accelerano l’abbronzatura; ovviamente essi sono da utilizzare esclusivamente quando si è già abbronzati, perché altrimenti risultano estremamente dannosi per la pelle. La loro formulazione consiste di solito in oli molto grassi ma facili da spalmare, in quanto in questa consistenza attirano più facilmente le radiazioni solari; essi vanno utilizzati nel momento stesso in cui si decide di esporsi al sole perchè la loro azione è immediata. Per chi vuole abbronzarsi in fretta ma senza rinunciare alla protezione, oggi in commercio esistono tantissimi prodotti che uniscono un fattore di protezione medio-basso alla funzione dell’abbronzante; costituiscono quindi un ottimo compromesso per chiunque voglia prendere la tintarella in tutta tranquillità, con un occhio all’estetica e uno alla salute.

Come mantenere l’abbronzatura a lungo?

Purtroppo ogni anno arriva il momento in cui le vacanze finiscono, le radiazioni solari iniziano a diminuire di intensità, e risulta quindi impossibile continuare a prendere la tintarella. Come fare allora a mantenere l’abbronzatura il più a lungo possibile anche dopo il rientro alla vita di tutti i giorni? Il trucco sta nel seguire delle semplici regole nel momento stesso in cui ci esponiamo al sole. In primis: mai lavare la pelle con detergenti troppo aggressivi che la desquamano troppo, “lavando” anche l’abbronzatura. Meglio lavarsi con saponi neutri, che non facciano troppa schiuma e che non contengano troppo profumo, ma che agiscano delicatamente sulla pelle. In secondo luogo, bisogna munirsi di un prodotto dall’importanza fondamentale: il doposole! Se usato quotidianamente, dopo il bagno o la doccia, esso aiuta sia a mantenere la pelle idratata ed elastica, sia a fissare meglio l’abbronzatura, che quindi resisterà di più anche alla fine delle vacanze. Per i più esigenti esistono in commercio dei doposole specifici, che svolgono un’azione di prolungamento dell’abbronzatura, e vanno utilizzati anche quando l’esposizione al sole è cessata e le vacanze sono ormai un ricordo.

Abbronzarsi al mare.

Il mare è il luogo principale in cui dedicarsi al proprio corpo e ad ottenere una tintarella a regola d’arte. Innanzitutto per l’effetto riflettente dell’acqua, sia mentre ci si fa il bagno che nel momento immediatamente successivo, in cui il corpo è ricoperto da miriadi di minuscole goccioline: esse fungono da tanti piccoli specchi che dirigono le radiazioni solari sulla pelle. In secondo luogo perché al mare tutto il corpo è scoperto, e quindi l’abbronzatura risulta solitamente molto uniforme. Se anche voi pensate che la posizione più adatta per prendere il sole a mare sia quella da “lucertola”, cioè distesi e immobili sull’asciugamano, beh, vi sbagliate di grosso: l’abbronzatura migliore è quella presa stando in movimento, poiché in questo modo il sole arriva anche nelle parti più nascoste del corpo, e ci si abbronza senza accorgersene e senza annoiarsi. Un motivo in più per divertirsi con il beach-volley, o per fare jogging sulla battigia.

Abbronzatura impeccabile in montagna.

Abbronzarsi in montagna è leggermente più complesso rispetto ad abbronzarsi a mare. Questo perché trovandosi ad altezze maggiori il sole è più forte, e quindi si rischia di scottarsi con molta più facilità; inoltre prendere la tintarella risulta più problematico perché in montagna fa sempre un po’ freschetto, per cui difficilmente si riesce a stare seminudi, come avviene in spiaggia, per i cosiddetti “bagni di sole”. Per quanto riguarda il primo punto, è bene munirsi di protezioni solari molto elevate, da scegliere sia in base al fototipo sia in base all’altezza presso la quale ci si reca a prendere il sole; per quanto riguarda il secondo punto invece si può rimediare andando a fare le classiche escursioni per boschi o sentieri, e cercando di tenere il più possibile la braccia e le gambe scoperte. In montagna inoltre, a differenza di quanto avviene al mare, bisogna fare attenzione al sole anche d’inverno: ancora una volta questo è dovuto all’alta quota, che rende le radiazioni pericolose anche quando in realtà sembrano innocue, e pertanto è bene spalmarsi sempre di protezione solare, almeno il viso e il collo. Se c’è la neve bisogna ricordare che, proprio come l’acqua, anch’essa ha il potere di riflettere le radiazioni solari che quindi potrebbero risultare più intense e di conseguenza più dannose per la pelle.

Lampade e creme autoabbronzanti: approfondimenti sull'abbronzatura artificiale.

Sull’abbronzatura artificiale le opinioni degli esperti sembrano dividersi a metà: c’è che sostiene che essa sia una valida sostituta alle radiazioni solari vere e proprie, e c’è invece chi ritiene che costituisca solo un inutile e dannoso stress per la pelle. Quello che è certo è che essa può essere ottenuta in due modi diversi, ma che raggiungono lo stesso scopo: vediamo quali sono, analizzandone pro e contro.

  • Autoabbronzanti: si tratta di creme da spalmare sulla pelle, che consentono di ottenere un colorito dorato in pochissimo tempo, giusto sin da qualche ora dopo l’applicazione. Esse contengono degli speciali zuccheri che sull’epidermide si legano alla cheratina, e questo legame dà luogo a una reazione che produce un pigmento che va a colorare la pelle. Si tratta quindi di un’abbronzatura fittizia, nella quale la melanina non gioca alcun ruolo. Se il pro dell’autoabbronzante è essenzialmente quello di garantire un’abbronzatura rapida, senza bisogno di esposizioni frequenti ai raggi solari, sembrano invece essere più numerosi i contro. Innanzitutto, c’è la diceria che questi prodotti facciano male alla pelle; in realtà, essa può essere facilmente smentita: questo poteva essere vero nei prodotti di vecchia generazione, che potevano arrecare dei danni agli strati più profondi del derma, mentre i prodotti commercializzati oggi sono assolutamente innocui per la pelle, anzi, contengono spesso numerose sostanze idratanti che evitano che essa si secchi eccessivamente. In secondo luogo, la stesura. Esistono delle modalità ben precise per spalmare l’autoabbronzante: nel caso del viso, bisogna procedere dalle guance e sfumare verso le tempie; nel caso del corpo invece si procede dalle estremità, quindi polsi e caviglie, verso l’interno. Il problema sta nel fatto che bisogna essere molto rapidi nella stesura del prodotto, altrimenti esso tende a depositarsi qua e là sul corpo, creando delle antiestetiche chiazze. In terzo luogo, gli autoabbronzanti macchiano sia la pelle sia i vestiti: la pelle delle mani risulta frequentemente tinta di giallo dopo la prima applicazione del prodotto, ma questo problema è risolvibile lavando accuratamente la zona interessata con acqua e bicarbonato; nel caso dei vestiti invece l’unica soluzione è attendere che il prodotto sia stato interamente assorbito prima di coprirsi. Infine, la durata: un’abbronzatura ottenuta con un autoabbronzante di solito non dura più di qualche giorno, dopo il quale è necessario procedere a una nuova stesura del prodotto.
  • Lampade abbronzanti. Le lampade abbronzanti sono molto diffuse anche con il nome di lettini solari o docce solari, in quanto effettivamente si tratta di spazi chiusi, nei quali stare distesi o in piedi, bombardati dalle radiazioni ultraviolette. Se per gli autoabbronzanti si riesce almeno a trovare un pro al loro uso, non è lo stesso per le lampade abbronzanti, che sembrano avere solo degli aspetti negativi. In primis, a detta degli esperti, esse aumentano in modo esponenziale il rischio di sviluppare tumori della pelle, a maggior ragione perché si tende spesso a farne un uso smodato. In realtà ogni lampada abbronzante ha le sue modalità d’uso, e spetta al proprietario del solarium o comunque a chi gestisce l’apparecchio indicare a ciascun cliente il tempo di posa necessario e le sedute massime da effettuare in un anno; prassi che in genere non avviene. In secondo luogo, l’abbronzatura ottenuta tramite lettini o docce solari è palesemente “finta”, cioè chiaramente artificiale, per cui risulta forse più saggio mostrare il vero colore della propria pelle che non una tinta così artefatta che, se pigmenta esageratamente la pelle, rischia di farci apparire ridicoli. Nel caso in cui comunque ci si voglia sottoporre a qualche seduta di una lampada abbronzante, è bene ricordare di proteggere sempre tanto gli occhi quanto le labbra, i primi attraverso degli occhialini specifici, le seconde tramite burrocacao, meglio se a protezione totale.

Consigli per una perfetta abbronzatura.

Non avere fretta: l’esposizione al sole deve essere graduale.
Prepara il fisico all’esposizione dei raggi solari: mangia molta frutta e verdura.
Assumi integratori di betacarotene, che aumentando l'apporto vitaminico, favoriscono la resistenza della pelle al sole.
Scegli una buona protezione adatta al tuo fototipo di pelle.
Cerca di stare il più possibile in movimento quando stai al sole.

Supervisione:

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